In Italia un contribuente su otto è a rischio povertà e le situazioni peggiori si riscontrano al centro-nord e in Sardegna. È quanto rivela un rapporto del Centro studi Sintesi di Venezia che ha analizzato il “rischio povertà ” a livello territoriale, un indice che esprime la percentuale di contribuenti che dichiarano un reddito inferiore ad una determinata soglia critica, variabile da comune a comune e che dipende dai differenti livelli di spesa per consumi delle famiglie, dalla dimensione media familiare e dal numero medio di percettori di reddito per ciascun nucleo familiare.
Secondo lo studio (che prende in considerazione dati di Istat e del Ministero delle Finanze del 2008), considerando i 117 comuni capoluogo di provincia, in media circa il 12,2% dei contribuenti (1,2 milioni di persone) dichiara un reddito inferiore alla soglia media di povertà (9.893 euro annui, a fronte di un reddito medio di 26.434 euro). Il Centro studi Sintesi ha stilato anche una classifica (scarica le tabelle) dei comuni più a rischio di povertà locale. (continua…)
By: David Incamicia
Sta per avviarsi un nuovo anno scolastico, che molto verosimilmente sarà segnato ancora una volta da carenze e disfunzioni a livello normativo e organizzativo. Fra tagli, caro libri e classi ghetto, certamente non mancheranno le polemiche politiche e le proteste di piazza di quanti dell’istituzione educativa per eccellenza dovrebbero essere i principali fruitori: le famiglie e i giovani. Genitori e studenti, assieme ai lavoratori della scuola, non potranno quindi che dare battaglia, ben consapevoli che difficilmente potranno ottenere qualcosa di più del semplice ascolto da parte delle istituzioni, in un frangente di crisi complessiva che rischia di infiammare la nostra società per le questioni legate innanzitutto all’economia e al lavoro. (continua…)
L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Ottenuto assai spesso, ma per fortuna non sempre, con aiutini e scorciatoie. Già , perchè anche di questi tempi in cui la mancanza di occupazione rappresenta una piaga sociale dalle dimensioni quasi “apocalittiche”, nel nostro Paese continua a sopravvivere uno strumento abbastanza efficiente: la raccomandazione. Oltre il 30% degli occupati, secondo una recente rilevazione dell’Isfol, pare che abbia conseguito il proprio impiego attuale grazie alla segnalazione di qualche conoscente.
Fra i più giovani, in particolare, laddove si fa più dura affermarsi a livello professionale e concorrere alla cosiddetta “mobilità sociale”, la spintarella ha riguardato addirittura 4 persone su 10. E’ un fenomeno costantemente cresciuto nel tempo, soprattutto negli strati meno istruiti della popolazione e nelle zone in cui il lavoro tradizionalmente scarseggia. E per la solita attitudine della politica a sfruttare il disagio della gente in proprio favore, attraverso il ricorso alle pratiche clientelari. (continua…)
By: David Incamicia
Cresce il popolo degli italiani all’estero. Secondo l’ultimo Rapporto di Migrantes sull’immigrazione i connazionali che hanno lasciato il Belpaese, mantenendo o acquisendo la cittadinanza, sono ormai oltre 4 milioni, con un balzo in avanti di quasi 90 mila unità rispetto all’anno precedente. Gli italiani ‘forestieri’ sono presenti praticamente in tutti i Paesi del mondo, ma risultano concentrati in larga misura in Europa (2 milioni e 263 mila) e in America (1 milione e 629 mila). Fra loro, la presenza femminile si attesta al 47,8%, mentre si registra un calo fra le persone più anziane: solo il 18,6% nel 2011 ha più di 65 anni. Di contro, aumentano i minorenni e i giovani in generale (53,5%). (continua…)
COSA SONO I REFERENDUM
Il Referendum è uno struÂmento di eserÂciÂzio della soÂvraÂnità poÂpoÂlare, sanÂcito all’art. 1 della CoÂstiÂtuÂzione della ReÂpubÂblica ItaÂliana, e l’esito reÂfeÂrenÂdaÂrio è una fonte del diritto priÂmaÂria che vinÂcola i leÂgiÂslaÂtori al riÂspetto della voÂlontà del poÂpolo.
Sono quatÂtro le tiÂpoÂloÂgie di ReÂfeÂrenÂdum conÂtemÂplate dalla nostra Carta
CoÂstiÂtuzionale:
- il reÂfeÂrenÂdum abroÂgaÂtivo di leggi e atti aventi forza di legge;
- quello sulle leggi coÂstiÂtuÂzioÂnali e di reÂviÂsione costituzionale;
- quello riÂguarÂdante la fuÂsione di reÂgioni esiÂstenti o la creaÂzione di nuove regioni;
- quello riÂguarÂdante il pasÂsagÂgio da una ReÂgione ad un’altra di ProÂvince o Comuni.
Il reÂfeÂrenÂdum abroÂgaÂtivo di leggi e atti aventi forza di legge (arÂt. 75 della Costituzione), si utiÂlizza come soÂluÂzione per aboÂlire una legge già esiÂstente o parte di questa. E’ il caso della consultazione indetta per il 12 e 13 giugno 2011. (continua…)
By: David Incamicia
“L’Italia per noi è diventata un Paese sconosciutoâ€. E’ così che esordisce un recente dossier di uno dei periodici europei più attenti alle vicende di casa nostra: il tedesco Zeit. E’ vero, noi “mangia spaghetti†non siamo mai stati molto simpatici alla stirpe teutonica. Eppure, a quell’affermazione iniziale sono tanti gli italiani – me compreso – a cui verrebbe da chiosare: “anche per noiâ€.
Il fenomeno della criminalità organizzata, vera dominatrice degli equilibri sociali e finanziari del nostro Paese dalle Isole alle Alpi, non sempre viene considerato e analizzato dai media nazionali con la dovuta scrupolosità critica e senza cedere all’enfasi con cui da tempo si evidenziano i comunque buoni risultati conseguiti grazie all’attività investigativa e giudiziaria, propagandisticamente attribuiti all’esclusiva azione politica dell’esecutivo. Utili sono, pertanto, gli spunti di riflessione che provengono da oltre confine. (continua…)
By: David Incamicia
Che noi italiani ci distinguiamo da sempre per l’incomparabile scaltrezza è cosa nota. Qualità che ci ha sovente consentito di venir fuori da situazioni gravi e compromettenti ma che ci ha pure fatto guadagnare nel mondo la fama, non del tutto immeritata, di popolo disonesto e avvezzo a ogni forma di scorciatoia. Con tanto di pizza, spaghetti, mandolino e quel marchio infamante che risponde al nome di “mafia” a soddisfare la cinica fiera dei luoghi comuni. Da qualche anno, in particolare, siamo stati abituati all’esistenza di cricche varie e di schiere più o meno note di furbetti, e agli annessi scandali di “affittopoli“, “quartieropoli“, “parentopoli“, eccetera eccetera. Proprio in queste ultime settimane, tanto per non farci mancare niente, è poi venuta a galla la vasta rete di corruttele che investe il delicato settore della sanità e della previdenza, certamente grazie al solito spregiudicato protagonismo della politica ma allo stesso tempo a causa dell’indole truffaldina del cittadino assistito. (continua…)
L’Italia ha 150 anni, e bisogna festeggiare. Ce lo ricorda perfino il settimanale tedesco progressista Die Zeit che si interroga, al pari di molti altri osservatori stranieri, su come mai il nostro Paese fatichi a ritrovarsi attorno alla ricorrenza dell’unificazione. Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele di Savoia venne proclamato Re d’Italia dando inizio alla nostra giovane vicenda nazionale. Così, a distanza di 150 anni, all’alba di questo 17 marzo verranno esposte le bandiere in tutto il Paese, dal Gianicolo a Roma tuoneranno colpi di cannone e il Parlamento si riunirà in seduta straordinaria. Una giornata solenne che si concluderà con le note delle opere di Verdi che risuoneranno in quei teatri colpiti a morte dai tagli e dalle ristrettezze economiche. Questa parte del programma sembra condivisa da tutti, tuttavia per molti altri eventi previsti, come ci ricordano i nostri “amici†tedeschi e non solo loro, è scoppiata una controversia quasi surreale che ci ha esposto ancora una volta all’ilarità del mondo intero. (continua…)
Avrei voluto inaugurare questa rubrica scrivendo di italiani virtuosi e di buoni esempi, indeciso se occuparmi della crescente sensibilità ambientale rilevata in particolare fra le nuove generazioni e in ben precise aree geografiche del Paese (fatto sempre sorprendente e degno di nota nel regno dell’abusivismo e dei dissesti idrogeologici) oppure della mai venuta meno attitudine degli italiani a farsi cicale e a reagire quando tira aria di magra così da tenere a galla il malconcio sistema economico nazionale. Invece mi tocca affrontare un tema delicato e controverso, senza dubbio attuale e molto sentito dalle parti del Web. E per farlo prendo spunto da qualcosa che ha coinvolto nei giorni scorsi una “testa calda†di mia conoscenza, un amico, quasi un parente. Espulso da Facebook perché additato di incitare alla violenza politica e ideologica e di soffiare sul fuoco del disagio. (continua…)
Italia, mon amour… all’incirca e credendoci.
Alcuni di voi avranno già avuto modo, “sfogliando” questo pensatoio virtuale, di incrociare le mie riflessioni. E forse avranno intuito, magari non condividendo sempre ciò che scrivo, che amo questa Patria e soffro per lo stato vegetativo nel quale è stata costretta dalle velleitarie generazioni di “aspiranti italiani” succedutesi nel tempo fino ai nostri giorni, almeno da quando esiste lo Stato unitario, nel grottesco tentativo di popolarla non solo fisicamente ma innanzitutto a livello etico e culturale. (continua…)
By: David Incamicia



























