“Ad un passo da me” è la prima esperienza narrativa di Tommaso Occhiogrosso, giovane scrittore emergente pugliese. E’ un romanzo ben scritto.
Il testo ruota attorno a Berto, un giovane infermiere che non vive affatto la sua vita; ma la vive male, curandosi solo di ciò che possono pensare le persone di lui, quelle che incontra per la strada, o al bar, o nei negozi.
Ha un carissimo amico Filippo, il quale cerca in tutti i modi di farlo ragionare, ma le sue sono parole buttate al vento. E si sa che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
“[…] Quanto mi nauseava dargli ragione! […] Insomma Filippo, mi aveva puntato un chiodo sulla fronte ed io ci avevo appeso il cartello <Torno subito!>. Passeggiavo parecchio in quei giorni, cercavo un’identità. […] e osservavo i passanti che mi guardavano. Cercavo di non concentrarmi sulla gente o sulle auto che mi sfioravano, volevo puntare il riflettore su di me. […]”
Un giorno Berto, portando a spasso il suo cane Eddy, conosce Porzia. Purtroppo, la sera in cui esce per la prima volta con lei, accade l’irreparabile: Berto cade e, la caduta gli causa l’immobilità dal collo in giù. Ma qualcosa nella sua mente incomincia a muoversi, a destarsi, una nuova consapevolezza si fa strada: “[…] E’ vero che ciò che accade non capita per caso: c’è sempre un motivo. Il problema spesso, è che non lo si capisce mai da subito […]”
Durante la degenza in ospedale e anche dopo, Filippo e Porzia gli staranno sempre vicino, aiutandolo nel suo nuovo cammino “mentale”.
Infine, segnalo le parole di Berto in un colloquio con Filippo: “[…] << Già, è proprio strana la vita. Prima avevo le energie e le forze, ma preferivo sedermi e stare a guardare. Ora queste mi mancano ed ho una voglia matta di procedere, per recuperare il passo. E’ proprio vero, non avere sogni è come morire, è come vivere senza quello spirito che ti fa andare oltre le varie fasi della vita, superando poco per volta gli ostacoli. […]”
“Ad un passo da me” è un romanzo che va letto, un testo che fa riflettere sul nostro modo di vivere la vita in maniera frenetica, scordandoci di noi stessi e pensando solo a ciò che possono pensare gli altri di noi. Non vedendo che l’essenza stessa della nostra vita ce l’abbiamo già, la possediamo. Invece perdiamo tutta la vita alla ricerca dell’effimero. Ma è proprio quando perdiamo le cose più importanti, a cui non diamo il giusto peso (come la salute), che ci fermiamo a pensare: “ero ad un passo da me e non me ne sono mai accorto”.
Quindi, che senso ha correre, affannarci, per qualcosa che, una volta raggiunta, conquistata non ci lascia dentro che un grande vuoto?
Bravo Tommaso, con il tuo romanzo dai una lezione di vita che difficilmente si dimentica. Abbiamo la fortuna di avere una vita, bella o brutta che sia, non ha importanza. Ma abbiamo il sacrosanto dovere di viverla, di non sciuparne neanche un minuto, perché una volta che ne abbiamo perso anche uno solo, non potremo tornare indietro per recuperarlo e cambiarlo. Quindi viviamo ogni giorno intensamente come se fosse l’ultimo.
Concludo citando una frase di A. Schopenhauer:
“Considera ogni giornata come vita a se stante.”
Buona lettura a tutti e ricordate:
Un libro apre la mente, e vi mostra nuovi orizzonti…
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Chiara D’Amico
—————-———-Informazioni sul Libro-———-—-—–——-
—“Ad un passo da me”
——–di Tommaso Occhiogrosso
——–Gruppo Albatros Il Filo, 2010
——–pp. 156, brossura
——–€ 13,50
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4 commenti a: “Ad un passo da me”
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Credo sia un libro molto interessante! Rifacendomi alla frase della trama:
Prima avevo le energie e le forze, ma preferivo sedermi e stare a guardare. Ora queste mi mancano ed ho una voglia matta di procedere, per recuperare il passo. E’ proprio vero, non avere sogni è come morire, è come vivere senza quello spirito che ti fa andare oltre le varie fasi della vita, superando poco per volta gli ostacoli.
Credo che scrivere un romanzo facendo arrivare questi concetti ai lettori in modo così piacevole sia davvero un ottimo modo per far si che molti facciano una riflessione attenta sul proprio modo di vivere o di esistere nella quotidianità!
A volte la vita che immaginiamo o programmiamo, non è la perfetta copia della realtà.
Berto cerca nelle “vite degli altri” quell’apatia, quelle paure, che sono sue, affinché non si senta solo e unico nel genere.
Il romanzo è la parodia dell’umana debolezza, dove Filippo è l’alter ego di Berto…l’azione contro la sospensione nel vuoto.
Un piccolo spunto per chi come me, in fin dei conti, decide di osare e rischiare, per RISCATTARE LA PARTE MIGLIORE…
“Un Grazie a te, lettore, che mi offri la possibilità di ringraziarti…”
…Grazie a te, Chiara!
La recensione di Chiara sul primo romanzo del giovane Tommaso Occhiogrosso mette nel lettore la curiosità di leggerlo per l’originalità dell’argomento e anche per la scrittura, che a giudizio di Chiara è fluida e accattivante.
Spero di trovarlo a settembre per conoscere lo scrittore emergente, al quale auguro successo di lettori e anche di critica positiva come quella di Chiara.
[...] Ad un passo da me [...]