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DON’T DREAM YOUR LIFE…

LIVE YOUR DREAMS

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24
marzo
2011

E va bene, ho scritto un libro, l’ho pubblicato, ho goduto di gratificazioni e un discreto “successo”, ma per favore, non chiamatemi scrittore. Non lo accetto. È un appellativo che non mi si addice, come un abito largo di due misure.

Non appartengo al mondo della letteratura. Sono un emergente, santo iddio: appartengo al mondo dell’emergenza!

Uno scrittore non paga per esser pubblicato. Io invece l’ho fatto.

Per render meglio l’idea, vi racconto un aneddoto.

Ultimamente ho ripescato dalla scatola dei giochi, un vecchio passatempo: avevo necessità di studiarne i segreti e rimescolarli in forma poetica, per un capitolo del mio nuovo lavoro.

Il cubo magico. Meglio conosciuto come cubo di Rubik.

Inutile dire che l’ho fissato e coccolato tra le mani per un buon quarto d’ora, e viste le mie incapacità matematiche, ho rinunciato fin da subito a sciogliere il mistero di questo strano rompicapo.  Ho interrogato Mr. Google (che sa sempre tutto, come dice la mia amica Ro*) e ho atteso l’oracolo.

Ho così scoperto per esempio, che il cubo di Rubik è il giocattolo più venduto al mondo con oltre 300.000.000 di pezzi venduti (escluse le imitazioni!). E non solo: l’aspetto più allarmante e sadico è che le possibili combinazioni sono appena 43.252.003.274.489.856.000. Ora, devo essere sincero, quando ho visto questa cifra, non ero nemmeno in grado di pronunciarla. Mr.Google mi ha aiutato ancora una volta. Quarantatre miliardi di miliardi e… rotti, dove i “rotti” sono poche migliaia di centinaia di decine, insomma.

Ero sul punto di riporre l’oggetto nella scatola, quando la mia attenzione è caduta su alcune righe descrittive.

Non tutti i cubetti, tuttavia, ruotano”.

In che senso? Ho riletto l’articolo e mi sono dato dell’idiota.

I cubetti centrali non ruotano mica! In effetti, se avessi smontato il cubo, avrei scoperto che esso conta ventisei pezzi. Detto fatto, l’ho smontato. Ho raccolto per l’esattezza otto spigoli e dodici angoli. I pezzi centrali sono rimasti incollati al cuore, al fulcro che consente la rotazione dei tasselli. Tutto dunque mi è stato chiaro: i pezzi centrali, definiscono il colore della facciata da comporre, e di conseguenza gli spigoli corrispondenti evidenziano il colore delle facciate relative.

Esempio. Ho uno spigolo rosso (di fronte), giallo (di sopra) e blu (a sinistra): la facciata superiore dovrà essere di colore giallo e quindi anche il tassello centrale avrà quel colore. Così anche la faccia sinistra di colore blu. Ma cosa scopro? Che la mia facciata (quella che ho di fronte) è di colore giallo, di conseguenza il tassello superiore (giallo) è posizionato male: infatti la facciata blu è a destra (tassello centrale) non a sinistra!

Ci siete fin qui? Ho quasi terminato.

Scartabellando i documenti di Mr.Google, infine, mi sono imbattuto in algoritmi. Sì, matematica.

Ostinato, ho proseguito.

Gli algoritmi relativi al cubo di Rubik, sono nient’altro che ‘mosse’ mnemoniche da imparare.

Tutto qui. Per farla in breve, dopo cinque giorni ho risolto il cubo, l’ho disfatto e l’ho risolto finché non mi sono annoiato.

Morale:

Il percorso dell’esordiente somiglia un po’ al rompicapo di Rubik.

È nient’altro che una faccia da costruire. Una fra tante,  nelle mani dell’editore X.

Senza arzigogolare troppo sulla metafora, pongo un quesito:

Non sarebbe più logico che gli editori seguissero una certa etica nella selezione dei testi da pubblicare? Debbono necessariamente sfornare cento e passa titoli all’anno?

Analizzando e riducendo ai minimi termini la questione, è evidente che gran parte degli editori, risultano essere poco più che tipografi.

Adesso seguite queste istruzioni:

  1. Andate dal vostro commercialista;
  2. Chiedete che vi sia affidata una partita iva;
  3. Aprite un browser e digitate esattamente queste parole: “BOOK ON DEMAND”;
  4. Visitate un sito qualsiasi e testate nella sezione dedicata, la pagina relativa ai Preventivi Online;
  5. Come parametri inserite: 100 copie, bianco e nero, brossura, copertina a colori solo fronte (o magari anche solo bianco e nero, dipende molto dalla creatività!);
  6. Ripetete queste operazioni visitando più siti e aziende che offrono questo servizio;
  7. Confrontate i preventivi e sceglietene uno (magari quello più economico, giusto per fare un esempio!);
  8. In un momento d’estasi, rapiti da ispirazione fulminante, create un nome per la vostra attività, badando bene ad aggiungere la dicitura EDITORE o EDIZIONI, (per esempio Non Sono EDITORE etc…);
  9. Presentatevi sui social network e sui blog di competenza e lanciate ufficialmente la vostra azienda;

Vi assicuro che nel giro di pochi giorni, la vostra posta elettronica sarà intasata da e-mail contenenti allegati in pdf/word con manoscritti di diversa natura e tipologia.

Sceglietene una decina e inviate la stessa lettera di presentazione, dicendo che “visto il difficile momento editoriale, è richiesto un contributo irrisorio di 500,00 euro”.

Diciamo che su dieci, quattro accetteranno.

Ripescate altre mail e altri allegati, fino a quando non toccate quota dieci (giusto per iniziare, s’intende!).

Quando rientreranno alla base dieci contratti firmati ….

COMPLIMENTI!!! Avrete tra le mani il vostro cubo magico, avrete costruito un’attività editoriale senza nemmeno spendere un solo centesimo, perché s’intende, in giro ci sono portali che offrono servizi di stampa anche a quattro cento euro …. Quindi, cercate bene!

Dopo un anno, inviate una lettera a ciascun autore, dicendo che l’opera non ha ricevuto gli onori sperati etc. etc. e una serie di lusinghe e ammiccamenti “letterari” che non demotivino l’esordiente.

Dimenticavo. All’autore spetta solo una piccola percentuale (tra l’8-10%), quindi fate bene i vostri calcoli e certamente resterete a galla (in attivo).

Per concludere, una semplice domanda: in vostra coscienza, potrete affermare di esser EDITORI?

Dunque, io sono uno SCRITTORE?!

Forse no, ma se un serio editore avesse creduto in me, non avrei la faccia colorata!

A distanza di un anno (e visti i risultati) perché i primi a credere in me, sono stati solo alcuni lettori casuali?

Parafrasando l’aneddoto, ho cercato di scomporre questo gioco, per vedere cosa c’è dietro il misterioso “rompicapo”, e vi posso assicurare che, siamo solo all’inizio.

In questo gioco di facce da cubo, forse a pagarne le conseguenze, sono i tasselli centrali, ovvero i lettori, attorno ai quali ruotano algoritmi di marketing e bilanci aziendali.

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Tommaso Occhiogrosso
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By: Tommaso Occhiogrosso

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5 commenti a: “Faccia da Rubik: il mondo dell’emergenza”

  1. Cristina Donati: 24 marzo 2011 | 18:35 |

    bellissimo! complimenti :-)

  2. Angela Natale: 24 marzo 2011 | 18:48 |

    va ripubblicato di tanto in tanto….ci voleva proprio questa delucidazione….

  3. Donatella Farina: 24 marzo 2011 | 19:40 |

    Ho trovato il tuo articolo molto interessante! credo che il ‘cubo di Rubik dell’editore’ corrisponda, tristemente, ad un sistema di logiche di mercato che, in un’ottica assolutamente e biecamente consumistica, nulla ha a che spartire con l’etica cui accenni tu..

  4. tommaso: 24 marzo 2011 | 20:10 |

    l’esperienza personale mi ha portato a “smontare” i sogni e analizzarli. il meccanismo è complicato, ma alcuni l’hanno semplificato al minimo… paga e ti pubblichiamo! per fortuna i lettori hanno risollevato le mie sorti. Il mio più grande successo è stata una ‘bocciatura’ da parte di un editore, al quale è piaciuta la mia “penna” ma evidentemente non rispettavo i canoni della loro linea editoriale….meditiamo gente, meditiamo….

  5. Angela Scalera: 24 marzo 2011 | 21:05 |

    Complimenti per l’articolo!Mi ha riportata indietro nel tempo quando anch’io mi cimentavo con quel rompicapo per geni in incognita!!!Non sai quante centinaia di migliaia di neuroni ho perso spremendomi le meningi sulle varie possibilità e ti dirò di più non ci sono mai riuscita:)…ancora adesso monto e smonto mi piace esaminare i pezzi e scandagliare i dettagli della mia vita.Chissà cosa si cela dietro quel cubo magico?…vedremo!:)

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