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DON’T DREAM YOUR LIFE…

LIVE YOUR DREAMS

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30
settembre
2011

Offro in questo scritto una ipotesi di lavoro che spero accogliate come stimolo.

Ho già accennato alla interconnessione che ci unisce tutti in un complesso stupefacente che possiamo chiamare Umanità.

Ognuno di noi si percepisce come singolo ma pur avendo una propria individualità, che io ritengo importantissima, partecipa con gli altri in dimensione di comunicazione ed unione su più livelli.

Questa partecipazione o co-partecipazione ci mette anche in connessione con tutto l’universo, dal quale siamo condizionati e stimolati in vario modo.

Il quadro, quindi, di ogni essere umano può rimanere ristretto, se lo osserviamo solo come individuo  identificato completamente con  propria personalità ma può, man mano, estendersi come parte di un cosmo.

Il livello di osservazione del presente articolo, che può essere spostato “zoomando” dal particolare al generale, verrà indirizzato alla interconnessione tra le persone tramite gli archetipi che, in diversa misura, confluiscono in quelle spinte interiori che determinano poi le nostre azioni.

“Confluire” significa che questi non determinano come forza unica quanto poi venga compiuto ma ne sono una parte importante che ritengo vada conosciuta.

Una premessa articolata, questa, ma che soddisferà chi ha necessità di capire in che “posizione” mi pongo in questo scritto, all’interno del panorama complessivo.

Suggerisco che l’archetipo sia un livello intermedio tra l’individuo ed il cosmo, nelle sue infinite dimensioni.

Vi sono diverse tipologie di archetipo in base all’essere essi articolati in un significato molto vicino alla nostra comprensione, come quelli che esaminerò, o più lontani per il loro essere più vicini a processi profondi ed universali.

Inizieremo, inoltre, a capire come interagire con gli archetipi attraverso la consapevolezza.

L’obiettivo è far si che in ognuno di noi possa accrescere il proprio spazio di Libertà ed espressione personale.

Molti di noi potrebbero affermare di essere liberi, ma davvero pochi possono dire questo basandosi su ciò che vivono quotidianamente: perchè? Perchè è così difficile esprimersi nella nostra realtà? Perchè quando lo facciamo non siamo soddisfatti?

Un grande tema e qui voglio mettere qualche piccolo elemento.

INTERCONNESSIONE

Carl Gustav Jung ha dato un contributo fondamentale all’evoluzione della ricerca della natura umana ed è stato attraverso il suo lavoro che abbiamo iniziato a conoscere le espressioni “archetipo”, “inconscio collettivo” e di “sincronicità”.

Jung ci ha proiettato non solo nella nostra dimensione interiore, intima, ma anche nella dimensione di interrelazione invisibile, ma determinante, che ci collega tutti.

Dopo di lui vi sono stati studi davvero entusiasmanti su alcuni aspetti che sono collegabili al quanto da lui osservato, sperimentato e descritto e possiamo giungere in campi apparentemente lontani come lo studio della fisica quantistica e della tecnica.

Gli elementi che ora è importante comprendere, per le loro conseguenze nel nostro quotidiano, sono le molte modalità con le quali questa connessione tra le persone avviene.

E’ subito intuibile che innanzitutto, per avere un passaggio di informazione, deve pur esserci un modo con il quale l’informazione stessa riesce a transitare.

Se facessi l’esempio di come funziona internet, possiamo dire che questo scritto appare sul vostro monitor dopo aver transitato su linee fisiche (telefoniche, sia radio che cavo, o dedicate) che materialmente uniscono il mio computer al vostro.

Se utilizzassimo questo esempio, paragonando la trasmissione di dati su internet alla trasmissione di informazione che abbiamo tra di noi, dove sono “i cavi”?

Potremmo dire che non vediamo questa connessione con i nostri sensi ma, suggerisco, possiamo trovarla nel campo elettromagnetico che abbraccia tutti noi come fosse una immensa rete di interconnessione.

Infatti siamo tutti immersi dal magnetismo terrestre ed il nostro stesso corpo genera un campo strumentalmente percepibile (per un approfondimento, rinvio agli studi dell’istituto Heartmath per maggiore informazioni sul campo magnetico generato dal cuore e la coerenza con il sistema cerebrale).

Per avere un esempio di quanto sia importante il magnetismo per i sistemi biologici, voglio ricordare che questo ha un suo centrale ruolo nel movimento coordinato degli stormi di uccelli e nelle migrazioni.

Questo primo livello di osservazione però può essere ora arricchito ed ampliato grazie a quanto si conosce del fenomeno dell’entanglement, a seguito del quale si è teorizzata ed osservata una comunicazione tra particelle distanti tra loro, istantaneamente, senza un apparente fisica connessione tra le due.

Pur non essendo chiare tutte le dinamiche sottostanti a quello che è emerso, esso è un fenomeno provato ed utilizzato persino per applicazioni tecnologiche (presenti ed in via di sviluppo).

Ancora non sappiamo sino a che punto sia possibile estendere quanto osservato nel micro a sistemi più ampi, ma tenere aperta anche questa possibilità potrebbe aiutarci a vederne le eventuali manifestazioni.

Per estensione potremmo, però, immaginare che tra di noi possono esserci delle comunicazioni istantanee, senza necessità di una connessione di qualche natura osservabile, di cui però non siamo pienamente coscienti, come di tanti processi che però sono essenziali per la nostra vita (immaginate tutti il lavoro che ogni giorno i nostri organi adempiono senza un nostro intervento consapevole) e che alcuni fanno rientrare, con una terminologia superata ed imprecisa, nei cosiddetti “fenomeni ESP”.

Questa premessa è utile ad abbozzare una spiegazione possibile a ciò che sto per dire,  non certa ma la pongo come un orizzonte da esplorare.

ARCHETIPO

Se quindi concepiamo l’esistenza di una immensa quantità di informazioni che in qualche maniera  vengono trasmesse tra gli esseri umani in modo non percepibile, possiamo anche dire che deve pur esistere una sorta di linguaggio che possa definire il contenuto di ciò che viene trasmesso.

A questo punto qualcuno potrebbe dire che l’avanzare in questo ragionamento, senza provare il primo passaggio dell’esistenza reale del flusso di informazioni, non possa portare a nulla di valido ma, se mi accompagnate in questo percorso, vedrete che molte cose potranno risultarvi più chiare.

Userò un’analogia con quanto conosciamo dei sistemi informatici per offrire un supporto al ragionamento.

Sappiamo che noi scriviamo e leggiamo sullo schermo dei nostri pc perchè vi è un complesso sistema che traduce semplici impulsi (0 e 1, spento ed acceso) all’interno di schemi di riferimento presenti in definiti percorsi hardware.

Questo flusso di dati è per la nostra mente ingestibile direttamente in maniera utile.

Però dal linguaggio vero/falso (binario) si arriva man mano, per successive traduzioni, a ciò che il sistema operativo che usiamo ci mostra come immagini e suoni, comprensibili a tutti noi con maggiore facilità.

Nella fase di INPUT, se io voglio ottenere un certo risultato (scrivere un testo), cerco l’icona corrispondente sul mio desktop e la seleziono per eseguire un programma (word processor) che una volta in funzione mi permette di far apparire dei caratteri sul video, di manipolarli e di stamparli.

Questo accade perchè grazie a successive traduzioni, le mie azioni che svolgo tramite la tastiera, il mouse ed altre periferiche si trasforma in un flusso di vero/falso che sono i veri dati gestibili all’interno degli apparati elettronici che formano il pc.

Una volta inseriti i dati e fatta la mia “richiesta”, saranno questi apparati (chip e memorie) che processeranno i flussi vero/falso per far emergere quasi istantaneamente, dopo una successiva ed invisibile fase di traduzione, un risultato che sia da me comprensibile (la serie di caratteri che formano il testo sullo schermo): l’OUTPUT.

Il software che governa questa interazione e traduzione di diversi linguaggi è l’ambito riservato agli sviluppatori di software, persone che comprendono a vario livello il flusso di dati intermedio e lo ottimizzano secondo i risultati voluti.

Se consideriamo la nostra interazione con il cosmo in maniera analoga, per il semplice fatto che la nostra mente può gestire solo un certo tipo di informazioni e di percezioni, comprendiamo anche che a livello delle icone e del software dell’esempio possiamo individuare i simboli e gli archetipi.

Nel flusso di stimoli che spingono verso il sentire emozionale, pensare intellettuale e poi agire nella pratica della nostra vita (l’output), operano una miriadi di sottoprogrammi che non vediamo se non quando arrivano a livello del simbolo-icona o archetipo-software.

Così come per il sistema informatico, lo studiare il linguaggio di programmazione ci permette di  modificare ed ottimizzare il funzionamento del software, similmente conoscere gli archetipi ci permette di modificarne gli effetti indesiderati attraverso la nostra consapevolezza e migliorare, così, la nostra vita.

Noi tutti diciamo di voler vivere la libertà e di volerci esprimere al meglio nella nostra esistenza ma se non ci rendiamo conto nel tipo di meccanismo del quale facciamo parte e di quali processi si muovano in noi, come potremo intervenire nella maniera corretta?

In effetti questo risulta difficilissimo e ci troviamo a vivere esperienze non volute quali la malattia, l’inquinamento del nostro ecosistema, la guerra.

Sembrerebbero cose non connesse l’una con l’altra e soprattutto non attinenti al tema degli archetipi mentre, invece, questi possono essere una chiave di comprensione ed intervento molto importante.

Apprendere qualcosa di più sugli archetipi aumenterà la capacità di auto-guarigione, di operare scelte in armonia con l’ambiente e di abbassare il livello di violenza che viviamo quali carnefici/vittime.

Vi sarà chiaro già nei due esempi che andrò a mostrarvi ed, in pratica, comprenderete che continuare a lottare contro gli effetti di un sistema non ci aiuterà a migliorare, se non andremo ad operare da dove essi giungono.

DUE ARCHETIPI PER INIZIARE IL VIAGGIO

Il primo archetipo è tratto da un passo biblico perchè già saprete, probabilmente, che questo testo è un condensato “di immagini” che sono molto più antiche del testo stesso e che sono state usate nei millenni con efficacia devastante perchè oggetto di fraintendimenti e distorsioni.

Non si contesta, in questo studio, il valore religioso che possa avere per voi ma mostrarvi come una interpretazione, non equilibrata, di uno scritto possa generare dei veri e propri disastri nella nostra vita interiore ed esteriore.

Il problema non risiede nella parola ma al senso che gli si dà.

Quindi a coloro che sono devoti a questo scritto, ribadisco il rispetto per esso e dei credi religiosi che lo considerano sacro ma ognuno di noi può iniziare ad approfondire ciò che emerge da esso con un atteggiamento di nuova scoperta.

Il secondo archetipo è tratto dalla ricerca esoterica medioevale, anche questo spesso frainteso e, come per il passo biblico, ha generato grandi squilibri.

Anche qui non voglio “offendere” coloro che studiano e praticano l’alchimia ma è tempo, sento, che molte cose vadano rinnovate.

Il rinnovamento viene da ognuno di noi che sappia vedere cose antiche con occhi nuovi e, confido, di poter dare un contributo in questo, seppur non in modo pieno e sicuramente perfettibile.

La cosa sulla quale siamo sicuri è che, in entrambi gli archetipi, noi non sappiamo esattamente quale fosse stato l’intento degli estensori e degli iniziati, ma sospetto che quello che è arrivato a noi nella interpretazione più comune è davvero lontano dall’origine.

Cercherò di mostrarvelo nell’esposizione che seguirà nella prossima puntata e nel prossimo articolo. A presto…

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Luca Ferretti

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Categoria RI-CONOSCERCI...

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