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DON’T DREAM YOUR LIFE…

LIVE YOUR DREAMS

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29
luglio
2011

Immaginiamo tre carte: una rappresenta l’editore, l’altra il romanzo di un esordiente, la terza il romanzo di un “big”. Diciamo che su cinque mani, vince chi vien fuori più volte. E partono le scommesse!!! E’ statistica semplice semplice…

Carta che vince, carta che perde, carta che vince, carta che…

EDITORE, EDITORE, BIG, ESORDIENTE, EDITORE.

Lo rifacciamo altre tre volte. Risultato. Vince l’editore.

Ah, dimenticavo… a sceglier le carte, sei TU lettore…

Cosa rispondi a chi sostiene che il rapporto romanzo/lettore è inversamente proporzionale?”

“Mmh … Meglio! Posso scegliere cosa leggere o nel peggiore dei casi, leggo per cinque miei amici a cui non piace leggere.”

Bene. Questo se ti ponessi come lettore. E come autore?”

“Mmh … Ti coniugo l’indicativo presente de “La Lettura”.

 

Io scrivo.

Tu Leggi.

Egli guarda.

Noi Scriviamo.

Voi leggete.

Loro continuano a guardarci.”

Parafrasando un’ipotetica intervista a tutto campo sul mondo della letteratura, sul ‘vizio’ di leggere, e sull’abuso di romanzi abbandonati, non posso che riassumere in queste poche battute la mia opinione in merito.

È vero che si scrivono più romanzi del dovuto, ma è altrettanto vero che la sana e costante abitudine alla lettura, sta cedendo il passo a più futili (mi permetto di apostrofarli così!) hobby.

Ora non sto qui a discutere della ‘crisi’ del verbo leggere, che pare toccare sempre più i ragazzi in età adolescenziale (uno di loro, allibito, mi ha chiesto : “Perché tu, leggi i libri?”), preferisco, piuttosto  concentrare la mia attenzione e analisi, sul rapporto autore/lettore.

Supponiamo che quanto detto finora (scrittura, libertà di pubblicazione, mondo dell’ emergenza, etc. etc.) sia un dato assodato e che nelle vostre mani, capiti per errore un bel libro profumato, ben curato, dalla grafica accattivante e con una bella morale. Un buon libro, insomma.

Unica pecca è l’autore. Sconosciuto.

Successivamente, soddisfatti da questa lettura, correte in libreria per cercare altri romanzi di quest’incognita della letteratura. Ahimè, vi accorgete che nessuno sa niente di lui: persino la commessa del Punto Info storce il naso e non ha nemmeno ha l’accortezza di verificare in quell’infernale aggeggio che ha di fronte (un comune pc) l’eventuale giacenza o la reale esistenza dell’autore. In fondo, lei lavora part-time, non ha nessun interesse a vendere prodotti che non sono suoi. Così, amareggiati e sostenuti sempre da quell’intercalare che cita più o meno così: “Bah, peccato però!”, vi dirigete con passo lento verso l’uscita. Ma, tra le novità esposte all’ingresso, scorgete finalmente….

…. il best seller di cui tutti parlano, quello che vi ha sempre incuriosito, di quel tale sbucato dal nulla…

Ipotizziamo che tale romanzo, abbia vinto il Campiello. Ok?! Bene. Vi dite: “Visto che ci sono, lo prendo!”. E lo comprate.

Una settimana dopo, uscite con i vostri amici. Si parla del più e del meno. Finché l’argomento non cade su: “Cosa hai fatto queste sere?! Sei sparita!”. Sommessamente rispondete che avete cercato un po’ di relax, si sa…il lavoro, lo stress…e che tra le tante cose, avete letteralmente ‘divorato’ il romanzo vincitore del Campiello.

Incuriositi, i tuoi amici vi chiedono informazioni: come si chiama, chi l’ha scritto, di cosa parla…

Qualcuno l’ha sentito nominare, l’avrebbe voluto leggere ma era indeciso. Qualcun altro vi chiede di prestarglielo, qualcun altro ancora dice che lo comprerà di certo, perché i libri non si prestano.

….

Devo andare avanti, o la morale è già chiara??!

È ovvio che il romanzo vincitore del Campiello, sarà sulla bocca di molti. È chiaro che venderà tanto, ed è altrettanto evidente che se ha vinto un premio ambizioso, un motivo ci sarà.

La mia domanda, da autore, è la seguente:

Come diavolo avrà mai fatto un esordiente X, a vincere il Campiello?

Come è potuto mai accadere che uno sconosciuto abbia venduto tanto?

La pubblicità?

NO. Le case editrici, investono quel poco quanto basta per promuovere uno sconosciuto.

Il romanzo è un capolavoro?

Può essere. Ma è solo uno dei tanti. Ho letto parecchi romanzi capolavoro, ma nessuno ne conosce tuttora l’esistenza.

Non voglio tirarla per le lunghe.

IL PASSAPAROLA.

Ovvero, la seconda persona dell’indicativo presente del “La Lettura”.

Tanto per chiarirci: dov’è finito quello sconosciuto che vi ha scomodato fino a portarvi in libreria e grazie al quale avete acquistato il romanzo vincitore del Campiello?

Ce ne siamo dimenticati. Anche quello era un emergente e il romanzo che avete letto per errore, vi ha tenuti incollati alle pagine per giorni.

Eppure era un bel romanzo. Quello sconosciuto, era davvero interessante! Come è potuto succedere che ce ne siamo dimenticati?

Ribadisco (vedi premessa a tutto questo discorso) che la casa editrice ha promosso il libro, la storia è interessante e la morale davvero inaspettata, per un esordiente.

Come mai non l’abbiamo detto ai nostri amici, ma abbiamo avuto tanta cura nel sottolineare il nostro ultimo acquisto (il vincitore del Campiello)? E la nostra penultima lettura, dov’è finita?!

La vera fortuna degli emergenti, sono i lettori. Non gli editori. Questi ultimi sono coloro che ci guadagnano, è diverso.

La mia esperienza, mi ha portato a pensare a questo:

Noi lettori siamo fin troppo pigri nel recensire, anche con poche righe, l’esordiente di turno, perché sostanzialmente ci scoccia. Quasi fosse fatica sprecata. Mentre, subito dopo aver letto la Mazzantini, (è solo un esempio!) corriamo nelle librerie virtuali on-line o sul nostro blog personale a raccontare al mondo intero di quest’ultima meravigliosa esperienza! Pare che ci guadagniamo prestigio.

Forse la Mazzantini ci dà valore.

E un esordiente ci sminuisce. Devo dedurre.

Credo sia questa, la verità.

Il rischio è che da questo circolo vizioso, a pagare sia sempre la cultura, e l’informazione.

Ho regalato copie del mio primo romanzo a persone che non conoscevo. Per semplice bontà d’animo, con la speranza che la mia fatica letteraria, almeno piacesse. Ebbene, il risultato è stato questo: una chiacchierata di congratulazioni. Ma sincere e schiette.

Allorché ho chiesto: “Ti seccherebbe scrivere due righe per farlo sapere anche ai tuoi amici?!”.

Risposta: “Ma scherzi! TUTTI DEVONO SAPERE CHE QUESTO E’ DAVVERO UN LIBRO CHE VALE LA PENA LEGGERE!”.

Risultato: SONO ANCORA IN ATTESA.

Appendice: E te l’ho regalato!!!

[Ovviamente non tutti si comportano così: ringrazio tutt’oggi, coloro che si sono spesi in parole sincere di apprezzamento, evidenziando anche i caratteri “negativi” del mio romanzo.]

Dunque cari lettori, questa, è per voi.

Un invito spassionato a “promuovere” le letture emergenti che valgono la pena d’esser menzionate.
Per un semplice motivo. Favoriamo l’afflusso di idee nuove, innovative, diverse dal comune modo di pensare e lontane dalle strategie di mercato delle multinazionali. Ho esagerato?! Credo proprio di no. Basta guardare il catalogo di rinomate case editrici…ma quelle grandi grandi!!! Quanti personaggi televisivi scrivono la fantastica storia romanzata della loro vita? E quanti strafighi cantanti, ballerini, comici s’inventano scrittori da un giorno all’altro?! Per non parlare delle figure mitologiche dei talent show. Per molti, questa è cultura!!!

Quella che vorrei istituire, è una nuova campagna promozionale. Io per esempio, ho una decina di autori emergenti da proporre, da promuovere gratuitamente con il semplice passaparola. Costoro, non aspettano altro che esser letti. E anche giudicati! Perché il vero emergente, non teme la critica del lettore, piuttosto la brama, la desidera con tutto se stesso… e solo per vedere realizzato un sogno…

…scavalcare nella classifica dei passaparola, il best seller del famoso calciatore, che ha scritto più libri di quelli che ha letto.

Le tre carte son sempre lì. Il cartaro te le mostra e…

…il gioco parte! Basta saper puntar bene l’attenzione: una volta tanto, facciamo vincere anche l’esordiente.
.

Tommaso Occhiogrosso

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By: Tommaso Occhiogrosso

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4 commenti a: “Il gioco delle tre carte”

  1. Barbara: 29 luglio 2011 | 09:41 |

    Caro Tommaso,
    gran bell’articolo. Ovviamente concordo su tutto e siccome non mi piace seguire la massa e soprattutto le strategia di mercato di “grandi” case editrici, da un bel pò leggo gli emergenti. E’ li che ci trovo il vero talento, la passione, il cuore. Un bacio

  2. MyLEMON: 29 luglio 2011 | 10:26 |

    Caro Tommaso
    anche questa volta il tuo talento parla meglio di 1000 recensioni.
    Un caro saluto e a presto leggerti

    Antonio

  3. federica carnazza: 15 settembre 2011 | 19:56 |

    Lettura davvero interessante ed evidentemente vera ! Tanti sinceri complimenti, Tommaso !

  4. Tommaso Occhiogrosso: 15 settembre 2011 | 20:14 |

    …grazie a piccoli e sinceri gesti d’apprezzamen to che comprendo quanto sia vera questa mia battaglia…
    Sinceri complimenti ai lettori che producono ‘movimento’ culturale; sinceri complimenti a chi promuove condivisione culturale!

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