“Solo dalla consapevolezza della propria ignoranza nasce la spinta a cercare ipotesi da condividere”
Vorrei concentrare la vostra attenzione sulla mente.
Spesso gli studiosi, gli scienziati hanno sezionato questa realtà così complessa e sfuggente ad ogni quantificazione e definizione esatta e inconfutabile andando a sondare precipuamente la sua neurofisiologia e le articolazioni con cui si manifesta. Oggetto cardine di numerosi studi, di indirizzo diverso, sono state le diverse funzioni che la mente assume quando è impegnata in un compito. Si è parlato allora di funzione emotiva, funzione cognitiva, funzione relazionale, affettiva, categoriale e quant’altro. Questo approccio settoriale e analitico ha però messo a nudo un aspetto nevralgico su cui molti spesso sorvolano e che comunque rimane ancora oggetto di studio e controversie e che a mio giudizio, è centrale. (continua…)
By: Elisabetta Polatti
La mente crea di sé un’immagine, che in Antropologia cognitiva si chiama identità e che si modifica durante il trascorrere del tempo, sino alla nostra morte. Per cui, non potremmo mai dire che noi siamo in un certo modo, con la certezza di restare in quel certo modo per tutta la vita, perché l’identità , che è il sentire di essere qualche cosa circa noi stessi, si modifica con il passare del tempo. Eppure, nonostante questa evoluzione, crediamo sempre di essere noi stessi, nella sostanza dei nostri pensieri proprio identici a quando avevamo vent’anni, anche se ne abbiamo più del doppio.
In alcune circostanze della vita possiamo farci di noi un’idea non sempre positiva, lasciandoci influenzare da situazioni negative che ci hanno coinvolto e di cui spesso non siamo affatto responsabili. In queste condizioni, paure, dubbi e insicurezze vanno allontanati, assieme a tutti i sentimenti e le emozioni che possono contribuire ad alimentare in noi questa immagine negativa. (continua…)
By: prof. Alessandro Bertirotti
Yambo il protagonista del romanzo ha quasi sessant’anni,una moglie due figlie e dei nipoti.
Di mestiere fa il libraio antiquario e un giorno dopo un malore improvviso che lo porta in ospedale,si ritrova nella nebbia di chi non riesce più a ricordare. Ha memoria del mondo, ma non del suo mondo.
Nella soffitta della vecchia casa dei nonni, dove lo spedisce la moglie perchè ritrovi la memoria, cerca se stesso ma riesce a ritrovare solo le immagini e le testimonianze di quelli che sembrano essere stati i suoi anni giovanili. Ritrova e riconosce frammenti di una storia familiare e generazionale attraverso meravigliose illustrazioni di vecchi libri e fumetti. (continua…)
By: Gioia Francisci
«Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla…Come pini di Roma, la vita non li spezza…»: potrebbe cominciare così questo articolo parafrasando una nota canzone di Venditti intitolata “Notte prima degli esami”.
Quegli esami che ogni anno devono affrontare i nuovi maturandi ..e che ricorrono sempre allo stesso modo,con lo stesso rituale di sempre…..
I tempi cambiano ma le emozioni, le sensazioni, le paure e le consapevolezze sono sempre le stesse….
Tra qualche giorno gli studenti dell’ultimo anno delle scuole medie superiori saranno chiamati ad interpretare il loro ultimo atto prima di andar via e lasciare definitivamente la scena di uno spicchio di vita che li ha visti protagonisti di un tempo che non ritornerà più !!
Questo mi rattrista ma allo stesso tempo mi rende felice e soddisfatta: i miei cuccioli sono diventati autonomi e stanno per spiccare il volo nella vera vita, quella che segnerà la loro scelta e che dimostrerà il loro grado di responsabilità .. (continua…)
By: Prof.ssa Angela Scalera
Tutte le persone sono sostanzialmente consapevoli del potere della musica. Con essa si fissano nel ricordo, per lunghi periodi di tempo, parole, emozioni e situazioni, che spesso si riproducono nella mente in modo spontaneo e quando meno ce lo aspettiamo. Nonostante ciò, poche volte ci soffermiamo sul fatto che con la musica vengono richiamati alla mente e riordinati i ricordi relativi a molti momenti della vita quotidiana.
La lettura di questo libro equivale ad un viaggio dentro la città di Istanbul, come quello che intraprende Armanoush accompagnata da Asya…
“Un nodo sciolto rende leggerezza al cuore ed esso ha regno e voce.â€
L’uomo non è un’ isola anche se a volte ci sentiamo tali in quanto coltiviamo in noi un sentimento di separazione quasi sempre scaturito da una sofferenza interiore che ci ha condotto a sentirci vulnerabili, potenziali vittime degli altri, visti come altro da noi, come potenziali nemici.
La paura di essere divorati, schiacciati, feriti porta ognuno di noi a costruire un ego distaccato, ipercritico, aggressivo o in ogni caso indifferente all’altro. A volte quell’altro può essere visto come un’opportunità , un oggetto, un mezzo, e sempre meno viene percepito come occasione di amore, di scambio, di empatia, di riconoscimento. (continua…)
Viaggiare e ristare, due momenti che sempre hanno contraddistinto la vita dell’uomo nel suo mediare bisogno e natura.
Si è  viaggiato per necessità , per disperazione, per diletto.
Abbiamo assistito all’ esodo di intere popolazioni che, spinte dal bisogno o costrette da calamità , si sono avventurate in terre sconosciute per trovare e costruire una nuova casa.
Il popolo biblico ha intrapreso il viaggio per la terra promessa sospinto e guidato da una voce interiore alla ricerca del porto cui tendeva la sua anima. (continua…)
By: Elisabetta Polatti
Riaffiora
questa sera più chiaro
il ricordo
E ritrovi sfiorando
leggero
nel solco di rughe ingiallite
il gesto misurato
di un uomo.
Antico sapore
assapori sentendo.
Detersa la polvere
t’ invade
l’antico suo amore. (continua…)
Ognuno percepisce se stesso gradualmente e la prima tappa è la separazione dalla madre che gli fornisce la prima coscienza ancora embrionale di essere altro da lei e pure legato. (continua…)
Che cos’è, come la percepiamo?
Domanda apparentemente semplice ma che nasconde un cammino complesso, quasi inafferrabile su cui, nel tempo molte menti si sono arrovellate. (continua…)
By: Elisabetta Polattil’intesa.
La sabbia,
il ripetersi delle onde,
i piedi nudi,
il contatto. (continua…)
By: isabella d.si scambiano
tenere effusioni
sotto il primo sole
di uno stentato inizio di primavera. (continua…)
By: isabella d.









“Solo dalla consapevolezza della propria ignoranza nasce la spinta a cercare ipotesi da condividere”




















