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7
ottobre
2011

Il Complesso Ecologico Polivalente è una specie di “Cittadella antinquinamento”, contenente molte tecnologie diverse tra loro e assemblate in una unica struttura, in grado di trasformare ed eliminare  qualsiasi tipo, quantità e pericolosità di Rifiuti, dal comune RSU all’inquinantissimo Percolato delle discariche, fino al temibile Amianto, rendendoli completamente inerti e innocui, senza produrre la minima quantità di scorie e/o emettere residui liquidi o gassosi che inquinerebbero l’aria, il suolo e l’acqua delle falde freatiche.

Il Complesso Ecologico Polivalente ha come principale caratteristica quella di non contenere né fornaci di combustione né ciminiere per la fuoriuscita dei fumi da incenerimento di rifiuti, quindi opera in assenza totale di qualunque forma di inquinamento. E’ altresì l’unica tecnologia per il trattamento dei rifiuti in grado di produrre ACQUA POTABILE, Elettricità, Calore e prodotti da costruzione per il completo isolamento acustico e termico, oltre a mattoni e pannelli autoportanti per realizzare immobili fino a 10 piani totalmente antisismici che possono essere utilizzati dagli Enti pubblici a costi notevolmente inferiori a quelli di mercato.

Il vasto impianto qui descritto è costituito dall’assemblaggio di una nutrita serie di nastri trasportatori di ricevimento primario, sopra i quali viene riversato direttamente il prodotto dai camion compattatori (senza l’uso della normale benna a “granchio” per lo spostamento del prodotto verso le linee di combustione, come avviene oggi nei vecchi Inceneritori o Termovalorizzatori), che distribuiscono i rifiuti su vari nastri tecnologici che effettuano, con differenti metodologie la prima delle molte selezioni automatiche.  Da questi proseguono per altri nastri ancora, dove vengono ottenute ulteriori selezioni elettromeccaniche sempre più specializzate e sofisticate, compresa la selezione con lo spettrografo di massa a raggi infrarossi che permette (attraverso la lettura delle differenti lunghezze d’onda dei vari colori da luce riflessa) la selezione elettronica e meccanica della maggioranza dei materiali con un margine di errore del 2 / 3%, permettendo di ottenere una quasi totale e perfetta raccolta differenziata, in sostituzione di quella costosissima manuale, la quale normalmente, alla fine della filiera selettiva purtroppo contiene ancora un margine medio di errore sulla qualità della selezione (es. differenti qualità di polimeri non compatibili tra loro) di oltre il 35% (con ovvi maggiori costi di mano d’opera per ulteriori selezioni e consumo di energia elettrica (quindi aumento della produzione di CO2) per la successiva e obbligatoria opera di ulteriore selezione e pulitura alla quale sono obbligate le aziende finali che ricevono il prodotto selezionato parzialmente, per riciclarlo in nuovi prodotti di uso quotidiano.

La parte di prodotto che non sia stato estratto durante la selezione automatica (prevalentemente costituito da umido e/o CDR), verrà indirizzato da altri nastri verso lavorazioni successive specifiche in base alla tipologia di prodotto (come farmaci, rifiuti infettivi, tossici di grado diverso, ecc.), dove viene sminuzzato, disidratato, inertizzato e poi eliminato per il 100%, senza alcun residuo o scorie, dopo di che passa alle varie autoclavi a freddo e/o centrifughe meccanico-chimiche-elettroniche (che sempre a freddo, attraverso l’attrito causato dallo scontro tra loro di particelle che viaggiano ad altissima velocità) viene variata la struttura delle loro molecole le quali si riaggregheranno successivamente in una sostanza completamente nuova e diversa da quella alla quale appartenevano precedentemente (percorso e conclusione corretti di una perfetta, efficiente ed economica azione di completo riciclo e recupero a basso costo, alto rendimento e zero inquinamento di qualunque sostanza inquinante o tossica si trattasse) da riutilizzare per nuovi scopi e nuovi usi tornando a nuova vita, ma sempre e solamente ottenendo la costante riduzione diretta o indiretta della CO2 e dei molti gas serra (come il metano e gli altri sviluppati dalle discariche e dalla decomposizione delle biomasse) assicurando il miglioramento della salute dell’uomo e dell’Ambiente in generale.

Il Complesso Ecologico Polivalente utilizza l’energia elettrica dallo stesso prodotta, senza la emissione di sostanze inquinanti, per l’intero ciclo di lavorazione effettuata al suo interno, con tutti i passaggi che vanno dall’arrivo del rifiuto al prodotto finito pronto per l’uso.

Al contrario, le aziende finali oggi destinatarie del prodotto da riciclare, selezionato manualmente, producono invece ulteriore inquinamento per il riutilizzo del materiale selezionato, dovuto a: trasporto con camion fino all’area di prima selezione, trasporto con camion da tale area fino all’azienda che dovrà raffinare la selezione con altri due passaggi selettivi, successivamente lavare e fondere in piccole sfere (se si tratta di plastica), insaccamento delle piccole sfere e eventuale altro trasporto delle stesse alle fabbriche che le fonderanno negli stampi per creare un prodotto per un nuovo riutilizzo della materia prima nata dalla differenziazione.  Ogni trasporto con camion produce inquinamento e ogni passaggio lavorativo richiede energia elettrica per fornire la quale l’Enel produce CO2.  Il prodotto finale (es. i differenti tipi di plastica) derivante dal riciclato, per nascere a nuova vita ha inquinato l’ambiente molto più di quanto avrebbe fatto con un diverso metodo di differenziazione e tecnologie più moderne.

Linee e ingressi separati sono riservati ai rifiuti più pericolosi o del tutto particolari come l’Amianto e la Depurazione delle acque nere delle fosse biologiche, che verranno trattati a parte ottenendo la identica eliminazione del 100% della loro pericolosità, senza lasciare la minima traccia di inquinamento o di sostanze di scarto residue, e saranno anch’esse interamente trasformate in altri prodotti totalmente inerti e di uso quotidiano.

Il Complesso Ecologico Polivalente  con la sua notevole quantità di differenti tecnologie, fornisce direttamente i vari prodotti finiti o differenziati (ferro, alluminio, vetro, ecc.) dopo sole 8/10 ore dall’entrata del rifiuto nell’impianto.

Esso non deve essere considerato come  …l’eliminatore della differenziazione, dato che può iniziare la propria opera anche a valle della differenziazione manuale dei rifiuti, come perfetto eliminatore del 100% di quanto non è stato possibile differenziare precedentemente, in sostituzione di discariche e Termovalorizzatori .

La differenziazione dei rifiuti è da considerarsi sempre una azione valida perché estremamente utile, anche quando viene ottenuta (come sta avvenendo oggi) con i vecchi metodi manuali e arcaiche tecnologie e tutto quello che non viene riciclato viene obbligatoriamente inviato in una inquinante discarica o in un inquinantissimo Termovalorizzatore, quindi molto bene hanno fatto fino ad oggi tutti coloro che hanno partecipato fisicamente e con il proprio denaro ad effettuare la raccolta differenziata manuale, azione più che meritoria perché ha comunque permesso di recuperare molte materie prime riciclabili ed esauribili in natura (come il ferro e l’alluminio) o quelle di costosa riproduzione primaria, da un punto di vista della quantità di CO2 emessa per la loro produzione e/o lavorazione (come la carta, il vetro, ecc.).

Il Complesso Ecologico Polivalente non prevede il minimo inquinamento per ottenere il 100% della eliminazione del residuo che rimane dopo la completa differenziazione ottenuta meccanicamente,  elettronicamente e gratuitamente, ma soprattutto conferma quanto la raccolta manuale sia ormai un comportamento valido ma organizzativamente inefficiente, perché continuerebbe a inquinare fortemente  l’Ambiente (con l’incenerimento della frazione non differenziabile) e a minare la salute degli abitanti con l’uso degli inquinanti Termovalorizzatori, chiedendo inoltre ai cittadini sempre maggiori quantità di denaro, necessario per la costruzione dei Termovalorizzatori e per continuare a effettuare una costosa differenziazione manuale, che comunque non sarà mai quantitativamente e qualitativamente, migliore, più efficace, efficiente o anche solo pari a quella che può essere ottenuta con le nuove tecnologie.

I rifiuti che il Complesso Ecologico Polivalente può trattare ed eliminare al 100% senza inquinamento alcuno, in pratica si identificano in tutti quelli prodotti dall’uomo in qualsiasi circostanza, alcuni dei quali sono:

Rifiuti Solidi Urbani già differenziati o indifferenziati (RSU), Rifiuti Infetti, Pericolosi e/o di qualunque grado e tipologia di Tossicità, Percolato da preesistenti discariche di rifiuti, ogni tipo di Materie plastiche, Pneumatici e residui non-metallici da demolizione delle automobili (Car-fluff), Oli minerali e vegetali esausti, Fanghi e residui di Concerie e di Raffinerie petrolifere, Fanghi di escavazione dei porti contenenti idrocarburi e/o metalli pesanti, Rifiuti Biologici da animali,  residui agricoli e biomasse di ogni tipo e provenienza, Depurazione di acque di Fiume, di Falda o Marine contenenti qualsiasi tipo di sostanza biologica o chimica inquinante, Desalinizzazione di acqua marina e sua perfetta potabilizzazione, Depurazione acque nere di fosse biologiche civili, Inertizzazione chimica di AMIANTO (e suoi derivati, anche stoccati da tempo in discarica).

Il Complesso Ecologico Polivalente permette altresì di bonificare totalmente la decorticazione di terreni inquinati o siti precedentemente adibiti a discariche e il loro percolato.

La dimensione di un singolo Complesso Ecologico Polivalente può variare da un minimo di 100 t/giorno (36.500 t/anno pari a circa 65mila abitanti), fino a una massimo di 7.000 t/giorno (pari a circa 4,5 milioni di abitanti).   Ne possono essere costruiti un numero indefinito, in relazione alle esigenze e necessità Ambientali e/o dell’Ente pubblico Richiedente.   Il Complesso Ecologico Polivalente  non è in vendita.  Esso viene realizzato e gestito per 20 anni dall’Azienda che ne possiede il Know-How.

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Dott. Sergio Marchetti

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Per approfondimenti

www.finprojectgroup.us

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By: Dott. Sergio Marchetti
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2 commenti a: “Complesso Ecologico Polivalente: Cos’è, come funziona e perché salva tempo, denaro, salute e Ambiente.”

  1. ciccio: 21 maggio 2012 | 11:55 |

    sig. Marchetti
    con tutto rispetto per la divulgazione e la necessità di semplificare le cose ma da quanto espone nel suo pezzo ma non si capisce cosa fà questo impianto, che tipo di tecnologia utilizza per la conversione delle materie utilizzate e con che tecnologia avviene la produzione di energia.
    Mi spaventa tecnicamente l’organizzazione del complesso, lei forse non ha mai visto lavorare i nastri trasportatori. E, come dice lei, visto che gli automezzi compattatori scaricano direttamente sui nastri evitando la fossa di ricezione con il relativo granchio e che questi non circolano 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, come fanno a lavorare in questi periodi? E’ possibile che economicamente un impianto ipercomplesso come quello che descrive sia economicamente sostenibile lavorando solo 12 ore al giorno per 220 giorni all’anno?
    Questi sono solo i primissimi dubbi ma credo che ci sia molto da dubitare sulla proposta da lei esaltata come la panacea del secolo per risolvere i problemi dello smaltimento dei rifiuti.
    … e conoscendo bene i Project financing nonchè gli investitori credo che il cittadino dovrebbe preoccuparsi notevolmente dei costi connessi e dell’affidabililtà e continuatività del servizio.

  2. Sergio Marchetti: 18 giugno 2012 | 11:41 |

    Gentile Sig. Ciccio,
    La ringrazio delle osservazioni, perché probabilmente i Suoi dubbi potrebbero essere anche quelli di molti altri che non hanno avuta la cortesia di scrivere per chiedere chiarimenti, quindi Lei mi aiuta a offrire qualche puntualizzazione. Le rispondo in ordine cronologico in modo da essere più aderente possibile alle Sue considerazioni che qui di volta in volta Le evidenzio.
    “…non si capisce cosa fà questo impianto…” Elimina e/o trasforma in altri prodotti rifiuti di qualsiasi tipo, natura e pericolosità. – “…che tipo di tecnologia utilizza…” Dodici tecnologie diverse, otto delle quali non esistono sul mercato libero perché non sono in vendita. Il prassi operativa base è comunque la scomposizione delle molecole di carbonio e la loro riaggregazione a formare altre molecole per ottenere prodotti diversi da quelli iniziali. Per tale ragione non è possibile descrivere in un articolo indicativo, generico e solo divulgativo, come opera tecnicamente ogni una di esse e meno ancora l’intero Complesso. I vari funzionamenti vengono illustrati agli interessati che lo richiedono con circa trenta files, che messi assieme è come leggere “Guerra e pace” e i “Promessi sposi”. – “…lei forse non ha mai visto lavorare i nastri trasportatori.” Mi creda qualcuno l’ho visto e fatto funzionare! Se idealmente potessi metterli uno dopo l’altro, potrebbero trasportare un sacchetto di rifiuti da Napoli a Stoccolma. – “…scaricano direttamente sui nastri evitando la fossa di ricezione…” Non è stato scritto che evitano la fossa di ricezione, ma è solo una Sua interpreazione riassuntiva e inesatta. In realtà (questa è una delle molte cose che non sono state scritte, ma solo per non allungare inutilmente da rendere quasi illeggibile un articolo divulgativo) gli auto-compattatori scaricano proprio NELLA FOSSA DI RICEZIONE, solo che in fondo ad essa non vi è il vecchio cemento armato con griglia di scolo, il quale invece è 3 metri più sotto, ma è costituito da due grandi e robustissimi nastri dentati a maglia di acciaio, paralleli tra loro, montati a imbuto e a tangenti sfalsate (che lavora in senso trasversale di 180° rispetto ai propri assi paralleli, ma che essendo una nuova tecnologia, probabilmente Lei non conosce), i quali nastri dopo soli 150 cm. regolano e scaricano la massa del rifiuto ricevuto dall’alto in una prima serie di riduttori a imbuto a 6 rulli, da dove cade su un secondo nastro che lo sposta nel primo di quattro selezionatori, per poi passare, con un terzo nastro in un secondo selezionatore e da li un quarto nastro lo porterà in un criotunnel lungo 225 cm. dove a -165°C si surgela in 6 secondi per passare in un criotrituratore che lo sminuzza, ecc. ecc., per un totale di 38 passaggi tra nastri, selettori, filtri, pompe, reattori, e varie macchine di nuovissima tecnologia, prima di uscire alla fine del percorso, sottoforma un prodotto finito di tutt’altra struttura, tipologia e uso di quello che è entrato. Come vede sono state necessarie molte righe solo per spiegarle che cosa sostituisce il sorpassato “granchio”, può immaginare lo spazio che occorrerebbe per spiegarle il funzionamento di ogni una delle 38 macchine e/o parti di esse. – “ …e che questi non circolano 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, come fanno a lavorare in questi periodi?” Non mi è chiara questa frase, ma pensando che voglia dire che i compattatori, circolano e scaricano solo 12 ore su 24, posso darle la seguente spiegazione: Prima di tutto questi orari sono in genere tipici di paesini di poche decine di migliaia di abitanti e non è il ns. caso perché il Complesso più piccolo è da 100 t/g. (fino a 7.000 t/g.) e in città da 1 milione di abitanti fino a 20 e oltre, lavorano 24 ore. Ma comunque anche se e quando la consegna del rifiuto avvenisse per sole 12 ore al giorno e non per 24, la fossa di ricezione avrebbe semplicemente una capacità doppia per lavorare nelle seconde 12 ore, ciò che è stato scaricato in più nelle prime 12. Il Complesso non si può e non si deve fermare neppure per poche ore nelle 24, esattamente come un Altoforno per l’acciaio. Del resto anche gli attuali inquinantissimi inceneritori nei momenti di sosta dei compattatori usano quanto è stato portato in precedenza, adoperando il famoso “granchio”. – “ E’ possibile che economicamente un impianto ipercomplesso come quello che descrive sia economicamente sostenibile lavorando solo 12 ore al giorno per 220 giorni all’anno?” Per un normalissimo Complesso Ecologico Polivalente è assolutamente possibile per le seguenti ragioni: – a) Non lavora 12 ore al giorno per 220 gg l’anno, ma 24 x 365 in quanto non esistono periodi di ferie o di sosta. Le linee interne sono due identiche della stessa capacità, che lavorano alternandosi tra loro per soli 60gg l’una, per permettere una costante e completa manutenzione di quella ferma, – b) Ricevendo il rifiuto indifferenziato (che su richiesta può anche essere raccolto presso i cassonetti dal costruttore con la propria organizzazione) evita 5 passaggi di mano, ogni uno dei quali ha dei costi e naturalmente dei ovvi e più che giusti utili per gli intermediari, spesso però tali utili non del tutto proporzionati o giustificabili con l’entità e tipo di lavoro svolto. Con l’utilizzo del Complesso Ecologico Polivalente il denaro recuperato dalla vendita di quanto selezionato e dei prodotti realizzati con il residuo finale, è più che sufficiente per ripagare in 30 anni (e non in 3, 5 o 7 come siamo abituati a calcolare, per avere i massimi utili in poco tempo) i costi di costruzione, di conferimento e di gestione del Complesso e in più è in grado di riservare anche ulteriori utili all’Ente pubblico che ne chiede l’utilizzo, sottoforma di denaro contante, o elettricità, teleriscaldamento, ecc. . – “… e conoscendo bene i Project financing nonchè gli investitori credo che il cittadino dovrebbe preoccuparsi notevolmente dei costi connessi e dell’affidabililtà e continuatività del servizio.” Sono certo che Lei conosce bene il Project financing, ma forse ne conosce un solo tipo. Quello utilizzato per i Complessi non ha INVESTITORI (al plurale), ma ne ha uno solo, il Costruttore e gestore, dal momento che il complesso non è in vendita, ma si possono solo UTILIZZARE I SUOI SERVIZI. Per qui gli investitori che Lei conosce non hanno niente da temere perché non possono essere accettati a farne parte. Non ha niente da temere neppure il cittadino, perché con avendo in costruttore chiesto denaro né a lui, né all’Ente pubblico, sia per la costruzione del Complesso che per il conferimento a tonnellata, che per la gestione per 30 anni; nel caso il Complesso non dovesse funzionare per qualsiasi ragione, la rimessa sarebbe solo ed unicamente e totalmente del costruttore, il quale si deve preoccupare di restituire il denaro avuto in prestito dalle banche. Per tale ragione non può accettare che si verifichi né inaffidabilità, né mancanza di continuità del servizio. Mentre oggi (come Lei stesso spero voglia ammettere) il cittadino è totalmente in balia di inefficienze e diatribe sia politiche che economiche, o per intervento della magistratura per inquinamento eccessivo, oltre che delle continue “mazzate” di aumento della tassa sui rifiuti, per “migliorare” un servizio che non potrà mai essere migliorato fino a quando saranno usati mezzi, tecniche e mentalità eccessivamente antiquate.

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