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DON’T DREAM YOUR LIFE…

LIVE YOUR DREAMS

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7
novembre
2010

Ogni individuo esprime una sua opinione in funzione delle informazioni che ha. Se vi è una montagna, dai profili vari e complessi, gli individui che gli stanno attorno avranno un diverso punto di vista e, in funzione della loro posizione, nello spazio e nel tempo, vedranno una parte della montagna ed una parte delle sue caratteristiche.

Esprimeranno, di conseguenza, il loro punto di vista.

Quale funzione di virtù acquista, allora, la tolleranza nei riguardi dei diversi punti di vista, per chi tende a conoscere tutte le caratteristiche della montagna stessa ???

E’ solo un’intelligente opportunità di acquisire brandelli di conoscenza diversa e complementare, con il fine di una sommatoria dei parziali punti di vista, in modo da avere la tridimensionalità.

Ma non vedo ancora il concetto di virtù nella tolleranza.

Semmai un’opportunità, un’utilità. Se poi un individuo afferma con sicurezza che il proprio punto di vista sia l’unico e contenga tutta la conoscenza dell’insieme, allora si pongono due ipotesi:

  1. si tratta di un falso saggio il quale ha capito che, solo sollevandosi al di sopra della montagna, si acquisisce la completa conoscenza della stessa, almeno esternamente. La sua saggezza è falsa perché la sommità della montagna non corrisponde all’infinito alto e irraggiungibile: punto che si identifica con l’Energia generante ed ingenerata;
  2. si tratta di un illuso. E se tenta di imporre le sue idee, di omologarti, di appiattirti, di imbonirti, di pastorizzarti e ti insulta, anche qui la tolleranza, come virtù che suggerisce di sopportare, non può, né deve trovare applicazione. Voltaire ha detto: “Non condivido le tue idee, ma mi batterò perché tu possa esprimerle“. Esprimerle, non metterle in pratica, se queste idee violano le mie e le mortificano o, solo, le condizionano.

La riconosciuta possibilità ad altri di esprimere le proprie idee non significa affatto il doverle condividere. Sarebbe, infatti, se avessimo tutti idee identiche, come trovarsi nello stesso punto di vista, senza individualità. Come un clone.

Non vi è tolleranza per chi tenta di imporre le proprie idee.

La religione di chi ricerca la Verità è il dubbio.

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Mimmo Martinucci

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By: Mimmo Martinucci
Categoria CULTURA, SOCIETÀ

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11 commenti a: “La tolleranza è una virtù?”

  1. Maurizio Ruffino: 7 novembre 2010 | 00:51 |

    Scrivi che la religione di chi cerca la verità è il dubbio, ma ciò presuppone l’impossibilità di “mettere insieme” i diversi punti di vista di coloro che, per continuare il tuo esempio, vivono ai bordi della montagna e, da tale impossibilità, l’inutilità della ricerca.
    In qualche modo, quindi, la tua affermazione nega l’esistenza stessa della verità.
    Ora, se la religione di chi cerca la verità è il dubbio e la verità non esiste, allora anche tale religione è vana ed il dubbio stesso è inutile.

  2. Mimmo Martinucci: 7 novembre 2010 | 11:02 |

    Il dubbio è la posizione di chi non nega una possibile quantità di Verità dell’altro. Lo scambio dei punti di vista arricchisce tutti e due: due brandelli di verità fanno un brandello più grande. Questo permette virtualmente di elevarsi di un gradino e vedere un panorama leggermente più ampio. La Verità assoluta è irragiungibile… sarebbe la Conoscenza assoluta.
    Il dubbio ti pone sempre la domanda del perchè gli altri la pensino diversamente. Ognuno ha input diversi e l’acquisizione degli input altrui, comunque, arricchisce ed avvicina alla Verità. Chiaramente il dubbio non è, di per sé, una religione, ma uno stato d’animo, uno stato mentale di chi non si accontenta.

  3. mirta: 7 novembre 2010 | 12:57 |

    “Non condivido le tue idee, ma mi batterò perchè tu possa esprimerle…” (VOLTAIRE)
    Una frase preziosa, da tenere sempre in mente, punto di partenza per cambiare.

  4. Elisabetta Polatti: 7 novembre 2010 | 17:38 |

    la tolleranza trova il suo limite invalicabile quando nega la libertà e si impone come unica verità. fino a che punto io posso tollerare un sistema di idee che negando l’uomo, possono informare e giustificare l’abuso e la violenza in nome di una presunta verità?

  5. Mimmo Martinucci: 7 novembre 2010 | 17:51 |

    Per Elisabetta: infatti in quel caso non vale più la tolleranza… ma si deve combattere per legittima difesa.

  6. MyLEMON: 7 novembre 2010 | 18:36 |

    La religione di chi cerca la Verità è il Dubbio, sono convinta di questo, il dubbio è per me una forza che mi incita a cercare ancora, mi da la possibilità di cercare i tanti pezzi che mi saranno utili a formare il quadro che il mio essere, alla fine dei giorni, avrà tessuto. La tolleranza è l’intelligenza che in ogni essere, pronto per la ricerca, si apre, per ricevere, accettare, convogliare il tutto che gli si presenta lungo il cammino

  7. MyLEMON: 9 novembre 2010 | 07:36 |

    la tolleranza ha in sè una sorta di superiorità…se tollero mi pongo su un piano diverso dal confronto…

  8. Miriam Ravasio: 9 novembre 2010 | 09:09 |

    ‎”la religione di chi cerca la verità è il dubbio”… Quanto è vero!
    Linko l’articolo per la preziosa metafora “montanara” che ben si adatta
    qui, fra le aguzze dolomie del resegone :-) ciao

  9. Armando Stavole: 21 novembre 2010 | 12:55 |

    PER GRANELLINO SABBIA
    Quel tipo di tolleranza va identificato con la supponenza.
    Il vero tollerante non solo lascia parlare, ma ascolta cercando di capire il pensiero altrui e lo paragona con il proprio, poichè lui dubita, sa di non essere infallibile.
    Ovviamente, bisogna avere anche altre qualità per essere dei virtuosi tolleranti, non acquiescenti.

  10. elisabetta: 23 febbraio 2011 | 22:10 |

    chi sa tollerare sa ascoltare,dall’ascolto nasce la riflessione ,l’arrichimento ma anche la presa di distanza—Chi tollera controlla le emozioni ,valuta, cerca, discerne..avanza nella comprensione di sè e degli altri La tolleranza chiarisce il confine fra cio che posso accettare e cio che devo rifiutare, Essa sola mi mette nelle condizioni di essere padrone di me

  11. maria rosaria martinucci: 18 giugno 2011 | 11:52 |

    Accogliere le idee dell’ altro in un ascolto rispettoso è senz’altro una virtù, mi aiuta a comprendere ciò che l’altro vede, la sua prospettiva, allarga orizzonti possibili, nè la mia nè la sua idea probabilmente saranno valide in assoluto e per tutti, come è giusto che sia.
    La mia opinione è che la vera virtù risieda nella capacità di integrare…..nessuno può farcela da solo!!!

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