COSA SONO I REFERENDUM
Il Referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancito all’art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, e l’esito referendario è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo.
Sono quattro le tipologie di Referendum contemplate dalla nostra Carta
Costituzionale:
- il referendum abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge;
- quello sulle leggi costituzionali e di revisione costituzionale;
- quello riguardante la fusione di regioni esistenti o la creazione di nuove regioni;
- quello riguardante il passaggio da una Regione ad un’altra di Province o Comuni.
Il referendum abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge (art. 75 della Costituzione), si utilizza come soluzione per abolire una legge già esistente o parte di questa. E’ il caso della consultazione indetta per il 12 e 13 giugno 2011.
L’IMPORTANZA DEL VOTO
I prossimi 12 e 13 giugno, nonostante l’assoluta mancanza di informazioni e i goffi tentativi di “censura preventiva” esercitati a livello legislativo da parte del governo, tutti gli elettori saranno chiamati ad esprimersi su questioni di fondamentale importanza che riguardano da vicino il nostro presente e il nostro futuro. Temi come la gestione pubblica del servizio idrico, come la costruzione di centrali nucleari o come la difesa del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, non possono passare inosservati ed essere derubricati come l’ennesima, inutile e dispendiosa consultazione elettorale in un Paese dove la democrazia è assai malandata.
Allora, a dispetto di ogni ostracismo, è necessario offrire ai cittadini stessi quegli spunti di analisi e di riflessione fino ad oggi preclusi dai mass media principali, soprattutto stampa e Tv. Solo la Rete, in controtendenza, sta costituendo un prezioso supporto ed anche il MyLEMON BLOG, ovviamente, ha ritenuto di dover offrire il proprio contributo in tale direzione. Tuttavia, così come è vero che non si può tenere all’oscuro la popolazione rispetto a certi argomenti, è altrettanto importante informarla nel più totale rispetto della sua autonomia critica, senza provare a plasmarne il pensiero. Perchè il voto è democrazia, è un diritto e un dovere civico, è la grande opportunità di decidere consapevolmente per noi stessi e per i nostri figli.
Dunque, rendiamola concreta questa opportunità: andiamo a imporre la nostra volontà recandoci alle urne ai Referendum del 12 e 13 giugno 2011. Che si voglia dire SI o NO, è decisivo assecondare la propria coscienza e utilizzarla per raggiungere il quorum. Dimostriamo che ci interessa ancora la vita nel nostro Paese!
PERCHE’ E PER COSA SI VOTA
I Referendum popolari abrogativi del 12 e 13 giugno 2011 sono stati indetti attraverso decreti del Presidente della Repubblica pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
Ecco i quattro quesiti oggetto della consultazione:
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SCHEDA ROSSA (ACQUA 1) – MODALITA’ DI AFFIDAMENTO E GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI DI RILEVANZA ECONOMICA.
Vuoi che la gestione del servizio idrico sia pubblica o privata?
Il quesito che troveremo sulla scheda:
“Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea”, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?”
SPIEGAZIONE
L’abrogazione di questo articolo vieterà gli affidamenti di gestione del servizio idrico a società di capitali, concedendo tale gestione ad enti di diritto pubblico con la partecipazione di cittadini e comunità locali.
COSA CAMBIA COL VOTO
Se vince il SI: la gestione del servizio idrico è affidata a enti pubblici.
Se vince il NO: la gestione del servizio idrico può essere affidata ad aziende private.
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SCHEDA GIALLA (ACQUA 2) – DETERMINAZIONE DELLA TARIFFA DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO IN BASE ALL’ADEGUATA REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO. ABROGAZIONE PARZIALE DI NORMA.
Vuoi che il gestore del servizio idrico possa ottenere profitti garantiti sulla tariffa, ovvero aumentare la bolletta se lo ritiene necessario?
Il quesito che troveremo sulla scheda:
“Volete Voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”
SPIEGAZIONE
La parte che si vuol modificare con questo referendum riguarda il comma che permette al gestore del servizio idrico di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% senza collegamento a reinvestimenti per il miglioramento del servizio. Significa che le tariffe dell’acqua possono essere aumentate arbitrariamente, giustificandole con investimenti.
COSA CAMBIA COL VOTO
Se vince il SI: le aziende possono farsi pagare solo le spese di manutenzione degli impianti.
Se vince il NO: le aziende private che gestiscono la fornitura di acqua possono decidere il prezzo ed ottenere profitti garantiti sulla tariffa.
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SCHEDA GRIGIA – NUOVE CENTRALI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA NUCLEARE. ABROGAZIONE DI NORME.
Nota Bene: Nonostante la recente approvazione da parte del governo della moratoria sul nucleare in Italia, il referendum si terrà regolarmente a giugno.
Il quesito in sintesi:
Sei a favore o contro la costruzione di centrali nucleari nel territorio italiano?
Il quesito che troveremo sulla scheda:
“Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti:art. 7, comma 1, lettera d): realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare.”
SPIEGAZIONE
Con questo quesito referendario si chiede l’abolizione una parte del decreto legge (“disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge “con modificazioni” il 6 agosto dello stesso anno) che permette la costruzione e l’utilizzo di nuove centrali per l’energia atomica in Italia.
COSA CAMBIA COL VOTO
Se vince il SI: in Italia non verranno costruite centrali nucleari.
Se vince il NO: rimane valido il permesso di costruire centrali nucleari nel nostro territorio nazionale.
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SCHEDA VERDE – CANCELLAZIONE DELLA NORMA CHE PREVEDE IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.
Vuoi che il Presidente del Consiglio e i Ministri possano rinunciare a presentarsi in aula di tribunale, invocando il legittimo impedimento?
Il quesito che troveremo sulla scheda:
“Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l’articolo 2, della legge 7 aprile 2010 n. 51, recante Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”
SPIEGAZIONE
Il referendum chiede la cancellazione totale della legge che permette a premier e ministri di non presentarsi in udienza invocando il legittimo impedimento, ovvero l’impossibilità di presentarsi davanti ai giudici derivante da impegni istituzionali. In origine la norma consentiva al premier e ai ministri di autocertificare il proprio impedimento; dopo la sentenza della Consulta invece l’impedimento deve essere stabilito dal giudice, che tuttavia difficilmente può negarlo.
COSA CAMBIA COL VOTO
Se vince il SI: il legittimo impedimento viene cancellato, i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge.
Se vince il NO: il legittimo impedimento rimane invariato, premier e ministri possono invocarlo per non presentarsi in aula giudiziaria.
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QUANDO SI VOTA
Le operazioni di voto si svolgeranno:
Domenica 12 giugno 2011, dalle 8:00 alle 22:00;
Lunedì 13 giugno 2011, dalle 7:00 alle 15:00.
DOVE SI VOTA
Gli elettori devono votare nel proprio Comune di residenza, nella sezione elettorale indicata sulla prima facciata della tessera elettorale.
Si fa eccezione a quanto sopra solo per le seguenti categorie di elettori:
- coloro che si presentino muniti di una sentenza della Corte d’appello o della Corte di Cassazione che li dichiari elettori del Comune pur in assenza di residenza;
- coloro che si presentino muniti dell’attestazione del sindaco di ammissione al voto;
- i membri del seggio, compresi i rappresentanti di lista presso la sezione elettorale e gli ufficiali e gli agenti della Forza pubblica in servizio d’ordine presso i seggi, anche se siano iscritti nelle liste di altre sezioni del Comune o residenti presso altri Comuni purché muniti della tessera elettorale;
- gli elettori non deambulanti, i quali sono ammessi al voto in una sezione appartenente ad un Comune ricadente nel medesimo collegio provinciale nel quale è compresa la sezione nelle cui liste l’elettore stesso è iscritto, purché muniti della tessera elettorale e di un’attestazione medica rilasciata dall’unità sanitaria locale attestante l’impedimento;
- gli ammessi al voto domiciliare iscritti in altra sezione dello stesso Comune che abbiano indicato, quale loro dimora, un indirizzo di abitazione ricompreso nell’ambito territoriale della sezione.
Anche gli elettori italiani residenti all’estero possono votare per ogni referendum con le stesse modalità delle elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano. Il voto avviene tramite posta.
Nel caso dei referendum di giugno 2011, la busta con le schede va spedita in modo che arrivi al Consolato entro e non oltre le ore 16 di giovedì 18 giugno (ma sarebbe bene chiamare il Consolato italiano del Paese ove si risiede per certezza).
Per votare all’estero occorre essere iscritti all’AIRE (l’anagrafe della popolazione italiana residente all’estero).
Se sei un elettore residente all’estero (iscritto all’AIRE) riceverai a domicilio, da parte del Consolato, il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto. Segui attentamente le istruzioni e ricorda di osservare le date indicate per spedire all’Ufficio consolare la busta preaffrancata contenente la busta anonima con le schede votate.
Se non si riceve il plico elettorale, potrai recarti di persona al Consolato per verificare la tua posizione elettorale: se il tuo nominativo già figura nell’elenco degli elettori in possesso dell’Ufficio consolare potrai ottenere un duplicato del plico elettorale, mentre in caso contrario potrai chiedere al Consolato di attivare le procedure per essere aggiunto all’elenco degli elettori.
Meglio quindi essere prudenti, e accertare la propria posizione adesso!
E’ infine possibile il cosiddetto “voto assistito”. Gli elettori, infatti, che soffrono di una menomazione fisica tale da impedigli di votare autonomamente (ad esempio i ciechi, gli amputati di entrambe le mani, ecc.) possono farsi assistere in cabina da un altro elettore.
Per usufruire di questo diritto è sufficiente presentare al presidente del seggio un certificato rilasciato da un medico dirigente dell’Azienda Sanitaria o, per i non vedenti, il libretto nominativo rilasciato dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps), oppure richiedere all’Ufficio Elettorale l’apposizione di un timbro speciale sulla tessera elettorale, presentando la seguente documentazione:
- la carta di identità o altro documento di riconoscimento (patente, passaporto, ecc.);
- la tessera elettorale rilasciata dal Comune;
- certificato medico che attesti l’invalidità fisica permanente. Gli elettori non vedenti, per essere ammessi al voto assistito, è sufficiente che esibiscano il libretto nominativo rilasciato dall’Inps.
La tessera con il timbro del Comune esonera l’elettore dall’esibire al presidente di seggio il certificato medico in tutte le elezioni.
La richiesta del certificato medico per avere diritto ad essere accompagnati in cabina va fatta presso una delle sedi degli ambulatori medici, senza bisogno di appuntamento.
Durante le giornate di sabato 11 giugno e di domenica 12 giugno non sono aperti gli ambulatori; in caso di assoluta necessità la richiesta della certificazione deve essere rivolta direttamente al medico reperibile di pronta disponibilità – tramite il centralino dell’Azienda Ospedaliera della propria città.
L’accompagnatore deve essere in possesso della tessera elettorale, e non può svolgere questa funzione di sostegno per più di una persona.
Sulla tessera elettorale, all’interno dei uno degli spazi per la certificazione del voto, il presidente del seggio vi appone una apposita annotazione (“accompagnatore”, con data e firma, senza apporre il timbro della sezione elettorale).
[Fonte: http://www.esteri.it]
In alcuni casi, sono previste agevolazioni di viaggio per quegli elettori che devono recarsi nel Comune nelle cui liste sono iscritti. Di norma, c’è la riduzione del 60% per l’acquisto di biglietto ferroviario e sui traghetti. Inoltre, sono previste anche tariffe agevolate per l’acquisto del biglietto di andata e ritorno – nella misura del 40% – per i viaggi aerei effettuati sul territorio nazionale. L’importo massimo rimborsabile, comunque, non può essere superiore a 40 euro per ogni elettore (Legge 26 maggio 1969, n. 241 e successive modifiche).
Altre notizie sui rimborsi di viaggio possono essere reperite sui siti http://www.trenitalia.com/, http://www.tirrenia.it/ e http://www.alitalia.it/.
ATTENZIONE
Per la validità di ogni quesito referendario è necessario il raggiungimento del quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Se il quorum non verrà raggiunto, non solo le cose rimarranno invariate ma avremo perso tutti una ulteriore occasione per far valere il nostro diritto di determinare in modo decisivo le prospettive sociali e democratiche della Nazione.
Di questi Referendum, come si è detto, si è sentito parlare poco o per niente. Ma il dato più allarmante è che in un sondaggio del mese scorso appena tre italiani su quattro ne erano a conoscenza; e di quei tre, solo il 7% aveva nozioni abbastanza approfondite sui quesiti.
Per questo era un doveroso atto di responsabilità cercare di spiegare ai cittadini di cosa si tratta e quali questioni sono in gioco, ed è di vitale importanza partecipare in massa alla consultazione. Il 12 e 13 giugno, dunque, ANDIAMO TUTTI A VOTARE, anche se in quei giorni farà un caldo pazzesco e saremo tentati da una fuga al mare o in montagna.
LA DEMOCRAZIA CI HA DATO APPUNTAMENTO… NON FACCIAMOLA ASPETTARE!
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David Incamicia
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4 commenti a: “Speciale Referendum 2011, appuntamento con la democrazia!”
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Aggiungo per gli elettori italiani residenti all’estero che se non hanno ricevuto la busta con le schede é possibile che non siano iscritti all’AIRE ; in tanti pensano che questa iscrizione venga fatta automaticamente, ma non é il caso. E importante esercitare i propri diritti anche se si risiede all’estero. Informatevi presso i consolati sulla riduzione della Tirrenia IRE Mare, che era stata sospesa per il 2011. Per i sardi residenti all’estero, sappiate che non potranno beneficiare del contributo regionale per le spese di viaggio, in quanto i referendum di Giugno non sono abrogativi. Potranno beneficiare comunque del contributo specificato nell’articolo della MyLemon, che riguarda tutte le regioni. Grazie per non dimenticare che gli italiani sono dovunque.
Grazie a Te, Ornella, per le preziose precisazioni.
scusami ma nella tua informazione tecnicamente corretta manca volutamente un concetto fondamentale , il non voto è comunque un espressione di voto, lo desumi “a contrario” propio dal fatto che il referendum ha bisogno di un quorum per essere valido, pertanto non tutti quelli che non andranno a votare sono disinformati dai “goffi tentativi del governo”c’è tanta gente che si esprime democraticamente con un non voto e va bene così
Renato, ovviamente rispetto coloro che optano in modo consapevole per l’astensione, utilizzandola alla stregua di uno strumento – a sua volta “tecnico” – per esprimere il proprio dissenso che il più delle volte è antisistemico. Non sento, tuttavia, di considerare tale opzione come “democratica”. La democrazia, per definizione, si concreta nell’esercizio pieno, libero e maturo del diritto di ognuno a compiere delle scelte che influenzano la propria vita e quella altrui. Senza filtri. E’ la “vox populi” di antica memoria che si afferma sul piano della sostanza politica e sociale lasciandosi ascoltare, in modo vincolante, da parte delle istituzioni. Non approfittare di questa straordinaria opportunità, specie nei referendum che sono essi stessi promanazione dell’iniziativa popolare, mi pare francamente non condivisibile… In fondo, basta solo una X