La mente crea di sé un’immagine, che in Antropologia cognitiva si chiama identità e che si modifica durante il trascorrere del tempo, sino alla nostra morte. Per cui, non potremmo mai dire che noi siamo in un certo modo, con la certezza di restare in quel certo modo per tutta la vita, perché l’identità , che è il sentire di essere qualche cosa circa noi stessi, si modifica con il passare del tempo. Eppure, nonostante questa evoluzione, crediamo sempre di essere noi stessi, nella sostanza dei nostri pensieri proprio identici a quando avevamo vent’anni, anche se ne abbiamo più del doppio.
In alcune circostanze della vita possiamo farci di noi un’idea non sempre positiva, lasciandoci influenzare da situazioni negative che ci hanno coinvolto e di cui spesso non siamo affatto responsabili. In queste condizioni, paure, dubbi e insicurezze vanno allontanati, assieme a tutti i sentimenti e le emozioni che possono contribuire ad alimentare in noi questa immagine negativa. (continua…)
By: prof. Alessandro BertirottiLettera di una madre a…
Una lettera scritta molto tempo fa , purtroppo sempre attuale, la ripropongo perchè credo che le parole siano importanti e anche se sembra che non lascino segno a volte invitano a riflettere.
In questo periodo si è molto parlato e si continua a parlare di vita, di dignità di vita, di vite con dei limiti, di diritto alla vita, diritto alla morte.
Mia figlia Claudia ha 37 anni e a causa di un parto mal assistito ha subito gravi lesioni cerebrali che le hanno impedito di vivere la vita come è intesa dalla maggior parte della gente, ma la vita, l’ho capito negli anni vissuti accanto a questo fiore può essere meravigliosa se si riesce a vederne il significato più puro e profondo. (continua…)
By: Marina Cometto.
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«DIO HA DATO ALL’UOMO LA STATURA ERETTA E GLI HA ORDINATO DI GUARDARE IL CIELO E DI ERGERE IL VOLTO VERSO LE STELLE».
(Ovidio)
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«VI SONO DUE VIE PER OGNI CONOSCENZA: QUELLA PIÙ LUNGA, PIÙ LENTA, PIÙ FATICOSA ALLA COMPRENSIONE, E QUELLA CHE VIENE PERCORSA CON LA FORZA E LA VELOCITÀ DELL’ELETTRICITÀ, LA VIA DELLA FANTASIA, CHE, MOSSA DALLA VISTA E DAL CONTATTO DIRETTO DEI RESTI ANTICHI, SENZA MEZZI TERMINI COMPRENDE IL VERO, COME ATTRAVERSO UNA SCOSSA. CIÃ’ CHE VIENE ACQUISTATO PER MEZZO DI QUESTA SECONDA VIA È ENORMEMENTE SUPERIORE PER VITA E COLORE A CIÃ’ CHE VIENE CONQUISTATO PER MEZZO DELL’INTELLETTO».
(Johann Jakob Bachofen)
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By: Mr. MyLEMON.
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«È BELLO PENSARE CHE GLI UOMINI HANNO MIGLIAIA DI LINGUAGGI ESTREMAMENTE COMPLESSI PER ESPRIMERE I LORO PENSIERI PIÙ SERI E CHE UN EUROPEO, UN INDIANO ED UN ARABO ESPRIMONO LA LORO GIOIA RIDENDO ESATTAMENTE NELLO STESSO IDENTICO MODO».
(Anonimo)
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By: Mr. MyLEMON.
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“«LA VITA E I SOGNI SONO FOGLI DI UNO STESSO LIBRO. LEGGERLI IN ORDINE È VIVERE, SFOGLIARLI A CASO È SOGNARE».”
(Arthur Schopenhauer)
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“Ad un passo da me†è la prima esperienza narrativa di Tommaso Occhiogrosso, giovane scrittore emergente pugliese. E’ un romanzo ben scritto.
Il testo ruota attorno a Berto, un giovane infermiere che non vive affatto la sua vita; ma la vive male, curandosi solo di ciò che possono pensare le persone di lui, quelle che incontra per la strada, o al bar, o nei negozi. (continua…)
By: Chiara DAmico
Molti sentono una fresca energia che si diffonde tra le persone, che alimenta una nuova forza che stimola la ricerca del Senso della propria vita e del rapporto con sé stessi e gli altri.
Lettera di una madre a…
Gentilissimo Presidente del Consiglio Berlusconi,
Spero che Lei riesca a trovare 2 minuti da dedicare alla lettura di questa lettera che tocca un grande tema sociale ignorato spesso anche dalla politica: la disabilità . (continua…)
By: Marina Cometto
“Io vado scalza†è il primo romanzo di Angela Barbieri, vincitore della 1° edizione del Premio Nazionale Letterario “Un Fiorinoâ€.
La narrazione è chiara e ben definita, anche se la casa editrice non ha curato bene l’editing del romanzo, infatti si trovano frasi lasciate a metà . (continua…)
By: Chiara DAmico
A me non dispiace di vivere a Bovino
il mio piccolo paesino
Son nato e cresciuto tra boschi di querce e di pini
Ho amato il colore del cielo
Ho giocato sui sassi del vecchio torrente
ormai muto di risi argentini
Nei campi ho amato la fatica degli avi.
Ma io sono andato lontano….
Tu, paesino natio,stretto al campanile ingombrante,
tu temi di guardare lontano.
Siamo legati ad un solo destino
Con bagagli diversi percorriamo lo stesso cammino.
Ma fatichi i tuoi occhi nell’ombra
e temi di incontrare lo sguardo. (continua…)
By: Elisabetta Polatti
Quante volte abbiamo sentito dire:
“Ma è possibile che quello non abbia coscienza�
E non solo lo abbiamo sentito dire, ma lo abbiamo noi stessi detto.
Con questa locuzione vogliamo indicare qualche cosa di chiaramente percepito da tutti, anche se rimane difficile definire esattamente cosa vuole dire avere coscienza. (continua…)
By: prof. Alessandro Bertirotti


































