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DON’T DREAM YOUR LIFE…

LIVE YOUR DREAMS

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29
settembre
2010
In un tempo dove la tecnologia e le nuove generazioni corrono verso un’evoluzione sempre più veloce e in costante salita, ritroviamo i nostri giovani a doversi rapportare malamente con le strutture che dovrebbero dare loro un’istruzione e una formazione adeguata per il lavoro e in alcuni casi anche per la vita sociale.
Partendo dalle scuole medie (anche se già all’asilo si presentano grosse lacune nell’insegnamento e nella struttura).
Siamo in una fase di transizione, la maggior parte dei professori, dei maestri e dei docenti si trova a dover insegnare in un mondo in costante evoluzione mentale utilizzando i propri metodi, che risalgono a generazioni non ancora così avanzate: nel senso che leggere da un libro di storia e ripetere e pretendere che l’alunno abbia appreso non basta più!
Oggi le lezioni, a mio parere, dovrebbero essere presentate sotto forma di discussione, una discussione fatta di ipotesi degli alunni, e  fatta anche di confronti, di pensieri diversi e, confermata o confutata dal docente, dal maestro o dal professore che, tramite mezzi multimediali, fotografici, scritti o per mezzo di documentari, dà la conferma dei suoi insegnamenti. Questo consentirebbe di coinvolgere molto di più gli alunni e favorirebbe una loro migliore e maggiore partecipazione alle lezioni, facilitando il loro apprendimento, proprio in virtù del fatto che il cervello di ogni allievo, oltre al semplice aver udito la lezione, avrebbe abbinato delle immagini ad ogni singola parola: metodo che farebbe immagazzinare molto meglio la lezione.
I ragazzi di oggi sono molto svegli e hanno una velocità di apprendimento incredibile. Ma per accendere queste capacità vi è bisogno di una chiave che stimoli la loro curiosità e la voglia di coinvolgersi; senza questi due fattori (che nei metodi di una volta non erano nemmeno presi in considerazione e opportunamente calcolati) non si avranno risultati sufficienti sugli allievi.
E’ ovvio che ci siano in tutti gli istituti, allievi più recidivi ed anche quelli che invece potrebbero studiare anche da soli, perché particolarmente portati allo studio. Ma io mi voglio concentrare la nostra attenzione su quelli standard, che sono la maggior parte e sono quelli che, molto spesso, per metodi un po’ antiquati di insegnamento, in un mondo moderno ed in continua evoluzione, si trovano a rifiutare lo studio, prediligendo solo ed esclusivamente l’ORA DI EDUCAZIONE FISICA!
Per quanto riguarda la tecnologia presente nelle scuole, credo che si debbano stanziare più soldi per far fronte al ricambio degli strumenti informatici utilizzati dai ragazzi: non dico di cambiare tutti i computer ogni anno; ma una volta ogni 4 almeno. Gli strumenti informatici, oggi, sono un elemento essenziale nelle scuole. Tutto gira intorno ad un computer. Quindi credo sia doveroso concedere un fondo obbligatorio per il loro mantenimento e per il loro aggiornamento che deve essere fatto in maniera costante.
La struttura delle classi dovrebbe avere qualche fantasia colorata su almeno una parete lasciando le altre tinteggiate con tonalità molto chiare, rendendo l’ambiente elegante e rilassante, evitando che esso assomigli ad un ambulatorio. Possibilmente fino a metà parete sarebbe necessario utilizzare una tinta “lavabile”, che permetta il semplice lavaggio della parete, qualora qualche vandalo abbia la bella idea di scrivere o disegnare sui muri.
In ogni scuola si dovrebbe fare un muro dedicato ai disegni ed ai murales, per dare uno spazio di sfogo a chi ha voglia di far vedere e far apprezzare la propria arte che, una volta riempito, possa essere fotografato, esposto in una bacheca apposita e riportato al bianco iniziale. In questo modo si potrà ricominciare a disegnarci sopra.

La biblioteca scolastica dovrebbe avere tessere magnetiche che gli allievi possano usare per il ritiro e le riconsegna dei libri. La maggior parte delle biblioteche scolastiche hanno i libri datati, quindi dovrebbero concedere piccole quote per l’acquisto di libri più recenti che siano libri di testo, di narrativa o saggistica. Molto importanti e utili sono anche le librerie multimediali, sempre utili per le ricerche degli allievi.

Concedendo alla biblioteca anche una piccola sala bar e tenendola aperta nei pomeriggi sarebbe possibile creare un luogo di incontro e di lettura e formazione per i ragazzi. Oggi molto spesso le biblioteche sono scarne, sprovviste di persone competenti al loro interno e anche strutturalmente poco stimolanti. E questo impedisce anche visivamente la voglia di fare qualcosa per la propria cultura.
Nelle palestre molto spesso troviamo, inoltre, ancora un campo solo nel quale si fa tutto: calcio, pallavolo, basket e ginnastica. Credo sia ora che si senta la necessità di attrezzare almeno tre campi specifici, adiacenti, in modo che siano controllabili tutti insieme ed introdurrei qualche sport alternativo tipo il football americano o il pattinaggio. In questo modo credo che molti troverebbero più stimolante l’ora di educazione fisica, avendo molta più libertà di scelta. Inoltre sarebbe bello creare diverse manifestazioni sportive coinvolgendo anche  scuole estere. In questo modo si agevolerebbero gli scambi culturali utilizzando uno sport che fa sempre bene alla salute.
Infine veniamo ai professori, maestri o docenti. Beh, loro dovrebbero avere una formazione costante in merito ai sistemi informatici e ai metodi di comunicazione con gli allievi.  Se anche i docenti più anziani venissero formati costantemente avrebbero meno difficoltà e impazzirebbero meno nell’ insegnare a ragazzi che oggi mostrano estrema difficoltà a seguire quei metodi d’insegnamento. Per i nuovi docenti, beh, le cose fondamentali sono PAZIENZA, DEDIZIONE, CAPACITÀ DI ASCOLTO, COMPETENZA ESTREMA E NON DOTTRINALE. NELLA MATERIA CHE SI INSEGNA, POSITIVITÀ, RICERCA CONTINUA DI NUOVI METODI DI STUDIO DA PRESENTARE AGLI ALLIEVI.
I NUOVI DOCENTI DOVRANNO ESSERE DEI MAESTRI DI VITA! PERSONE CHE HANNO A CUORE NON SOLO LA FORMAZIONE E LO STIPENDIO A FINE MESE MA ANCHE LA VOGLIA DI CONTRIBUIRE AL PERFEZIONAMENTO DI OGNI SINGOLO ALLIEVO, SENZA DISTINZIONE DI CETO, RAZZA O RELIGIONE.
Questa è la mia visione!

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Luca Lobina

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By: Luca Lobina
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6 commenti a: “La scuola e le nuove generazioni”

  1. bet365: 29 settembre 2010 | 16:08 |

    Condivido pienamente il suo punto di vista. L’idea di un buon supporto.
    Buona idea, sono d’accordo con lei.

  2. elisabetta: 29 settembre 2010 | 20:48 |

    Carissimo Luca,
    condivido quanto hai scritto ma vorrei fare alcune osservazioni proprio in qualità di insegnante ormai vecchia e che anzi gradirebbe lasciare il passo ai giovani insegnanti, ma questo non è più possibile visto la recente riforma sull’età pensionabile!!!
    Io come tanti della mia generazione ,provengo da un modello educativo prevalentemente trasmissivo che tuttavia permetteva spazi di pedagogia attiva basata sul fare ricerca,osservare sul campo, attivare curiosità,soprattutto nella scuola primaria.
    Quello che rimpiango di quei tempi è la collaborazione scuola famiglia ,la condivisione della sua importanza per la formazione, il rispetto reciproco e il senso del dovere come modello di riferimento condiviso .
    Ora tutto questo si è sgretolato.Gli insegnanti si trovano a gestire problematiche sempre piu ampie che spesso esulano dalle loro competenzee inglobano financhè aspetti che la famiglia non assolvee questo comporta un grande stress psicologico. mentale difficoltà nella gestione della classe per problematiche relazionali.
    La scuola italiana ha fatto dei passi nella direzione che tu auspichi,si sono introdotti i computer ,si sono formati gli insegnanti disponibili a farlo senza alcun compenso per le ore dedicate ,si è evoluta la didattica mettendo al centro l’alunno ,i suoi bisogni,puntando sulla motivazione ,sul fare per essere. Non esiste piu a livello teorico un modello direttivo trasmissivo autoritario che punta ad un apprendimento acriticoe mnemonico.
    Oggi i docentise solo lo vogliono, hanno gli strumenti per insegnare ad imparare ,cioè ad utilizzare le discipline per far acquisire negli alunni un metodo di lavoro ,una competenza per orientarsi nella realtà, per essere cittadini e non persone prive di consistenza e di personalità.
    Questa possibilitò esiste ma è legata a due requisiti di fondo.
    Il primo è il livello di competenza del docente,il suo begraud, la sua motivazione e il suo riconoscimento sociale-
    Il secondo è il supporto del Governo in questa direzione e la sensibilità dello stesso ad una politica di investimento umano, tecnologico e struuturale.
    Il terzoè legato al convolgimento e alla presa di responsabilità delle famiglie, dei mas media nel progetto educativo della persona, dal suo primo ingresso alla scuola dell’infanzia fino all’università.
    Su questo ci sarebbe molto da dire, infatti io ho l’impressione che oggi si navighi nel polverone degli imput piu discutibili o nel vago sempre piu vago. Nessuno ha piu chiaro come deve essere il profilo di questo giovane perchè abbiamo delegato tutto all’improvvisazione, alla facile astensione o alla sterile critica in mancanza di una chiara visione e coscienza di valori e di punti saldi di riferimento condivisi.
    Un abbraccio
    Elisabetta Polatti

  3. Luca Lobina: 29 settembre 2010 | 23:25 |

    @bet365
    Felice del tuo commento bet365 ma ancor più felice di trovarti in accordo con il mio pensiero!un saluto,
    Luca

  4. Luca Lobina: 29 settembre 2010 | 23:26 |

    @Elisabetta

    Cara Elisabetta,

    sono felice che tu abbia fatto le tue considerazioni. Come hai detto tu fai l’insegnante ed io non ho avuto modo di analizzare il tuo metodo di insegnamento ma sono sicuro che è indiscutibile perché sei una donna di larghe vedute e di mente molto aperta ed appassionata al tuo lavoro e già questo fa la differenza, ma ti posso dire che:

    dopo aver osservato personalmente diverse lezioni di professori, docenti e maestri posso affermare con mia grande delusione purtroppo che molti di essi hanno una preparazione per la maggiore (questo vuol dire non tutti ma il 90%) non sufficiente per la comunicazione e per l’istruzione che si deve fornire oggi.
    Alcuni esempi:
    1) Mi sono trovato ad assistere ad una lezione di economia aziendale dove la professoressa, di 54 anni, che avrebbe dovuto spiegare come utilizzare un programma di contabilità agli alunni, acceso il computer andò letteralmente in confusione perché non sapeva di dover andare su avvio, scorrere il semplicissimo elenco di programmi e selezionare l’icona che dava lo “start” al programma in questione. Dopo circa 5 minuti che io osservavo e la professoressa dava di matto incitando alla distruzione della tecnologia, un baldo giovane si è alzato dalla sedia è andato al computer e con un tocco ha dato l’avvio al programma di fronte al totale imbarazzo della professoressa e alle risate sfrenate della classe che commentava verso di me: – ma sì l’altra volta lo picchiava perché si era impallato ed era convinta che così si metteva a posto, questo è già un passo avanti!! Ecco le classi con quella docente si fanno tante belle risate ma in quanto a formazione e a dialettica non so quanto imparino.
    2) Lezione d’inglese: l’insegnante entra in classe, ha circa una cinquantina d’anni, parlava in italiano con gli alunni in una maniera incredibile, dico solo che la chiamavano “congiuntivo” e non mi dilungo nella spiegazione del nomignolo per rispetto. La cosa più assurda era proprio il fatto che doveva insegnare inglese. Essendo di origini pugliesi in maniera evidente, presentava anche l’accento di quella regione e quando dialogava con in ragazzi in inglese c’era da mettersi le mani nei capelli; soprattutto io vorrei capire chi ha pensato e valutato, dando un certificato di idoneità, che quella persona potesse insegnare un inglese fluente a dei ragazzi quando purtroppo per questioni di accento storpiava le consonanti ad ogni parola senza calcolare il fatto che parlava in maniera scorretta anche la lingua italiana. Nel 2010 credo sia troppo!

    QUESTA E’ LA MIGLIORE.
    Lezione di religione, professore di 56 anni indottrinato come ne ho conosciuti pochi, che non solo parlava solo della religione di Stato venendo meno alla regolarità dell’insegnamento imparziale che dovrebbe imporre ad un professore l’insegnamento di tutte le religioni, ma sosteneva con fermezza che il Cristianesimo l’UNICA religione giusta e dicendo che per i musulmani i cristiani sono tutti infedeli! E questo è un incitamento al razzismo!
    Siccome per sua sfortuna ma per fortuna del Mondo ci sono giovani preparati questo professore si è trovato di fronte ad una lezione di Corano da parte di tre allievi che io stesso mi sono imbarazzato al posto suo, anche per il livello di preparazione dei ragazzi.
    Ora noi su molte di queste scenette possiamo scherzarci sopra ma sono estremamente dannose per i ragazzi. Una volta se il professore di religione parlava solo della religione di Stato andava bene così perché tutti conoscevano per la maggiore solo quella, oggi i ragazzi sanno che ce ne sono altre ed è un dovere del docente insegnargliele.
    Una professoressa d’inglese non deve parlare l’inglese pugliesizzato ma soprattutto prima di parlare e insegnare l’inglese deve saper parlare l’Italiano.
    Ci sono professori, docenti e maestri che purtroppo e mi spiace per loro (viste le figuracce alle quali ho dovuto assistere e che credo non si meritino perché si trovano in una ricambio troppo forte) si trovano con una preparazione frammentaria e non coerente con la qualità di insegnamento che si dovrebbe avere con i ragazzi di oggi che sono sempre più difficili da gestire e i quali hanno bisogno di risposte competenti e esposte anche con una certa strategia di comunicazione affinché recepiscano al meglio!
    Infatti come dico sempre reputo il mestiere del professore uno dei più difficili ma soprattutto uno dei mestieri che ha più responsabilità nella società di oggi.
    Ovvio che ce ne sono alcuni che sono molto più bravi anche dei professori più moderni ma sono purtroppo troppo pochi nella totalità di quelli che insegnano.
    Condivido con te Elisabetta il fatto che purtroppo le famiglie sono sempre meno presenti e questo mi rende molto triste perché in questa fase dell’evoluzione generazionale credo che le famiglie soprattutto in ambito di formazione siano di estrema importanza per il rapporto che i figli devono avere con l’istruzione.
    Condivido con te anche il fatto che il Governo debba istituire molti più fondi per le strutture, per i mezzi utilizzati per la formazione e per la formazione stessa dei professori o maestri o docenti valutando con regolarità il loro operato ed incentivandoli con premi o onori nel momento in cui uno di questi dia nuove idee utili per facilitare e rendere più scorrevole e spontanea la comunicazione e l’insegnamento tra professore ed allievo perché diciamocela tutta non solo gli allievi ma anche i professori sono poco stimolati a fare di più.

    Sono sempre felice di leggere i tuoi commenti Elisabetta, sei una professionista che merita sempre ascolto e sono sicuro che nel tuo lavoro ti distingui!
    Grazie per il tempo che hai dedicato al mio articolo commentandolo e grazie per le riflessioni che ci dedichi con i tuoi scritti sempre molto scorrevoli ed istruttivi.
    Ti abbraccio con affetto,

    Luca

  5. John D. 711: 10 ottobre 2010 | 00:29 |

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