Chi avrebbe mai pensato che uno scrittore di fama, sa destreggiarsi abilmente con una lista della spesa? Proprio così.
Chi inventa storie, sa fare la spesa, è un ottimo casalingo!
Nell’esperienza letteraria di un autore (che esso sia rinomato o esordiente) succede spesso veder passare dinanzi agli occhi della fantasia, un’idea illuminante.
“Potrei scriverci una storia!†– è la prima reazione.
Pronti, via e un nuovo file word s’illumina di tanta buona volontà .
È qui che l’autore (emergente, stavolta!), dopo alcune pagine, o poche righe addirittura, si schianta contro i limiti di quell’idea che gli era parsa come illuminazione o segno divino. E potete scommetterci, finisce sempre nella stessa maniera … costui infatti, debilitato dalla sua stessa volontà , archivia il file nel cestino, ove giacciono da tempo, altri megabyte di incipit morti sul nascere. (continua…)
By: Tommaso Occhiogrosso
“Ogni civiltà attraversa dei tempi oscuri, in cui pare che trionfino solo i malvagi, gli sfruttatori. Ma questo non è un motivo per dire che non esistono più profeti o testimoni.“ (Martini C.M., Il comune sentire, 2011).
Talvolta accade che, tra le tante cose di cui siamo soliti riempirci le giornate, la nostra azione ceda il passo alla pausa, alla riflessione su alcuni argomenti che solitamente definiamo come “temi dell’esistenza”.
Spesso ci capita così di discuterne con parenti, amici oppure colleghi, e trovarci improvvisamente dentro a flussi di coscienza in cui, come quando da bambini si giocava, ci si chiede un perché. (continua…)
By: prof. Alessandro Bertirotti
Yambo il protagonista del romanzo ha quasi sessant’anni,una moglie due figlie e dei nipoti.
Di mestiere fa il libraio antiquario e un giorno dopo un malore improvviso che lo porta in ospedale,si ritrova nella nebbia di chi non riesce più a ricordare. Ha memoria del mondo, ma non del suo mondo.
Nella soffitta della vecchia casa dei nonni, dove lo spedisce la moglie perchè ritrovi la memoria, cerca se stesso ma riesce a ritrovare solo le immagini e le testimonianze di quelli che sembrano essere stati i suoi anni giovanili. Ritrova e riconosce frammenti di una storia familiare e generazionale attraverso meravigliose illustrazioni di vecchi libri e fumetti. (continua…)
By: Gioia Francisci
“Qui voi spegnete una scintilla, ma dovunque intorno a voi le fiamme divampano!!†(August Spies)
Le riflessioni che seguono mi sono state involontariamente suggerite dallo scambio percepito tra due ragazzine che si chiedevano se sarebbero andate al concerto del Primo maggio.
Ora, loro hanno 16, 17 anni, ancora non lavorano perché vanno a scuola e quindi non sanno niente né di turni di lavoro, né di rivendicazioni sindacali, ma dal loro scambio è nata una considerazione in merito: quanti di quei ragazzi e ragazzini che si troveranno sotto al palco di Roma (o alle varie rappresentazioni di piazza legate all’evento) sono a conoscenza, davvero, di quel che festeggiano? (continua…)
By: Donatella FarinaCon l’espressione “peccato originale†non mi voglio addentrare in discorsi di carattere religioso che non mi competono e che non mi sono propri ma utilizzo questa forma di simbolo molto potente per richiamarne, appunto, la funzione interiore.
Il peccato originale riporta ad un qualche elemento che in noi è considerato sbagliato e fondamento di errori e sofferenza che dobbiamo in qualche maniera guarire.
La presenza di questo tipo di indicazione può estendersi in maniera eccessiva e farci sentire che la stessa natura umana sia profondamente sbagliata e da redimere.
Questo è ben rappresentato dal modo nel quale l’informazione ( mass-media ) “ci raccontanoâ€, ad esempio, ma anche di come è stata male interpretata la teoria dell’evoluzione umana nonchè la storia degli eventi passati: tutto questo ha riflessi profondi sull’educazione dei giovani e delle presenti generazioni rinforzando e ripetendo il condizionamento alle future.
By: Luca Ferretti
La lettura di questo libro equivale ad un viaggio dentro la città di Istanbul, come quello che intraprende Armanoush accompagnata da Asya…
L’Italia ha 150 anni, e bisogna festeggiare. Ce lo ricorda perfino il settimanale tedesco progressista Die Zeit che si interroga, al pari di molti altri osservatori stranieri, su come mai il nostro Paese fatichi a ritrovarsi attorno alla ricorrenza dell’unificazione. Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele di Savoia venne proclamato Re d’Italia dando inizio alla nostra giovane vicenda nazionale. Così, a distanza di 150 anni, all’alba di questo 17 marzo verranno esposte le bandiere in tutto il Paese, dal Gianicolo a Roma tuoneranno colpi di cannone e il Parlamento si riunirà in seduta straordinaria. Una giornata solenne che si concluderà con le note delle opere di Verdi che risuoneranno in quei teatri colpiti a morte dai tagli e dalle ristrettezze economiche. Questa parte del programma sembra condivisa da tutti, tuttavia per molti altri eventi previsti, come ci ricordano i nostri “amici†tedeschi e non solo loro, è scoppiata una controversia quasi surreale che ci ha esposto ancora una volta all’ilarità del mondo intero. (continua…)
“Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire da dove nasce e stare in guardia. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario“. Sono le sconvolgenti parole di Primo Levi, macigni che opprimono l’animo per quanto dirette e semplici. E sempre attuali se si pensa, specie nel nostro Paese, a come la conoscenza dei fatti quotidiani venga oggi manipolata di continuo per bieche ragioni di potere.
E’ anche per questo che il “ricordo” di avvenimenti lontani, seppur drammatici, sta coll’andare del tempo divenendo sempre più un’arduo esercizio retorico, quasi meccanico, limitato al fugace atto celebrativo. Può valere per turpi avvenimenti come l’Olocausto, che testimoniano efficacemente la “catastrofe antropologica” (per citare la recente perifrasi del Card. Bagnasco) del genere a cui apparteniamo, o per importanti ricorrenze laiche della nostra storia come il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Se non si è in grado di “pesare” la gravità del passato come si può essere capaci di leggere e interpretare il presente? (continua…)
By: David Incamiciasono Angela Scalera e sono un insegnante, come tanti nel mondo, ma con un’idea precisa nella mente e la passione nel cuore per il lavoro che svolge.
La mia idea fissa è che la scuola ha una funzione primaria nella vita dei giovani: la SCUOLA…come SCUOLA di VITA che apre alla VITA!
Durante il mio iter lavorativo ho maturato esperienze sempre più innovative che non avrei mai immaginato di poter aver nel mio percorso. Ho letto libri e raccolto idee, ho meditato le pagine di grandi leaders della storia sia positivi che negativi da Alessandro Magno a Napoleone, da Attila a Hitler, da Gandhi a madre Teresa di Calcutta e cosi via… (continua…)
Non sempre è data ad una generazione  la possibilità di voltar pagina sul passato e scrivere un nuovo capitolo nella propria storia. Così oggi - dopo 50 anni di guerre civili che hanno portato alla morte due milioni di persone e trasformato in profughi altri milioni di persone - , questo giorno costituisce la prima vera occasione per il popolo del Sudan meridionale.
Nel corso di questa settimana, milioni di sudanesi del sud esprimerà attraverso il voto la propria volontà di rimanere cittadini di un Sudan unito o deciderà di costituire una propria nazione indipendente da esso. (continua…)
By: Barack Obama“Invano nascondiamo il cuore nel petto, invano freniamo il nostro coraggio, noi maestri e allievi. Chi potrebbe impedirlo? Chi potrebbe vietarci la gioia? Giorno e notte, un fuoco divino ci spinge ad aprirci la via. Su vieni! Guardiamo all’Aperto, Cerchiamo qualcosa di proprio, sebbene sia ancora lontano†(Holderlin)
Riconoscersi, una parola ricca di significati e che ha echi interiori variegati che investono l’identità del soggetto che nell’incontro con l’altro riconosce un tratto comune a se stesso e ad una terza identità depositaria del senso originario del conoscere, dell’essere. (continua…)
By: Elisabetta Polatti
La specie umana, nella sua lunga storia iniziata alcuni milioni di anni fa, con le forme primitive di Homo habilis e Homo erectus, manifesta subito una forte propensione alla migrazione, cioè a spostarsi dai luoghi di origine per andare alla ricerca di nuovi territori. Le migrazioni, generate da fattori biologici e da condizioni culturali, producono esse stesse effetti culturali ma soprattutto biologici, levigando le differenze genetiche fino aportare alla formazione di un’unica specie umana su tutto il pianeta.Possiamo quindi affermare che sono state le grandi migrazioni dell’antichità ad omogeneizzare la nostra specie e, in una certa misura, anche ad accelerarne l’organizzazione sociale che, senza i condizionamenti apportati dalle migrazioni, si sarebbe evoluta molto più lentamente. (continua…)
By: prof. Alessandro Bertirotti
Si tratta di un’ opera particolare, che narra le astruse vicende di un uomo di successo che dopo aver subìto una disgrazia devastante e improvvisa che distruggerà la sua vita, sente pian piano di non aver più nulla d’altro al mondo se non “nessun sentimento” verso la vita e la morte, nemmeno la paura.
La vita misurata nella valenza negativa, lo porterà allo sdoppiamento.
La morte diventa un compito che gli viene affidato: una parte di lui continua ad essere rappresentata dall’ottimo e stimato professionista di successo (continua…)
By: Gioia Francisci
In un tempo dove la tecnologia e le nuove generazioni corrono verso un’evoluzione sempre più veloce e in costante salita, ritroviamo i nostri giovani a doversi rapportare malamente con le strutture che dovrebbero dare loro un’istruzione e una formazione adeguata per il lavoro e in alcuni casi anche per la vita sociale. (continua…)
Il sinuoso pensiero strisciante
dell’impronunziabile desiderio agognante
dà forma al serpente con mossa elegante;
lo asconde nel sottobosco umidiccio
sotto le foglie secche miste a terriccio,
e dell’odore pungente s’alimenta capriccio. (continua…)
By: Angela Natale
Alla ricerca delle verità , inseguendo un assassino di giovani donne che sembra colpire secondo un preciso disegno. Una catena di delitti che avvengono di sera a Parigi e forse sono collegati a dei casi analoghi accaduti vent’anni prima in una cittadina sulla Loira, Nevers. (continua…)










“Ogni civiltà attraversa dei tempi oscuri, in cui pare che trionfino solo i malvagi, gli sfruttatori. Ma questo non è un motivo per dire che non esistono più profeti o testimoni.“ (Martini C.M., Il comune sentire, 2011).























