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11
luglio
2010

Lettera di una madre a…

Gentilissimo Presidente del Consiglio Berlusconi,

Spero che Lei riesca a trovare 2 minuti da dedicare alla lettura di questa lettera che tocca un grande tema sociale ignorato spesso anche dalla politica: la disabilità.

Sono la mamma di una ragazza di 37 anni, Claudia, con gravissima disabilità. Mi rivolgo a Lei per esporLe le problematiche che vivono le famiglie con un figlio gravemente disabile. Non La voglio tediare elencando le varie limitazioni che mia figlia vive, e noi famiglia insieme a lei; credo sia sufficiente dirLe che non è in grado di fare alcuna azione volontaria e dipende in tutto e per tutto da noi genitori, anche per le azioni più intime e delicate.

Claudia fa parte di quella schiera di persone definite Spesa improduttiva dal Ministro Tremonti e da molti altri appartenenti alla sfera “produttiva” privilegiata del nostro BEL Paese: va da se che questo termine costituisce un modo infelice per etichettare una categoria di persone unite dal fatto che vivono e incontrano quotidianamente, pur se in maniera differente, ostacoli alla realizzazione di una vita piena come gli altri cittadini.

La crescita umana e economica di un Paese, un Paese che si dice civile, deve tener conto delle necessità, possibilità, capacità di tutti i suoi cittadini, abili totalmente ( e chi lo è? neppure Lei credo) o con abilità diverse, fosse anche solo quella di apprezzare l’amore e la serenità che emana un essere umano. Per questo vorrei esporLe alcune considerazioni sul momento politico e economico che ci troviamo a vivere, considerazioni che vengono da una modesta cittadina, non culturalmente preparata con i titoli cartacei, ma certamente più abituata di molte delle persone che siedono nei banchi del Parlamento a trattare l’argomento disabilità, così ignorato e poco conosciuto in tutte le sue sfaccettature. Non esiste una disabilità simile ad un’altra, così come non esiste un essere umano simile a un altro. TUTTI UGUALI E TUTTI DIVERSI, con bisogni diversi, con prospettive diverse, ma fondamentalmente con la stessa volontà di vivere una vita serena, confortevole e piena.

Mia figlia ha 37 anni, abbiamo dedicato la nostra vita alla sua, per farla crescere, curare, vivere, abbiamo rinunciato ad avere pari opportunità : questo è stato lo scotto da pagare per tenerla a vivere con noi famiglia e crescerla con gli altri due figli. Perché sa, Presidente, la famiglia spesso fa miracoli, anche se è una famiglia modesta come la nostra. Non abbiamo mai voluto, cercato e desiderato una vita diversa, con meno ostacoli Sì, ma non diversa da quella che ci ha regalato la nostra “bimba”, abbiamo avuto momenti difficili, ma sempre siamo riusciti a superarli grazie ai nostri figli e alle nostre risorse.

Ora però vediamo che è sempre più difficile anche per noi che abbiamo imparato a evitare il superfluo, a non desiderare l’effimero, ad accontentarci di poco, non abbiamo mai avuto necessità di conoscere come investire risorse economiche, non ne abbiamo, per cui un problema di meno, non abbiamo mai chiesto nulla di più di quello che prevedevano le leggi, non ci siamo mai lamentati per le cose a cui non riuscivamo ad accedere, ora però nella nostra fase di maturità avanzata, ci troviamo a dover fare i conti con qualcosa che ci penalizza non poco, e in un momento in cui anche il Governo che Lei presiede si ricorda delle famiglie disabili non per sostenerle di più di quanto abbia fatto sinora, ma per penalizzarle ulteriormente.

A questo punto non saranno più sufficienti tutte le nostre risorse umane per fare fronte a alcune necessità impellenti, saremo penalizzati economicamente per i tagli alla Sanità e alle Regioni che ricadranno su noi famiglie, sui tagli alla non autosufficienza che aumenteranno i costi per noi famiglie per l’assistenza: insomma avete messo indirettamente le mani nelle tasche degli italiani e maggiormente in quelle di chi già patisce i limiti dovuti alla disabilità.

Abbiamo un vecchio furgone di 12 anni Euro 2 che il Comune di Torino ha messo al bando per motivi ambientali, con una persona in sedia a rotelle non è sufficiente un’utilitaria e un mezzo adatto costa circa 25000mila euro; mia figlia necessita di un letto particolare che tuteli la sua sicurezza e sia confortevole (credo che anche le persone con disabilità possano avere questo diritto vero ?) e che costa 4800 euro, sarebbe utile un sollevatore a soffitto, Lei sicuramente Presidente neppure sa cos’è, io senza titoli imprenditoriali La posso informare anche nei minimi particolari su questo ausilio che costa 6000 euro. Con una pensione come quella che percepisce mio marito non ci potremo mai arrivare.

Potrei pensare alla prostituzione , ma non sono tagliata, sia per idee che per età, non sono avvenente e non ho speranza di trovare aiuti insperati, non voglio rubare né spacciare droga, quale potrebbe essere la soluzione a questi nostri impegni?

Non voglio e non richiedo la solidarietà dei cittadini, ma ho visto in televisione qualche giorno fa una sua intervista < GHE PENSI MI > lei ha detto e queste sue parole mi hanno dato forza e coraggio, ecco, mi sono detta, ho risolto i nostri problemi, scrivo al Presidente e ci pensa lui.

Un paio di anni fa, una giornalista mi disse che per mia serenità, caparbietà, determinazione, competenza in materia di disabilità se avesse potuto mi avrebbe nominata Ministra della felicità, potrebbe essere un’idea, avrei risolto molti dei miei problemi, mi affido a Lei Presidente Berlusconi.

Indirizzerò questa mia lettera a Palazzo Grazioli e a Villa S .Martino oltre a sperare nella diffusione dei media, spero che così facendo arrivi anche a Lei e attendo con ansia una sua risposta.

Cordiali saluti,

.

Marina Cometto

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By: Marina Cometto

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8 commenti a: “Lettera di una madre al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”

  1. Giovanna Portanova: 11 luglio 2010 | 10:51 |

    il coraggio delle MAMME ha “mosso” la Storia… speriamo che muova il governo a concentrare la sua attenzione sui veri bisogni della gente. Marina conosco la tua appassionata lotta, il tuo stato d’innamoramento per tua figlia, lo conosco sulla mia pelle, perciò ti dico: il tuo appello, condiviso da tutti quelli che ancora non hanno oscurato il cuore,in nome del proprio ed unico IO, troverà risposta. Il nostro mondo non è così male…Troveremo anche noi il buon samaritano, che, fermandosi al ciglio della strada, si prenderà cura degli ultimi, gli fascerà le ferite e non lo lascerà solo. Del resto, la tua lettera ha già trovato spazio qui. Forza Marina ..noi siamo con te ..i nostri fragili figli sono con te. Un bacio anche dalla mia rosa blu.

    Giovanna

  2. Vincenzo: 13 luglio 2010 | 00:10 |

    Dolce signora Marina, è inutile appellarsi a chi cerca di far sembrare la nostra Italia il paese dei balocchi. Non è così che funziona. Per loro non dovremmo neanche esistere..Anche io, in sede di manovra finanziaria precedente, avevo lanciato un appello contro i tagli alle Regioni per la sanità e la reintroduzione del ticket (http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?idSezione=388); ovviamente, inascoltato e senza alcun riscontro. Gli unici che possono fare qualcosa sono i gruppi di pressione politica, che commercializzeranno il nostro problema per una poltrona in più. Le pare giusto? L’unica cosa che spero, cara signora, è che si possa resistere fino al Governo successivo, perchè questo ci sta affondando più di qualunque altro nella storia..

  3. Francesca Umana: 13 luglio 2010 | 01:42 |

    Per avere davvero una voce e tentare efficacemente di farsi sentire sarebbe necessario che i genitori “speciali” come noi avessero un seggio in Parlamento… e magari più di uno! Vi ricordate il Ministro Antonio Guidi?Una società civile si contraddistingue per la qualità della vita proprio dei disabili.Ma la nostra società è tuttaltro che civile…la spesa improduttiva esiste ed è quella dei falsi invalidi, frutto della corruzione e del nepotismo che regnano indisturbati nel nostro Paese.

  4. marina cometto: 13 luglio 2010 | 20:44 |

    Francesca ce ne sono di genitori con figli disabili in Parlamento, ne conosco almeno 3 e il fatto che non ne siamo a conoscenza ufficialmente la dice lunga.

  5. Chiara D'Amico: 13 luglio 2010 | 23:59 |

    Gent.ma Sig.ra Marina,
    non ci sono parole per le sofferenze che provate e vivete ogni giorno per amore di vostra figlia. Purtroppo, la società civile, o almeno quella a cui crediamo di appartenere, gira le spalle e le risorse a chi, come voi, ne ha bisogno. L’importante è sentire tagli a destra e a manca, ma loro i politici ce l’hanno una coscienza? perché non iniziano loro a tagliarsi gli stipendi e i benefit di cui godono senza far nulla???
    Le auguro ogni bene,
    Chiara

  6. Noémie Adrasteia: 15 luglio 2010 | 14:29 |

    Cara Signora…
    anzi, preferisco cominciare scrivendo in un altro modo:

    Cara Mamma italiana,
    la sua lettera commuove e disgusta allo stesso tempo.
    Disgusta perché nessuno alza un dito per fare qualcosa, nessuno se ne interessa. Fanno finta di non sapere e poi quando arrivano “Le Iene” o “Striscia la Notizia” fanno le facce sbalordite di chi non avrebbe mai immaginato una simile cosa.
    Purtroppo storie simili o esattamente come la sua ne conosco e vedo tante.

    Io attendo ancora la risposta a una lettera che inviai al Presidente Ciampi per ben 4 volta (una volta per raccomandata con ricevuta – tutto ciò che ottenni fu la ricevuta di ritorno.)

    Adesso aspetto una risposta della Signora Gelmini (scusate, ma mi scappa da ridere pensando alle splendide riforme). Ho inviato la stessa lettera per 3 volte, ormai penso sia inutile provare ancora.

    Gentile Signora Mamma, (la chiamo mamma e non Marina perché qui è una MADRE che sta urlando in cerca dell’aiuto che dovrebbe spettarle di diritto!!)
    le auguro tutto il bene possibile, magari il caro Presidente le risponderà, ma non mi stupirei se ricevesse come risposta una sua foto sorridente autografata…

    Dio ascolta, vede e provvede…

    Noémie
    Le auguro immensa gioia

  7. marina cometto: 15 luglio 2010 | 14:57 |

    cara Noèmie, io non sono solo in cerca di un aiuto per affrontare le spese che sono maggiormente impellenti , ma voglio fare emergere la vita , la vita e le difficoltà in cui certe vite si trovano gni giorno , sono migliaia le famiglie che hanno i miei stessi problemi e che rinunciano a ottenerli perchè sono stanchi e sfiduciati , ma così si fa il loro gioco e io non ci sto.
    non mi diverto certo a comprare un mezzo così caro se non vi fosse necessità e la lettera è stata spedita anche ai giornali esteri , no so se servirà, non so se avrà risposta , ma sono sicura che se tutti esprimessero la loro indignazione per questa comune situazione, essere inascoltati, qualcosa cambierebbe , ora ho intrapreso la prima fase per avere il letto utile per Claudia , il prezzo è ancora più caro , per misteriosi motivi , da quello indicatomi a Exposanità , ma non importa è il principio che conta , se un ausilio è necessario lo pretendo , oppure mi devono mettere nella condizione di poterlo acquistare , aspetto solo la risposta scritta per rivolgermi a un avvocato e forse anche alla Corte Europea . se tutti facessimo così credo che il Governo non oserebbe calpestarci come sta facendo .
    saluti a tutti , Marina

  8. Bianca Fasano: 31 agosto 2011 | 16:41 |

    Un grande bacio a Mama Marina

    LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ON. SILVIO BERLUSCONI

    Gentilissimo,

    lei è troppo intelligente e preparato sotto il punto di vista della pratica quotidiana aziendale e politica per non comprendere le ragioni degli italiani. Non parlo di quanti la odiano (e, mi perdoni, sono tanti) e neanche di quanti vorrebbero occupare il suo posto (anche quelli non sono pochi!). Parlo degli italiani come me (la maggioranza), che vivono ogni giorno la loro vita scontrandosi con le mille difficoltà della economia (globale e locale, starei per dire “GLOCALE”), ma, più che altro, con la tangibile sensazione che vi siano almeno due mondi separati: quello di coloro che hanno avuto e continuano ad avere (denaro, potere, una vita più facile, figli sistemati alla nascita e altro) e quello di quanti sono stati generati e genereranno figli che guardano al futuro e al presente con poca fiducia, che si sentono esclusi dalla possibilità di vedere realizzati i loro, anche faticosi, sogni di stabilità.
    Siamo tanti. Dovrebbe occuparsi e anche preoccuparsi, di noi.
    Chiaramente, chi ha guardato a lei come a un possibile salvatore della patria, non si è mai illuso che lo facesse ai soli fini ideologici. Lei è un uomo di potere e del potere ha bisogno per conservarlo. Abbiamo seguito senza alcun interesse specifico, le storie “sentimentali” che la riguardavano ed erano, evidentemente, pubblicizzate allo scopo di destabilizzarla. Personalmente ho ricordato come, in America, non potendo arrestare i nemici della legalità, quali Al Capone, accusandoli dei loro effettivi reati, siano finiti dietro le sbarre con accuse concernenti i mancati pagamenti delle tasse.
    Sinceramente noi Italiani impegnati con la lotta della sopravvivenza, siamo stati ben poco interessati alla cosa, prendendola per quella che era: GOSSIP POLITICO.
    Ma le cose sono cambiate. Oggi la vediamo, assieme al Governo, sottrarre sotto i nostri piedi vacillanti, costantemente, terreno. Finiremo per crollare e, mi perdoni, lei crollerà con noi.
    E’ vero, ci sono gli evasori. Si tratta di milioni di euro. Ma ad evadere non abbiamo mai potuto essere noi, che ci vediamo decurtati gli stipendi di quasi la metà e paghiamo con l’altra metà una serie infinita di tasse e servizi essenziali.
    Paghiamo le tasse universitarie dei nostri figli (e le nostre, quando, come me, crediamo nel lifelong learning), come se fossimo suoi parenti. Abbiamo sulle spalle le mensilità dell’auto, del mutuo per la casa, del fitto, quando non è nostra, dei libri scolastici, dei miseri periodi di ferie (ridotti all’osso) e di quanto altro ci fa vivere. Certamente non possiamo ancora inserirci in quelli che (e sono tanti, li vedo ogni giorno), cercano nei cassonetti e intorno ad essi qualcosa di utile, ma mantenere la nostra posizione di (ex) borghesi e la nostra rispettabilità, diviene ogni giorno più difficile. Non sono pochi, oggi, i pensionati con il cappello tra le mani, che chiedono denaro. Si parla del prezzo dell’oro, divenuto oggetto di acquisto per chi investe, ma non si dice che è anche divenuto oggetto di acquisto delle tante agenzie che comprano quello di chi lo Svende, per arrivare alla fine del mese. O dei Monte di Pegno, ex di pietà, tornati in auge.
    Dicevo che dovrebbe preoccuparsi di noi. Ma non perché le stiamo a cuore. Perché non la voteremo di nuovo, se l’abbiamo fatto.
    Da giornalista che ha conosciuto almeno un po’i politici di ogni tempo e colore, purtroppo non sono così ottimista da credere che basterà buttare giù il governo. Le radici della situazione, vorrei dire solo europea, ma, purtroppo, globale, provengono da un passato molto lontano e da metodi economici che hanno perso di vista due cose: il “tit for tat” (quella che potremmo definire una economia “cristiana”, in senso lato) e i limiti territoriali degli stati.
    Se parlassimo della nostra Italia come di una famiglia, dovremmo dire che è una famiglia che ha speso quello che non aveva ancora guadagnato e promesso posti a tavola per una tavola che andava ancora imbandita e dove i posti erano, comunque, contati.
    Si tratta di un mio parere, ovviamente, che mi viene anche dagli studi di sociologia, fatti ad hoc per capire qualcosa di più, cui stanno facendo seguito quelli di una magistrale in teoria della comunicazione, audiovisivi e società della conoscenza, per cui ho scritto in questi giorni la tesi. Lo faccio per essere al passo con i tempi, ma anche se studio per capire, più comprendo e peggio sto.
    Onestamente non so cosa consigliarle, ma neanche mi spetta. E’ lei che si è preso l’incarico di salvare l’economia italiana. Ma non la salverà togliendo alla massa degli italiani medi, lavoratori, economi e onesti, il minimo necessario.

    Bianca Fasano. Insegnante, giornalista e scrittrice. Cittadina italiana “jus soli”

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