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14
dicembre
2010

E’ difficile, in tempo di crisi, trovare un lavoro ma per chi ha una disabilità la ricerca si dimostra ancora più complicata. Dai dati di una ricerca Istat dell’aprile 2010 emerge che sono 4,1 milioni i disabili in Italia, di cui 2,6 milioni in età lavorativa, ma il 66% è attualmente fuori dal mercato del lavoro. Un ritardo che la Fondazione Sodalitas, in occasione della “Giornata internazionale della persone con disabilità”, prova a recuperare lanciando, insieme a imprese, istituzioni e associazioni, un laboratorio permanente per favorire l’accesso e la permanenza dei disabili nel mondo del lavoro.

L’iniziativa, ribattezzata “Lavoro & Disabilità”, è composta da aziende impegnate sul tema della gestione e valorizzazione della disabilità nei contesti lavorativi. L’obiettivo è avere un ruolo attivo nella promozione dell’integrazione delle persone con disabilità nei luoghi di lavoro, attraverso sia un’attività di stimolo nei confronti delle istituzioni nazionali e locali che un dialogo costruttivo tra imprese e associazioni di rappresentanza delle persone disabili.

“Il laboratorio – spiega Ugo Castellano, consigliere delegato di Fondazione Sodalitas si inserisce nell’impegno della nostra fondazione per la promozione della Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro, ad oggi sottoscritta da più di 80 imprese che danno lavoro a circa 600mila persone. Crediamo che il diritto al lavoro delle persone con disabilità sia un diritto fondamentale, da promuovere e ribadire in tutte le sedi possibili”.

Un laboratorio permanente con imprese, istituzioni, associazioni di categoria e il mondo dell’istruzione per dare un contributo concreto e per “passare dalle parole ai fatti”, come recita il titolo dell’iniziativa. Un invito raccolto, tra gli altri, da L’Oréal Italia che ha ospitato nella sua sede milanese il convegno.

Diverse le azioni messe in campo dalla multinazionale della cosmetica: “Abbiamo degli esempi di persone che abbiamo inserito con degli accompagnamenti ben riusciti, ma sono ancora molto pochi”. Il laboratorio vuole essere l’occasione per “spingere i nostri collaboratori a una maggiore apertura, cercare di abbattere un pò le barriere, il conservatorismo che c’è, i pregiudizi e dargli la visione di quello che perdiamo nel non poter inserire le persone che hanno, forse sì delle disabilità, ma delle qualità che magari altri non posseggono”.

L’obiettivo è quello di “realizzare un Paese in cui le persone non vengano più discriminate in base alle loro presunte minori capacità ma anzi si faccia di tutto per valorizzarne il talento. Perchè non vogliamo e non possiamo più permetterci di lasciare indietro qualcuno”.

Diverse le iniziative pensate dalle imprese per agevolare l’ingresso dei disabili nel mondo del lavoro, dalle cooperative a progetti di formazione e sensibilizzazione, mentre le istituzioni offrono, talvolta, un tutoraggio finanziato. Un inserimento con protagonista anche il mondo accademico e le realtà dei privati come la Fondazione Cariplo che con il progetto “Lavoro & Psiche” favorisce l’inserimento lavorativo di persone affette da disturbi psichiatrici gravi, i più penalizzati. Una difficoltà di inserimento che, oltre che con una concorrenza sempre più spietata, deve fare i conti con un livello di istruzione più basso: solo l’8% delle persone disabili ha un diploma superiore contro una media del 28%, mentre chi frequenta l’università (i dati sono fermi all’anno accademico 2004-2005) è il 5,4 per mille del totale degli iscritti agli atenei statali.

Un diritto al lavoro sui cui occorre ancora lavorare. “Spero – è l’augurio di Castellano, consigliere delegato diFondazione Sodalitasche nell’arco di pochi mesi il laboratorio possa iniziare a produrre i suoi risultati, ma quello che mi sembra importante e’ che oggi c’e’ la rappresentanza di tutte le realta’ che sono disponibili ad affrontare i problemi in un ottica nuova”. Tuttavia, le imprese aspettano di avere maggiore sostegno da parte delle istituzioni, soprattutto locali, per aiutarle a mettere in moto la loro disponibilità all’inserimento delle persone disabili. Pertanto, c’è ancora molto da lavorare.

“La discriminazione esiste, nel senso – spiega Claudio Messori, direttore dell’Agenzia per il Lavoro dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro che una persona con problematiche psichiatriche difficilmente viene accolta in azienda e abbiamo una serie di difficoltà nella stabilizzazione delle persone disabili con l’assunzione a tempo indeterminato”.

Passare dalle parole ai fatti però, grazie a iniziative come il laboratorio delle imprese, non è più solo una speranza.

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David Incamicia

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By: David Incamicia

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