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DON’T DREAM YOUR LIFE…

LIVE YOUR DREAMS

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6
gennaio
2010

Il periodo storico che il mondo sta vivendo è decisamente interessante, conturbante e per molti versi stimolante.
Non ci si riferisce alla problematica terroristica che, oltre a minacciare l’intero pianeta, costituisce l’espressione forse finale di una esistenza tragica. Si fa invece riferimento alla perdita costante e continua (oltre che progressiva) di un antico e biologicamente importante sentimento umano: il senso di appartenenza. (continua…)
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By: prof. Alessandro Bertirotti
18
dicembre
2009

L’evoluzione dell’essere umano, nonostante l’affascinante interpretazione teorica di Charles Darwin del quale quest’anno si festeggiano i 200 anni dalla nascita, rappresenta pur sempre qualche cosa di misterioso. La dimensione ancora nascosta di questa evoluzione è riferibile alla nascita e sviluppo della coscienza. (continua…)

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By: prof. Alessandro Bertirotti
4
dicembre
2009

Si può diventare “grandi uomini o donne� E cosa significa diventare tali?
Due domande che spesso ci facciamo, che sono più frequenti quanto siamo più acerbi di età, nella speranza che il “tempo†che abbiamo a disposizione per “diventare qualche cosa o qualcuno†sia sostanzialmente infinito. Poi, quando si oltrepassa una soglia cronologica di anni, che possiamo definire critica, come lo sono spesso molte tappe nella vita delle persone, ci si rende conto che il “tempo†sfugge e scorre malgrado la nostra volontà e i nostri desideri.
Penso che via sia una condizione antropologica che veicola queste due domande.
Per diventare un grande individuo, è necessario che si verifichi una situazione importante nella vita, che favorisce la formazione di un atteggiamento mentale di pari importanza: bisogna cono-scere il dolore, senza del quale non si giunge alla comprensione degli altri. Questo tipo di cono-scenza non ha nulla a che vedere con l’idea di una sublimità del dolore, che rivela invece una sorta di masochismo esistenziale in grado di procurare il benessere in cielo. Non sto facendo un discorso metafisico e non mi sto dunque riferendo ad un concetto confessionale, tipico di qualche rituale e/o teologia. Sto cercando di valutare il ruolo evolutivo di un elemento di vita, il dolore, che, in quanto tale, non possiede giustificazioni o perché, ma è presente in molte situazioni di vita.
Inoltre, il dolore al quale mi sto riferendo, non è legato alla sofferenza fisica, cioè ad una dimen-sione prettamente fisiologica, ma ad uno stato che incide sul benessere fisico anche se ne dipen-de. Sto parlando di quel dolore interno alla propria coscienza che si avverte quando non si hanno più parole di fronte ad un vero e proprio crollo personale. Può trattarsi di un insuccesso nella car-riera, in amore, nei confronti di un progetto che magari coinvolge anche altre persone. In tutti questi casi, è un crollo che determina la valutazione attenta della realtà anche umana attorno a se stessi, delle proprie forze e desideri. Si tratta di un crollo esistenzialmente drammatico, ma peda-gogicamente anche utile, nel caso si riesca a ridefinire la propria posizione nel mondo, e dunque anche le aspettative che si nutrono verso di esso.

Si può diventare “grandi uomini o donne� E cosa significa diventare tali?

Due domande che spesso ci facciamo, che sono più frequenti quanto siamo più acerbi di età, nella speranza che il “tempo†che abbiamo a disposizione per “diventare qualche cosa o qualcuno†sia sostanzialmente infinito.

(continua…)

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By: prof. Alessandro Bertirotti
13
novembre
2009

Andiamo a scuola, impariamo tante cose, tante discipline che spesso ci appaiono lontane dalla nostra vita quotidiana. Solo relativamente tardi nel processo di crescita biologica e culturale ci rendiamo conto di aver imparato anche cose che possiamo amare.

Solo dopo aver trascorso molti anni, durante i quali ci siamo chiesti più volte a cosa potessero servire Dante, Piero della Francesca e Schöenberg, arriviamo a sorprenderci di fronte ad una poesia, appresa molti anni prima, ma capita solo ora. (continua…)

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By: prof. Alessandro Bertirotti
4
novembre
2009

Quante volte ci siamo sentiti dire: “Dai, su! Per favore, cerca di ragionare con la tua testaâ€!

E noi, senza ben capire cosa mai volesse dire una frase simile, siamo rimasti in silenzio, forse pensando che il “ragionare†nostro dovesse avere qualche cosa di sbagliato quando si poteva riferire ad altri individui. Queste frasi, di cui probabilmente sono ricche le esperienze dei giovani e dei meno giovani, non vogliono sostanzialmente dire nulla, e colui che le pronuncia, non essendo d’accordo con colui che le riceve, non sa in effetti come togliersi d’impaccio. (continua…)

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By: prof. Alessandro Bertirotti
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