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DON’T DREAM YOUR LIFE…

LIVE YOUR DREAMS

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28
luglio
2011

Nel nostro Occidente, proprio come in Oriente, da sempre si crede nella magia, e si cercano forze invisibili, dotate di incredibili poteri, con le quali tenere sotto controllo gli altri oppure la Natura. Ora si pratica la magia, come lo si faceva anticamente, per procurarsi amore, sapienza, ricchezza, oppure per curare le malattie e proteggersi dai pericoli, nuocere ai nemici o smascherarli, garantirsi il successo o prevedere il futuro. La magia, allora come oggi, può alleviare le angosce, immergendoci nell’illusione di riuscire a controllare il corso degli eventi.

Il termine magia deriva dal nome dei sacerdoti dell’antica Persia (l’odierno Iran), i magi, che già nel VI° secolo a.C. sono noti per la sapienza e il dono della profezia. Seguaci del riformatore religioso Zoroastro, interpretano sogni, praticano l’astrologia e consigliano i sovrani sulle decisioni più importanti. Il mondo greco e romano li considera personaggi misteriosi, in possesso di segreti e poteri soprannaturali, anche se nessuno sapeva effettivamente in che cosa consistessero i segreti che essi possedevano e si tramandavano di generazione in generazione.

Circa le cause della magia esistono diverse opinioni.

Secondo alcuni si tratta di un’autosuggestione o nevrosi ossessiva dell’individuo o della società; per altri, la magia rappresenta una situazione difensiva, oppure persino distorta, dell’idea della Provvidenza divina. Non manca chi arriva ad individuare nella magia l’espressione di una volontà umana di onnipotenza dell’uomo, orientata all’attuazione del suo sogno archetipo: essere Dio, oppure poterlo divenire.

In tutte le società primitive (che oggi gli etnologi definiscono meglio come “primigenie”), il magico ed il religioso sono strettamente connessi e la presenza della magia in tutti i popoli finora scoperti sembra in effetti confermare l’idea che essa possa essere considerata la madre della religione. L’assunto di base, sia per quello che concerne la magia che per la religione, è che una moltitudine di divinità e spiriti minori, oppure un unico dio, siano in grado di esercitare un’influenza su moltissimi aspetti della vita. Ed il magico, caratterizzato dall’esecuzione di un rituale preciso, inequivocabilmente identico a se stesso, nonostante il trascorrere del tempo, mette in scena la possibilità di contattare e controllare in questo modo il mondo dell’invisibile, del trascendente.

La magia antica è distinta in due categorie, alta e bassa, basando tale differenza sugli scopi che si prefiggono coloro che la praticano. La magia alta, che ha molti aspetti in comune con la religione, si richiama al desiderio di conseguire una sapienza non raggiungibile tramite la comune esperienza umana. Rivolgendosi al divino secondo questo programma, ossia mirando ambiziosamente ad oltrepassare la finitudine della vita quotidiana, si mira ad avere visioni profetiche, diventare guaritori, ricevere il dono della preveggenza e della conoscenza di sé, oppure ad acquisire poteri pari a quelli degli dei.

I più però, anche nella attuale società contemporanea Occidentale ed Orientale, si dedicano alla magia mirando ad obiettivi più immediati e pratici, come il procurarsi fortuna, ricchezza, celebrità, potere politico, salute e bellezza, nuocere ai nemici o far innamorare, eccellere negli sport, conoscere il futuro e risolvere problemi quotidiani. E questa è magia bassa.

In linea generale, nel mondo antico la magia è comunque più temuta che apprezzata, perché anche coloro che la ignorano credono di esserne in qualche modo danneggiati e che siano senz’altro negativi gli influssi ad opera di magie altrui. Inoltre, nell’immaginario popolare la sinistra reputazione della magia è aggravata dalla sua diretta connessione con la stregoneria.

Nell’81 a.C., il dittatore romano Cornelio Silla decreta la pena di morte per “tutti gli indovini, incantatori e coloro che si servono della stregoneria a fini malvagi, coloro che evocano i demoni, che comandano al tempo e si servono di immagini di cera allo scopo di nuocere”. In seguito, vengono promulgate molte leggi analoghe, con l’intento di dichiarare, nel IV secolo d.C., che in tutto l’impero romano qualunque forma di magia o divinazione sarebbe stata considerata fuorilegge.

Nello stesso tempo, la Chiesa cristiana compie uno sforzo sistematico per sopprimere le pratiche magiche, ritenute contrarie alla fede in Cristo. Nel Medioevo, il potere religioso e quello temporale continuano così ad operare insieme per contrastare la magia, anche se le credenze e le pratiche magiche, specie quelle relative alla medicina popolare, si tramandano in segreto, diventando parte del repertorio di uomini sapienti, o stregoni del villaggio.

Intorno alla metà del XII secolo, la magia comincia ad essere rappresentata in una luce più seducente, quantomeno nella letteratura. Prima in Francia, poi in Germania ed in Inghilterra, i poeti immaginano e descrivono meravigliose avventure, collocate in un remoto passato, intessute di magia, con valorosi cavalieri, belle donzelle ed eroici sovrani. I cosiddetti romanzi cavallereschi annullano il legame della magia con la stregoneria, sebbene l’idea di magia nera non sia ancora del tutto estinta. In sostanza, gran parte dei racconti presenta la magia in una luce positiva.

Nel XV e XVI secolo, le pratiche magiche acquistano una nuova rispettabilità, grazie alla comparsa della magia naturale, che non richiede l’ausilio di esseri sovrannaturali. Quasi fosse una scienza, essa si basa sulla convinzione che in natura ogni cosa (persone, vegetali, animali, pietre e minerali) contiene forze assai potenti, definibili virtù occulte. I maghi naturali, tra i quali rientrano anche i medici, si cimentano nell’impegno di scoprire queste forze, per farne un loro positivo uso. Nel Rinascimento, la magia diventa il campo di studio prediletto di molti intellettuali, medici, ecclesiastici e di chiunque si voglia nutrire di curiosità scientifiche.

Tuttavia, la possibilità di evocare gli spiriti non è mai completamente dimenticata.

Tra il XV ed il XVII secolo fa la sua comparsa, in ogni parte d’Europa ed in varie lingue, una serie di straordinari libri, noti come grimoires (o libri neri). In un primo tempo, sono venduti e fatti circolare in segreto, ed il loro possesso è considerato un grave crimine. I grimoires promettono magie per ogni scopo immaginabile, diventando così molto popolari, soprattutto nel XVII secolo, quando diventano disponibili in edizioni economiche.

La credenza nel potere della magia comincia a declinare verso la metà del XVII secolo, quando si scoprono metodi più pratici ed efficaci per risolvere i problemi: la chimica moderna porta in effetti alla produzione di nuovi farmaci; con la nascita del pensiero scientifico, le opinioni sul funzionamento del mondo vengono verificate tramite esperimenti. Oggi, la convinzione di poter acquisire poteri eccezionali evocando gli spiriti è quasi completamente scomparsa.

Eppure il mondo moderno è più magico di quanto sia mai stato.

Cose un tempo credute impossibili, come volare o parlare con qualcuno dall’altra parte del globo, sono diventate ovvia quotidianità. Le aspirazioni della magia naturale sono state raggiunte dalla scienza moderna.

Mentre si è dimostrato che i princìpi dell’astrologia sono privi di fondamento, per ironia della sorte si è scoperto che tutti gli elementi naturali provengono dalle stelle, perché oggi gli astrofisici ci dicono che ogni elemento del mondo ha avuto origine da una deflagrazione astrale.

Eppure, anche oggi, come per gli antichi, l’universo rimane un luogo strabiliante, pieno di meraviglie e di magia.

Così la magia non è scomparsa. Le sue promesse (ottenere la luce, lo spostamento rapido da un posto all’altro, la comunicazione a distanza, il volo, la grande capacità di memorizzazione) sono pratiche quotidiane, messe in atto sia dalla tecnica che dal nostro comportamento. Basti pensare all’elettricità, i trasporti, il telefono, la radio, la TV, l’astronautica ed il computer).

L’unica cosa che non siamo ancora riusciti a creare magica-mente e scientifica-mente (e le due cose sono sempre parallele nella storia dell’umanità, e non per caso…) è la certezza di essere come Dio, oppure di assomigliarli nelle azioni e nelle intenzioni. Nessuno ancora sulla terra, sia sotto forma umana oppure animale, è ancora riuscito ad avere certezza del futuro e sapere con precisione cosa accadrà dopo la sua morte.

Eh, sì! È proprio così… ma perché?

Perché Dio è l’esercizio mentale profilattico contro la megalomania umana… e questo esercizio è magicamente moderno.
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Alessandro Bertirotti

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By: prof. Alessandro Bertirotti

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6 commenti a: “Magicamente moderni”

  1. natale angela: 28 luglio 2011 | 13:51 |

    Un articolo che affronta una tematica sempre attuale. Con simpatia allego la mia poesia “SEDUTA SPIRITICA” che avvalora quanto illustrato dal Professore ed aggiunge qualcosa con la postilla finale.

    SEDUTA SPIRITICA

    C’è il filosofo il matematico
    il poeta lo scienziato
    colui al quale
    qualcuno è mancato
    il ricercatore del paranormale
    e dell’occulto
    accompagnato dallo scettico

    Tutti si sono riuniti in un attico

    Tutti attorno al tavolo raccolti
    fanno la catena con le mani
    dai mignoli collegate

    Tutti proprio tutti
    istupiditi e pendenti
    dalle labbra di una megera
    che li tiene in suo potere

    Il buon Dio
    ora proprio si arrabbia
    nel vedere tutto quel casino
    e forse è proprio il caso
    di lasciare ognuno al suo destino…

    Eppoi si chiede
    “ma io che ci sto a fare?
    Me dovevano interrogare!”

    Angela Natale
    li 14.01.08

    (Mettendola sul serio vedi Antico Testamento libro del Deuteronomio cap.18 v. 9 -13)

  2. Alessandro Bertirotti: 28 luglio 2011 | 17:40 |

    Cara Angela,
    davvero hai ragione… la postilla finale potrebbe indicare varie alternative al pensiero di Dio, specialmente riferite alla sua funzione e al Suo rapporto con noi, che siamo parte di Lui, secondo me. Ma, poichè ho cercato di arrivare anche a coloro che negano la Sua esistenza, come se i credenti fossero convinti al 100% della sua esistenza (cosa non affatto vera perchè sono in effetti colmi di dubbi…), non l’ho voluto appositamente interrogare… nel mio articolo! Con la stessa Tua simpatia, Ti saluto caramente, Alessandro :-)

  3. natale angela: 28 luglio 2011 | 18:51 |

    Caro Alessandro, la tua risposta è totalmente esplicativa del tuo messaggio sottintenteso che io avevo percepito chiaramente. Speriamo di aver stimolato una curiosità di approfondimento in qualcuno che una volta preso in mano il capo della matassa abbia voglia di sbrogliarla e ne tragga i dovuti benefici strada facendo.
    GRAZIE
    ANGELA NATALE

  4. Lello Murtas: 30 luglio 2011 | 13:24 |

    …la certezza di essere come DIO…
    per l’uomo l’importante è fidarsi,
    confondersi con fede nel concetto
    della vita eterna,
    senza porsi alcun dilemma…
    tanto “essa” ci sarà per tutti…

  5. Alessandro Bertirotti: 31 luglio 2011 | 01:42 |

    Caro Lello,
    sì… questa, ossia quella che esprimi tu, è anche la mia idea, ma una delle belle cose della fede, di qualsiasi tipo e verso qualsiasi situazione oppure divinità, è proprio la sua non obbligatorierà. Essa si pone come una eventualità operativa della mente, per collocare ragionevolmente l’azione di ricerca umana all’interno del mistero. Ecco perchè ho voluto definire l’idea di Dio, quale essa sia ma pur sempre e solo rivolta al bene, come un “esercio della mente”… A presto leggerTi e grazie per il tuo intervento. Ti mando anche un caro abbraccio, Alessandro ;-)

  6. federica carnazza: 23 settembre 2011 | 13:41 |

    Bellissimo articolo, davvero complimenti !!! L’universo e’ qualcosa di misterioso e magico per l’uomo, lo e’ sempre stato e continuera’ ad esserlo sempre probabilmente…..la sua esistenza resta( per me ) inscindibile da quella di Dio !

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