Il sorriso è un canale di comunicazione che mette in relazione sia il mittente che il ricevente. Imparare a sorridere è un meccanismo innato che evolve durante la crescita del bambino e si perfeziona grazie, soprattutto al legame di attaccamento che si instaura, dapprima con la madre e successivamente con le persone che ruotano intorno al bambino.
Il primo sorriso non deriva dalla consapevolezza, sgorga durante il sonno e il bambino anche se instaura un rapporto visivo con la madre attraverso il quale invia e riceve segnali, non ha ancora abbandonato quello stato di “indifferenziazione psichica” che lo tiene a una certa distanza dalla realtà così come la conosciamo noi.
Per questo possiamo asserire che il primo vero sorriso del bambino, secondo le ricerche psicoanalitiche della Mahler, viene regalato ai genitori intorno ai tre mesi di vita del lattante. La fase “autistica normale” lascia il passo a una fase più consapevole e dinamica, in cui il bambino, inizia ad esplorare se stesso e coloro i quali gli vivono intorno e riesce a dimostrare la sua euforia attraverso il sorriso, ricambiando tale gesto che viene vissuto dal piccolo come una ricompensa, una gratificazione, un incoraggiamento a fare di più.
Il sorriso è il linguaggio non verbale che fluisce tra il bambino e una realtà che va via via consolidandosi, cogliendo sfumature e persino piccole furbizie che il piccolo utilizza per poter ottenere quello che tanto desidera. È importante che il bambino venga stimolato in questo gioco: risposta-sorriso ( definita così da Spitz) perché è l’unico modo attraverso il quale i genitori possono cogliere il suo stato emotivo: serenità, felicità, allegria come all’opposto vi è il pianto che non è altro che il sintomo di angoscia, fame, dolore fisico e di qualsiasi altra necessità che il bambino chiede che gli venga soddisfatta.
Al di là di qualsiasi ricerca scientifica o psicologica il primo sorriso del proprio bambino non è altro che una finestra attraverso la quale i genitori si affacciano per poter godere delle magnificenze che crescono nel cuore del proprio piccolo. I bambini con l’ingenuità della loro età e la serenità della loro condizione donano ai propri cari soddisfazioni e gioie che difficilmente si potranno cogliere in altro modo, lungo il percorso della vita.
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Caterina Armentano
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