MyLemon MyLEMON Creativity & Strategic Communication - www.mylemon.it
MyLEMON

DON’T DREAM YOUR LIFE…

LIVE YOUR DREAMS

PrintFriendly
19
settembre
2011

Once upon a time…..

C’era una volta….. l’inglese appreso dai nostri connazionali che sbarcavano nel nuovo continente e riuscivano dopo poco tempo a capire e a farsi capire nella nuova lingua, spinti sovente dalla necessità di sopravvivere.

Per dirla secondo la moderna certificazione, essi raggiungevano il livello base ( basic interpersonal communication skills) quello utilizzato nelle relazioni interpersonali per interagire socialmente con gli altri e ci riuscivano…non importa in che modo …ma ci riuscivano..

Perchè …“nell’uomo, in ogni uomo, c’è una grande possibilità di cambiamento”.(V. Foa)

E loro.. ci credevano, spinti e sostenuti da quella forte volontà interiore, cercavano in tutti i modi e con quei pochi strumenti a loro disposizione di voler cambiare se stessi e il mondo!!!

Ogni essere vivente[...] porta in sé una volontà di sperimentare, vivere, espandersi, affermarsi, dominare sugli altri.” …è quella che Nietzsche definisce “volontà di potenza” intesa nel suo senso più ampio, come energia vitale, volontà di creare, di realizzare, di superare gli altri.

Il fattore decisivo restava, dunque, quello slancio interiore che si presentava loro come irrequietezza, ambizione, curiosità, coraggio di sperimentare il nuovo, tenacia, voglia di riuscire…..pena la stessa sopravvivenza!!!

And English nowdays…

e c’è l’inglese di oggi, quello acquisito sui banchi di scuola, che chi studia spesso non riesce ad usare neanche per interagire in modo semplice e nemmeno in situazioni di vita quotidiana molto lontano dal livello CALP (Cognitive Academic Language Proficency)…cioè l’apprendimento formale di una lingua, per eseguire compiti che richiedono una forte implicazione cognitiva come fare paragoni, sintetizzare, valutare …

Nell’era moderna si viaggia con più facilità, si raggiungono mete lontane in breve tempo , ci si confronta con culture diverse e ci si trova ad affrontare situazioni in cui è necessario sfoderare le proprie conoscenze linguistiche verificandone le abilità direttamente sul campo in situazioni date … e di primaria necessità….ed è qui che emergono i veri problemi !
Gli alunni di oggi hanno mille possibilità , viaggiano, studiano, seguono corsi….e chi più ne ha più ne metta…

ma quando si trovano di fronte al diverso, che può essere anche solo la lingua, si accasciano con facilità, non si sforzano più di tanto e non mostrano alcun interesse vivo nell’abilità linguistica……forse perchè con la mimica riescono comunque ad ottenere i risultati voluti!

Ma non è la stessa cosa….Riuscire con successo e perfezione soddisfano di più!

Gli studenti di oggi hanno tutto e in poco tempo, ma, nonostante tutto la lingua inglese rappresenta ancora qualcosa di ostico ed è per molti  uno scoglio da superare.

E’ constatato di fatto che ITALIANI e INGLESE rappresentano un binomio non sempre felice e non proprio perfetto.

Si dice infatti che i primi siano poco inclini all’apprendimento di una lingua straniera , ma ciò non può essere credibile se si pensa al fatto che una lingua viene studiata per tredici anni, escludendo gli anni universitari.

Gli italiani non sanno l’inglese, purtroppo è un dato di fatto.

Pensate che in Lituania i bambini parlano tre lingue. I bambini vanno a vedere i cartoni animati al cinema dove non esiste doppiaggio, ma solo la lingua originale con i sottotitoli…insomma ci sono situazioni tali da creare l’atmosfera giusta affinchè si sforzino in modo del tutto naturale a comprendere e produrre in lingua originale!

Dai numerosi scambi organizzati emerge ogni volta lo stesso problema : la difficoltà nella comunicazione in lingua straniera.

I nostri ragazzi risultano più impacciati e non hanno quella disinvoltura che invece evidenziano i ragazzi stranieri…..

Allora c’è da chiedersi : qualcosa non va?….

Evidentemente qualcosa non funziona se i coetanei di qualsiasi altro paese sia europeo che non, sono in grado di comunicare correntemente e più facilmente in lingua inglese rispetto ai nostri studenti , che risultano incapaci e trovano difficoltà di relazionarsi agli altri attraverso la lingua.

E’ pur vero che in Italia al di fuori dell’ambiente scolastico l’esposizione alla lingua è molto scarsa, se si pensa persino ai film che vengono doppiati , e ciò che manca sono quindi le motivazioni valide per impararlo .

Ma il solo fatto che la conoscenza di questa lingua costituisca oggi un requisito indispensabile per trovare lavoro, nonchè per comunicare con altri popoli in tutto il mondo, dovrebbe indurre la scuola a lavorare meglio affinchè gli studenti raggiungano la competenza prevista e dunque creare l’atmosfera giusta per far sì che ciò si verifichi.

Purtroppo non sapere l’inglese è un grossissimo handicap per chi vuole emergere in questo mondo dove la qualità è ormai l’unico vero pregio. L’inglese permette di sconfinare e imparare cose nuove al passo con i tempi.

Non voglio incolpare tanto i ragazzi, ma più che altro voglio puntare il dito sulla scuola.

A cosa servivano tre ore alla settimana di inglese alle superiori? A nulla. Per essere davvero valido l’insegnamento dell’inglese, sarebbe stato appena sufficiente un’ora al giorno….ma forse chiedo troppo!

Lascio a voi una breve analisi. In Italia i ragazzi non sanno l’italiano, pensate un po’ se sapranno mai l’inglese. All’estero i ragazzi conoscono minimo due lingue e in gran parte dell’Europa ne parlano persino tre.

E se è vero che i nostri ragazzi sono il futuro dell’Italia, ci sarà mai un futuro?

Ma quali possono essere le cause?

Manca la naturale situazione in cui operare .

Gli studenti mostrano insicurezza sia dal punto di vista della ricezione che della produzione soprattutto quando si pone l’accento sulla comunicazione.

Dal punto di vista cognitivo gli studenti sono inclini alla memorizzazione e alla traduzione dall’italiano in inglese e viceversa, piuttosto che ad una gestione autonoma dei contenuti.

Inoltre spesso l’atmosfera che si crea è statica e la classe non lavora come gruppo.

Un valido aiuto per superare queste situazioni non positive è costituito dalla RICERCA AZIONE (RA) , procedura da utilizzare con sistematicità in classe.

Suo scopo è proprio quello di potenziare la comprensione dell’insegnante riguardo ad un insegnamento e ad un apprendimento contestualizzato.

Essa aiuta ad individuare gli ostacoli che impediscono un’efficace competenza comunicativa e, di conseguenza, consente di apportare dei cambiamenti nella pratica di aula per raggiungere risultati migliori.

Alcuni esempi di come applicare le pratiche e strumenti della R.A. per creare un clima di classe a misura di alunno sono:

  • modificazione del setting di aula con una disposizione dei banchi diversa a seconda dell’attività che si realizza, per esempio ‘ferro di cavallo’ per discussioni , a ‘isole’ per lavori di gruppo, con ‘spazi vuoti’ per roleplay……ecc
  • valorizzazione della comunicazione e della negoziazione: oltre al negoziare con gli alunni partendo dai loro interessi e dalle loro necessità, si può loro far assumere il ruolo di insegnante in modo che siano essi stessi a spiegare attraverso mimica,disegni alla lavagna ecc
  • apprendimento cooperativo ( cooperative learning) per creare una comunicazione il più possibile autentica in lingua inglese
  • stimolo della creatività : i roleplay rappresentano, infatti, un’ottima tecnica per favorire la creatività e indurre un processo di autoscoperta nei ragazzi perchè si immedesimano in situazioni reali e ricreano l’atmosfera in cui esibirsi quasi ad essere nello spazio di cui si studia la lingua straniera! Una perfetta riproduzione di dialoghi e conversazioni.
  • stimolo di feedback attraverso la compilazione di classifiche di gradimento,diari di bordo , rifflessione su ciò che hanno trovato facile o difficile.

E se tutto questo non è sufficiente a creare negli studenti un perfetto stimolo alla cooperazione e alla collaborazione affinchè siano in grado di acquisire quelle giuste conoscenze per applicarsi nell’orale e nella lingua parlata in modo adeguatamente positivo e avere un riscontro nei dialoghi funzionali, allora consiglio ardentemente di recarsi sul posto da soli e trovarsi un’anima gemella indigena perchè…..più vi è interesse ….più si impara!

Ma rimane pur sempre valida la regola:

The More You Study, The More you Learn!  and….the more mistakes you do …the more you will be satisfied with your success later!!!

Il segreto del successo? Lavoro di gruppo, di team e un orizzonte di riferimento ….che non si perda mai!

Il grande Gandhi una volta disse : ‘Cerca di essere il cambiamento che desideri‘. In altri termini se desideri cambiare il mondo , inizia da te stesso.

Questo articolo non vuole essere un monito per gli studenti ma un augurio a tutti coloro che lavorano e in qualche modo sono coinvolti in questo meraviglioso mondo che è la scuola, alunni , docenti , genitori di alunni (in poche parole tutti!) a lavorare con impegno senza mai perdere di vista ‘ la Cattedrale’ che stiamo costruendo . Perchè per quanto se ne dica, quello della scuola, benchè criticato , disprezzato , deriso e poco amato rimane pur sempre  ’a marvellous place‘ dove operare , coltivare e generare quelle che sono le personalità del nostro futuro.

Un nuovo anno scolastico è appena cominciato come al solito con tanti buoni propositi, cerchiamo di mantenerli e di impegnarci tutti.

Auguro a tutti , quindi , un anno scolastico costruttivo e rinvigorente…..Nonostante gli ostacoli continuamo a camminare, perchè cari ragazzi ……remember…..

NO PAIN…NO GAIN!!!

.

Prof.ssa Angela Scalera

 

——————————————————————–

——————————————————————–

 

PrintFriendly

Potrebbero interessarti anche:

By: Prof.ssa Angela Scalera
Categoria TEACH-IN MANIA...

Lascia un commento

6 commenti a: “La lingua inglese: questa sconosciuta…”

  1. Valeria Musto: 21 settembre 2011 | 21:56 |

    Come al solito i suoi articoli sono sempre molto interessanti!!!Condivido in pieno quello che dice noi italiani ,benchè amiamo molto gli stranieri e siamo affascinati dalla cultura anglo-sassone, quando ci troviamo a dover interloquire con gente che non parla la nostra lingua preferiamo usare la gestualità e non ci sforziamo mai più di tanto e mai abbastanza!Credo che il suo invito a trovare un’anima “indigena “da usare come sprono sia FANTASTICA e perciò un metodo infallibile!Grazie ….la prossima volta sicuramente sarò più attenta e mi sforzerò di più nell’usare l’inglese !:)

  2. Antonio Lovicario: 22 settembre 2011 | 17:29 |

    Sono fiero di aver incontrato nel mio cammino scolastico una professoressa così vicino a noi giovani come Lei! E’ molto più di una semplice insegnante, Lei è una maestra di vita, un’ amica, una zia! Sappiamo che possiamo contare sempre su di lei :)
    Tre ore di Inglese sono davvero poche ed è una vergogna che nel XXI secolo ci siano ragazzi che non sappiamo nemmeno dove abiti come lingua! L’ Inglese è ormai la lingua universale che tutti dovrebbero sapere per potersi mettere in discussione con gente diversa da noi, con altra cultura e modo d’ essere e d’ agire. Purtroppo è una grave mancanza non conoscere l’ Inglese…Ma come ha già detto Lei, come si può pretendere di conoscere una lingua straniera se molti di noi non sanno nemmeno parlare l’ Italiano?

  3. Angela Scalera: 24 settembre 2011 | 15:08 |

    @Valeria Musto Grazie per aver condiviso questo articolo. Spero di essere riuscita a scuotere un tantino la vostra personalità ed ad averla arricchita di nuova linfa rigenerante:non abbiate paura di misurarvi col mondo…ma buttatevi nelle situazioni e usatela questa lingua….senza timore di sbagliare!D’altronde…sbagliando si impara !!!:)

  4. giulia krogh larsen: 24 settembre 2011 | 18:42 |

    Carissima professoressa sono daccordo con lei ….il problema di noi ragazzi è che abbiamo poca confidenza con l’inglese e questo comporta un indifferenza altissima tra gli alunni ..che pensano che l’inglese sia solo una lingua da imparare..mentre è molto più di questo!
    Fare viaggi durante l’anno visitando le diverse capitali inglesi ecc.. aiuterebbe molto..perchè offre ai ragazi un ottima occasione di interloquire con altra gente …aprendo la mente a nuove culture !!! fare un uso continuo dell’inglese sarebbe un mezzo perfetto per aiutarci ad impararlo e a capirlo meglio!
    Ad esempio in danimarca per far memorizzare e capire l’inglese e il tedesco ..i ragazzi sono costretti a parlare in famiglia e a scuola queste due lingue!iL RISULTATO?? una padronzanza a dir poco stupefacente per dei ragazzi che a partire dai 7 anni in su parlano inglese come se fosse la propria lingua madre! NO PAIN NO GAIN !! senza sacrificio non si ottiene niente!! ….è splendida proffessoressa e volevo dirle che è raro trovare persone che hanno a cuore l’inglese e che fanno di tutto per farlo arrivare dappertutto… :) sono personalmente fortunata ad averla per i miei futuri cinque anni :)

  5. Angela Scalera: 25 settembre 2011 | 19:11 |

    @Antonio Lovicario:
    Grazie Antonio, non immagini quanto sia importante per un’ insegnante che ama la propria disciplina sentirsi dire queste parole! :)
    Trovare nel mondo che ci circonda lo stimolo all’apprendimento non è difficile e serve ad apprendere in modo piacevole.Se si è animati da passione ed interesse ,è tutto più facile! l’inglese è dovunque.. nella musica ,per esempio, e a chi non piace la musica???e allora …basta saper cercare!:)

  6. Angela Scalera: 25 settembre 2011 | 19:24 |

    @Giulia Krogh Larsen:
    Carissima Giulia grazie di cuore per aver condiviso il mio articolo!Anche io sono fortunata ad avere alunni che recepiscono il mio messaggio, sai anche avere te ,che sei straniera,in classe è senza ombra di dubbio un arricchimento ed un incoraggiamento per gli altri ad usare la L2 e concordo con te, i viaggi certamente sono una fonte inesauribile di energia per imparare una lingua straniera e mettere in pratica ciò che si è appreso sui banchi di scuola!!Avere te come punto di riferimento nella classe sarà da sprono e insieme ne faremo di strada…chissà arriveremo in America o in Australia,dipenderà dalla vostra volontà! ;)

Commenta




  • PROMOZIONE