21
marzo
2011
La lettura di questo libro equivale ad un viaggio dentro la città di Istanbul, come quello che intraprende Armanoush accompagnata da Asya…Un viaggio che, oltre lo spazio fisico di un luogo al limite tra due mondi, l’occidente e l’oriente, fluisce anche nel tempo storico di quasi vent’anni.
L’autrice accompagna il lettore attraverso gli umori e i pensieri di una famiglia di sole donne, dentro un tipico konak istanbulita, pieno di profumi di cibo cucinato con sapienza e spezie, semi e frutti di una terra ricca di rituali gastronomici e magici. Il soprannaturale qui, spiega l’autrice attraverso le parole di una protagonista, è un’esperienza trasversale. Prescinde dai formalismi e dai dogmi religiosi, semplicemente è presente. Istanbul è un autentico crogiuolo di culture e credenze dove ogni gruppo vive la sua unicità ed insieme convive. Più si avanza nella trama del racconto, più le persone e la città stessa si rivelano. Così come il vento salmastro che soffia tra i vicoli e le piazze , sembra di sentirlo sulla propria pelle, anche i sapori e gli odori delle vivande si avvertono sulla lingua e nel naso. È un’esperienza percettiva .
La storia si dipana sulle vicende intrecciate fra loro di due famiglie, una armena
della diaspora ed una turca, e sulle conseguenze derivate dall’incontro.
La celebrazione del passato, segnato dalle atrocità di un genocidio, rappresenta il legame fortissimo con le proprie origini della famiglia armena cui appartiene la giovane Armanoush, ma anche un lascito di rancore ed una visione viziata del
futuro.
A questo si contrappone l’oblio del passato e la ricerca di opportunità nel futuro cui tende la famiglia turca, cui appartiene la giovane Asya , dalle tendenze nichiliste.
L’antitesi tra queste due famiglie risulta essere la metafora della reale contrapposizione e visione del mondo di due popoli.
Il tutto visto attraverso il prisma delle relazioni parentali e non, nel faticoso equilibrio tra amore ed odio delle dinamiche di famiglia.
L’intreccio che alla fine si scoprirà tra i destini delle due ragazze rappresenta il culmine di una narrazione ricca di passaggi tra passato e presente; la scrittura intensa , carica di immagini ed emozioni, fa della lettura di questo romanzo un’esperienza ricca, e per me una rivelazione.
.
Gioia Francisci
————————–Informazioni sul Libro——————————
——“La bastarda di Istanbul”
——–di Elif Shakaf
——–BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2009
——–pp. 388, brossura
——–€ 9,50
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