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9
settembre
2011

Dossier: ESPORTAZIONE DEL RIFIUTO “MADE IN ITALY”. (Terza ed ultima puntata)

A Napoli direbbero “Cornuti e mazziati” .

Se è vero, come certamente è vero, che all’Ente pubblico il denaro manca sempre, per ristrutturare una scuola, per riparare una strada, per migliorare un servizio sociale, ecc., viene spontaneo domandarsi da dove saltano fuori i 6 (sei) milioni di euro spesi per portare i rifiuti della Campania a Mazzarrà S. Andrea in provincia di Messina in Sicilia o gli altri per portarli a Halmstad nel sud della Svezia, dove oltretutto (e, giustamente, ci considerano anche fessi. La Stampa del 28.08.2011).

Obiettivamente però, anche se da tale comportamento appare assolutamente chiaro che noi siamo dei fessi, non significa per forza che loro siano dei furbi.   Loro sono semplicemente più fortunati, perché l’unica vera differenza che ci distingue sta nel fatto che per coprire il loro intero fabbisogno energetico nazionale, producono una quantità di inquinamento da CO2 e mille altre sostanze venefiche, pari a quelle prodotte in Italia per garantire il fabbisogno energetico della sola zona di Milano. Infatti in un territorio grande una volta e mezzo l’Italia (450 mila km2  contro i nostri 300 mila km 2), vivono solo 9 milioni di abitanti contro gli italici 60 milioni, e la densità degli abitanti è circa 10 volte inferiore a quella italiana (20 ab/km2 contro 195 ab/km2 dell’Italia).  Ciò significa che a parità di inquinamento prodotto per coprire il loro fabbisogno energetico, l’aria che respirano è almeno 10 volte più pulita e sana della nostra e non percependo immediatamente gli effetti diretti dell’inquinamento, né dei danni che stanno facendo a loro ambiente e alla temperatura e CO2 in atmosfera, si sentono tranquilli e più furbi degli altri, invece sono solo momentaneamente più fortunati (o, secondo il punto di vista, meno coscienti di altri. Basta ricordare le brutte sorprese dell’Escherichia coli in Germania).

Volendo però, potremmo anche noi diventare velocemente altrettanto “furbi” se non, anche più (o più correttamente, solo un poco più intelligenti) di loro e di tutti gli attuali utilizzatori dei Termoinquinatori (anche italiani), semplicemente sostituendo le nostre, insensate azioni incenerimento o di costosa esportazione indiscriminata di una enorme risorsa economica e di benessere, in più completamente gratuita, attrezzandoci per eliminare gli stessi rifiuti direttamente a casa nostra e a costo e inquinamento zero, dato che tutti i rifiuti che produciamo, possono diventare una risorsa, di gran lunga maggiore e più preziosa, di come riescono a sfruttarla oggi i presunti “furbi” svedesi (e del resto del mondo)con i loro vecchi Termoinquinatori.

L’utilità dei rifiuti ci è stata ancora una volta dimostrata dal fatto che già un certo numero di comuni svedesi gestiti da efficienti e svegli  presunti furbi, sono pronti a offrire i propri Termoinquinatori ai presunti “fessi” in cambio molte tonnellate di prezioso carburante per la loro produzione elettrica (al posto degli attuali scarti di lavorazione del legno, che bruciano per produrre elettricità e che devono pagare per averli), perché non solo è completamente gratuito, ma gli aggiungiamo anche 40 euro a tonnellata come “ciliegina sulla torta”. Con tale formula producono gratuitamente energia elettrica sufficiente a poter praticare uno sconto del 20% sulle bollette dei propri concittadini e i 40 euro a tonnellata sono …”di mancia”.

Fino a questo punto dell’articolo mi sembrava di aver detto quasi di tutto e di più di quanto di male si potesse dire della esportazione dei rifiuti che ci fa spendere denaro senza risolverci i problemi, quando sono stato interrotto dall’arrivo di una newsletter di e-gazette.it  che mi ha lasciato senza parole, per cui invece di commentarla, visto che non trovo le parole per farlo,  preferisco incollarla per intero qui di seguito, limitandomi solo trasformare in neretto quanto mi sembra degno di maggior nota.

 

Le vere emergenze – L’immondizia di Napoli andrà in Olanda. Trovato l’accordo

Napoli, 29 agosto – L’immondizia napoletana parte per l’Olanda . Circa 250mila tonnellate di spazzatura verranno accolte in due anni. Il costo complessivo dell’esportazione si aggirerà intorno ai 27 milioni di euro, circa 109 euro a tonnellata. Le trattative con i rappresentanti delle società olandesi di smaltimento rifiuti sono state gestite direttamente dal primo cittadino De Magistris e dal suo staff, che fino a quando l’accordo non è stato firmato ha mantenuto il massimo riserbo sui termini delle negoziazioni. L’esportazione dei rifiuti fuori dai confini nazionali sarà gestita da un consorzio creato ad hoc (paritetico e con rilevanza esterna), partecipato da Asia e Sapna, la società provinciale che si occupa di spazzatura. Tra settembre e marzo dovrebbero partire dal porto napoletano 48mila tonnellate di immondizia dirette in alcune città olandesi, di cui non sarà diffuso il nome. Entro la fine del 2013 dovrebbero arrivare, a scaglioni, le altre 200mila. In questo modo, la situazione della spazzatura in città dovrebbe essere tenuta sotto controllo. A fine anno, il Comune prevede che la raccolta differenziata arriverà a coinvolgere un bacino di oltre 300mila persone. In accordo con la provincia dovrebbero essere costruiti, nel frattempo, impianti di compostaggio e altri sette centri di stoccaggio.

 FONTE: newsletter@e-gazette.it

E il materiale che sarà stoccato nei sette centri, poi che fine farà?

Offrire tutto quanto sopra a terzi, ed in più passare anche per fessi non è certo piacevole, per cui dovrebbe farci almeno riflettere e pensare che se gli altri utilizzano con entusiasmo quanto noi consideriamo una disgrazia, forse potrebbe esserci qualche cosa che non va proprio in noi e nei nostri comportamenti.  Ciò però dipende solo dalla volontà di chi ci amministra ed è preposto a prendere queste decisioni.

Comunque la cosa grave di tutta questa faccenda, non è tanto l’esportazione di rifiuti in situazioni di emergenza (anche se usati nel modo giusto diventa un prodotto pregiato, al punto che volendo fare una facile battuta, potremmo dire che è una specie di …”esportazione di capitali”), quanto che ormai tutti i nostri Amministratori sanno benissimo dell’esistenza di nuovissime tecnologie e formule operative in grado di eliminare, senza alcuno inquinamento qualsiasi tipo di rifiuto, anche il più pericoloso, garantendo in oltre il 30% di sconto (non il 20%) sulle bollette dei propri amministrati, e senza chiedere loro un solo euro per la costruzione di inquinantissimi vecchi Termomostri, per fare la costosa differenziazione a mano, anziché farla ugualmente e con gli stessi risultati, ma con procedimento interamente elettromeccanico e a costo zero, o pagare cifre astronomiche per il trasporto dei rifiuti in capo al mondo, perché ai 40 euro che diamo agli svedesi dobbiamo aggiungere: i costi di trasporto fino alla nave, quelli di carico, quelli del nolo della nave, di scarico della stessa, di trasporto fino al Termoinquinatore, più il giusto guadagno di ogni passaggio di mano.

E’ bene che i cittadini sappiano che in Italia non esistono ormai Amministratori che non abbiano sentito parlare almeno una volta di queste nuove tecnologie non inquinanti e senza costo alcuno. Comunque quei pochi che, in buona fede, non dovessero saperlo veramente, potranno sempre chiedere informazioni al proprio vicino di poltrona, di Comune, di Provincia o di Regione.

Per ottenere prima possibile i migliori risultati per il bene di tutti, è per ora più che sufficiente che ogni lettore informi tutti i propri conoscenti di come veramente stanno le cose a proposito di rifiuti e possibilità di ridurre una grande quantità di spese e malattie tumorali.  Al resto penserà il naturale istinto in ogni essere vivente a lottare per la sopravvivenza della specie.


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Dott. Sergio Marchetti

 

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