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DON’T DREAM YOUR LIFE…

LIVE YOUR DREAMS

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10
giugno
2011

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.A DISTANZA DI 24 ANNI DALL’ULTIMO “REFERENDUM SUL NUCLEARE”, L’ ITALIA – CHE DIPENDE QUASI ESCLUSIVAMENTE DALL’ESTERO PER IL SUO APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO – VIENE CHIAMATA ANCORA UNA VOLTA AD ESPRIMERSI IN MERITO AL NUCLEARE..
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▼AGORÀ: LABORATORIO DI DEMOCRAZIA DIGITALE ®▼

[symposium-forum]


COSA NE PENSI?

- …PENSIAMOCI SU… IL FUTURO É ADESSO!!!

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La questione del nucleare in Italia ha radici profonde nella storia recente del nostro paese e nel contempo è stata ed è fonte di forti dibattiti e di accese e vivaci discussioni.
Il disastro di Chernobyl del 1986 portò l’Italia ad un referendum abrogativo l’anno successivo che ‘di fatto’ decretò l’abbandono, da parte del nostro paese, della volontà di ricorrere al nucleare come forma di approvvigionamento energetico.
In attuazione di tale referendum, infatti, nel 1988 il Governo italiano, in sede di approvazione del nuovo «Piano energetico nazionale», deliberò la moratoria sull’utilizzo del nucleare da fissione quale fonte energetica, lanciando nello stesso tempo un programma per l’arresto, a breve, della produzione di combustibile nucleare.
In seguito, tale posizione fu consolidata, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, da varie delibere del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) che disposero la chiusura definitiva degli impianti nucleari.
A distanza di un quarto di secolo, la questione rimane ancora viva e profondamente sentita, al punto da esser affrontata nuovamente in un referendum.
Nel corso di questi 25 anni le posizioni discordi, all’interno del dibattito che si è venuto a creare, hanno portato sia a considerare come concreta la possibilità di costruire centrali nucleari in Italia, e sia, al contrario, a ritenere le conoscenze in possesso su queste tecnologie come superficiali e carenti, e altresì a giudicare incompleta e immatura la capacità di valutare e gestire i possibili rischi derivanti dall’avere centrali nucleari sul territorio del nostro paese. Il popolo italiano, diviso tra diverse posizioni discordi, se non proprio agli antipodi, è arrivato al 12 giugno, data importante in cui sarà nuovamente chiamato a decidere del proprio futuro.
IL TEMPO PER PENSARE E DECIDERE E’ ORMAI AGLI SGOCCIOLI!!!
Può aiutare a riflettere l’esperienza di un gruppo di sette ragazzi, che ha scelto di privarsi della propria libertà e di rinchiudersi in un rifugio da cui non uscirà fino a referendum fatto.
I giovani hanno deciso di simulare l’esplosione di una centrale nucleare e di vivere, di conseguenza, secondo opportune e precise regole di radioprotezione: al chiuso, senza cibo fresco e con internet ed una web cam come soli strumenti per comunicare all’esterno. Un modo forte per far sentire le proprie ragioni contro la prospettiva di costruire centrali nucleari in Italia, che mettano a rischio il loro futuro. Una sorta di “grande fratello” ma, questa volta, utilizzato per una “giusta causa”.
Sulla stessa questione si è pronunciata anche un’esponente di grande rilievo del panorama scientifico internazionale: Margherita Hack, astrofisica italiana, ritiene che oggi in Italia si possa fare a meno del nucleare, perché gli italiani sono poco affidabili e poco preparati.
Tuttavia, la Hack aggiunge che ciò non significa bloccare anche la ricerca sull’energia nucleare così come successe in Russia dopo il disastro di Chernobyl: ciò sarebbe un grosso errore!
La scienziata è, infatti, dell’idea che non si possa escludere a priori, in futuro, il ricorso all’energia nucleare, e che l’Italia non possa quindi permettersi il lusso non solo di restare indietro ma soprattutto di esser tagliata fuori dalla ricerca per decenni.
Altro importante tassello per una migliore comprensione della questione è l’esperienza di uno dei massimi esperti mondiali, Carlo Rubbia. Il fisico italiano, infatti, da anni ricerca non solo il modo di costruire centrali meno pericolose e, quindi, sicure, ma anche un modo per utilizzare il cesio al posto dell’uranio, o altri combustibili che hanno una vita media molto più breve, al fine di ridurre il pericoloso smaltimento delle scorie.
La ricerca e l’individuazione di combustibili nucleari, alternativi all’uranio, potrebbe rappresentare un passo in avanti nella giusta direzione verso un futuro che non escluda il nucleare dalle nostre vite ma che ne allontani semplicemente i rischi più dannosi.
E VOI, CARI AMICI E CARE AMICHE, CHE NE PENSATE?

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By: MyLEMON

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9 commenti a: “Discussione n.1: LE CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA. UNA STRADA IMPRATICABILE O UNA PROSPETTIVA POSSIBILE?”

  1. maria rosaria martinucci: 10 giugno 2011 | 07:34 |

    Interessante dibattito, che mi vede simpatizzare molto per il gruppo di ragazzi che ha scelto di rimanere al chiuso, a simboleggiare un’eventualità possibile nel percorrere la scelta del nucleare.
    I giovani hanno una grande capacità di veicolare messaggi potenti, un Grande Fratello, con finalità molto alte!
    La posizione della Hack, mi sembra una posizione degna di rispetto, non ritenere l’italia preparata al nucleare lo condivido pienamente, non lo siamo per rischi molto minori, figurarsi una catastrofe nucleare.
    Direi che mi posiziono tra queste due posizioni e affermo con decisione il mio NO al nucleare NI
    a continuare eventualmente la ricerca, l’utilizzo di combustibili alternativi all’uranio, la sento solo un modo di allontanare un pò il rischio maggiore, ma non eliminarlo!
    Complimenti per l’iniziativa!

  2. donatella: 10 giugno 2011 | 11:57 |

    Personalmente sono favorevole all’utilizzo di energie alternative (ancora così poco considerate per lo meno in Italia, per svariati motivi che qui non sto ad indagare), e spaventata dal nucleare, soprattutto per i rischi che questo comporta. Sono dell’idea che – allo stato attuale delle conoscenze in nostro possesso – saremmo assolutamente impreparati a far fronte ad un’emergenza se ce ne fosse bisogno (l’esperienza, nota a tutti, di Fukushima dovrebbe insegnarci qualcosa). Ma ritengo anche che, come un secolo fa eravamo spaventati da altre scoperte e strumenti (poi valutati in maniera differente e positiva, una volta testati e perfezionati), dovremmo darci una possibilità.
    Quindi, potendo risolvere il problema del reperimento dei fondi – la qual cosa non è comunque irrisoria!!! – mi sembra che potrebbe avere un senso continuare nella ricerca. Ma, ribadisco, per ora NO AL NUCLEARE!!!
    P.S.: davvero un grazie per la possibilità offerta dal progetto Agorà di esprimere le proprie opinioni su diversi temi interessanti che ci riguardano da vicino, in maniera libera e democratica, oltre che costruttiva!!
    W la democrazia, W la libertà!!

  3. Giovanna Portanova: 10 giugno 2011 | 12:29 |

    non è un monosillabo a risolvere il dubbio ..ma la conoscenza e l’informazione ,che, per quanto riguarda il nucleare,sono molto carenti e troppo politicizzate.Il nucleare non può essere affrontato con la logica delle multinazionali o del pressing di una crisi economica …il nucleare è una scelta che potrebbe aprire le porte ad un grande progresso ..ma anche chiudere le porte alla vita dei nostri figli !!!Quindi il primo dovere nei confronti del futuro è riconoscere i propri limiti conoscitivi …quando sul nucleare saranno sciolti tutti i dubbi “nocivi”…potremo ragionare sull’inserimento delle centrali nucleari .Allo stato attuale e sulle esperienze precedenti ..no a questo nucleare presente ..sì alla ricerca ed ad un attento studio scientifico sui vantaggi di questa energia

  4. Pettinella Vincenzo: 10 giugno 2011 | 13:22 |

    Senza energia non c’è competizione e tanto meno produzione,non è giusto approfittare dei figli degli altri per commentare quelle disgrazie che causano le centrali,perchè se dovessero esplodere quelle che ci vendono oggi l’energia a costi che non ci consentono di essere competitivi sul mercato….ebbene preparate pure le macchine fotografiche, perchè in tal caso le foto saranno le nostre ugualmente anche non avendo centrali e strapagando quella fornitura di energia.il Garofano forestiero Rosso.

  5. Stefania Catalano: 10 giugno 2011 | 14:43 |

    Per quanto mi riguarda la ricerca sul nucleare nn è giusto si fermi perchè ritengo che è il concetto di ricerca che nn deve essere stoppato. Credo fermamente che le energie alternative possano rappresentare sopratutto per il ns.paese una valida alternativa visto che abbiamo il vantaggio di stare in una posizione geografica ottima; quindi con possibili variabili su cui poter e dover investire.A mio modesto parere nn esiste sicurezza sul nucleare oltretutto abbiamo già problemi a smaltire le vecchie scorie,aggiungerne altre mi sembra assurdo e in un contesto come il nostro dove neanche i rifiuti normali sono trattati a dovere per nn aggiungere altro! Può passare l’idea che le energie alternative nn bastino ma rinunciare prima di iniziare mi sembra voler soccombere all’inizio, anche il nucleare ha costi elevati!Proviamo a pensare ad un futuro migliore per tutti ma sopratutto per i nostri figli ai quali abbiamo il dovere di consegnare una eredità responsabile.SC

  6. Angela Scalera: 10 giugno 2011 | 16:06 |

    Personalmente sono favorevole alla continuazione della ricerca sul nucleare.Molto spesso viene presentato come un male da combattere o come una miracolosa pozione per risollevare l’economia nazionale.Io penso che esso rappresenti un’opzione energetica come le altre con i suoi “pro” ed i suoi “contro” e che vada utilizzata nella giusta misura.Sono favorevole perchè l’uso del nucleare ridurrebbe la dipendenza occidentale dal petrolio mediorientale e questo potrebbe tradursi in una maggiore stabilità del sistema economico nazionale.E poi è risaputo che le centrali nucleari non producono anidride carbonica ed ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell’ozono e dell’effetto serra.Certo la storia ci insegna che dall’incidente di Chernobyl la sicurezza delle centrali nucleari è diventata uno dei principali aspetti critici dell’energia nucleare per uso civile.Ma negli ultimi anni il progresso tecnologico ha notevolmente migliorato la sicurezza delle centrali nucleari dotate di reattori di ultima generazione.Per cui apriamoci alle innovazioni e non chiudiamo il futuro nostro e dei nostri figli soprattutto se serve a migliorare il nostro modo di vita anche se credo che ciò che deve cambiare essenzialmente è il nostro modo di vedere e considerare le innovazioni ,la nostra attitudine verso ciò che è nuovo e sconosciuto!

  7. morena: 10 giugno 2011 | 19:47 |

    La mia prima considerazione rispetto all’esperienza drammatica di Fukushima è che non si sia trattato di un errore umano,bensì sismico,dunque questo tipo di rischio rimane,almeno per ora ineliminabile, inoltre il rischio nucleare è esponenziale: più aumenta il numero dei reattori e più aumenta il rischio.
    Il secondo problema,è dato dalle scorie,ad esempio in Francia parte di queste sono conservate in depositi,ma tutta l’altra parte,chissà dove la portano? Forse in Africa?!
    I depositi richiedono controlli per lunghissimi anni,ai figli dei nostri figli cosa lasceremo in eredità? Ovvio i depositi oltre ai costi.
    No al nuclerare,Si alla ricerca di fonti energetiche alternative,anche se, non mi sento di scrivere a cuor leggero di non continuare la ricerca sul nucleare,ma per ora solo come ricerca. Complimenti al progetto Agorà!

  8. Little: 12 giugno 2011 | 12:54 |

    Il discorso non dovrebbe limitarsi ad un si o un no, rimane comunque anche un discorso economico. E vero che ci sono energie alternative… ma il costo é ancora elevatissimo. L’Italia del 2011 e la sua economia, hanno i budget che permettano di implementare l’energia solare, l’energia eolica, and so on ? Gli italiani, sono pronti a pagare una fattura ancora più elevata per l’energia ?….. Il fatto di dire no al nucleare in Italia, non eliminerà di certo le centrali nuclerai presenti in Francia (58 reattori, 2° paese produttore di energia nucleare al mondo),in Belgio… solo per citarne due…. Un incidente tipo quello giapponese in un paese cosi vicino, avrà degli effetti pure in Italia…. Sono d’accordo con il commento di Angela : continuare la ricerca sul nucleare come fonte di energia, aumentandone la sicurezza.

  9. Sergio Marchetti: 4 agosto 2011 | 12:10 |

    Ho letto al volo e velocemente le considerazioni contenute nell’ottimo quesito posto sul nucleare e tutte le risposte. Secondo la mia opinione hanno tutti una parte di ragione, dimostrando anche grande ragionevolezza e obiettività. Purtroppo sono fuoriviati dalla mancaza di conoscenza di alcune valide soluzioni alternative che, per mancanza di tempo, cercherò di descrive quanto prima, per dare con piacere un contributo, spero interessante, a questo importante argomento

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