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DON’T DREAM YOUR LIFE…

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27
ottobre
2010

Lettera di una madre a…

Una lettera  scritta molto tempo fa , purtroppo sempre attuale, la ripropongo perchè credo che le parole siano importanti e anche se sembra che non lascino segno a volte invitano a riflettere.

In questo periodo si è molto parlato e si continua a parlare di vita, di dignità di vita, di vite con dei limiti, di diritto alla vita, diritto alla morte.

Mia figlia Claudia ha 37 anni e a causa di un parto mal assistito ha subito gravi lesioni cerebrali che le hanno impedito di vivere la vita come è intesa dalla maggior parte della gente, ma la vita, l’ho capito negli anni vissuti accanto a questo fiore può essere meravigliosa se si riesce a vederne il significato più puro e profondo.

Claudia non parla, non cammina, non si alimenta da sola, ha problemi di deglutizione per cui mangia tutto frullato, non è in grado di dire se ha dolore, né può chiedere nulla, dobbiamo spostarla dal letto alla carrozzina e cambiarle posizione durante la notte, cambiarle il pannolone, curarle i denti con l’anestesia, ma Claudia è bellissima, una persona viva e serena, gioiosa, con la luce negli occhi che parlano per lei e il sorriso che ci regala quando sta bene ci rende felici.

Non è in grado di compiere gesti volontari come un bacio, una carezza, e questo mi manca, mi è mancato , ma quando l’accarezzo e le dico quanto io l’ami e quanto abbia bisogno di lei i suoi occhi si riempiono di lacrime forse per dirmi non posso parlarti ma ti voglio bene anch’io.

Quegli attimi hanno per me valore inestimabile che nessuna ricchezza potrebbe eguagliare.

Ho imparato da Claudia quanto ogni minuto della vita sia importante, quanto assaporare ogni attimo come se fosse l’ultimo aiuta a viverlo intensamente e renderlo indelebile nella memoria, ho imparato che il denaro, il successo, il divertimento, non rendono felici, possono rendere la vita più piacevole, ma quando si vive accanto a una persona a cui in ogni momento la vita può sfuggire perché molte sono le limitazioni fisiche e mentali,ecco allora si capisce che non è possibile sprecare la vita in cose futili.

Vi sono persone che vivono come se non dovessero morire mai e altre che muoiono senza aver mai vissuto veramente .

Noi, compagni di viaggio di Claudia, siamo consapevoli della fragilità della vita e viviamo intensamente per non sprecare neppure un attimo.

Io non vorrei una vita diversa.

Certo, avrei voluto per Claudia una vita piena, avrei voluto potesse assaporare le meraviglie della vita, ciò non è stato possibile, ma questo dà diritto a qualcuno di dire che la sua vita non è degna di essere vissuta? Ci potrà essere un domani, quando noi genitori non ci saremo più, qualcuno che potrà decidere per lei se continuare a vivere o lasciarla morire? Io non lo posso neppure immaginare. La vita è preziosa sempre e la sofferenza fa parte della vita e non sarà mai possibile cancellarla totalmente, ma si potrà accompagnarla affinchè sia meno insostenibile, solo così potremo continuare a chiamarci essere umani.

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Marina Cometto

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By: Marina Cometto

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