Sul quadro quiete:
fresche le siepi
e miti i colori
Suoni come gabbiani
Non preme parole,
nemmeno un sipario
o tocchi estinti
nella sua fantasia
E di stelle all’alba
Se ti passa sui cigli
Fra capo e panico
di fiocco in giglio
ascolti e avverti
senza il difetto
di tranquillo espandi
Ma di piombo il tuono!
(E di tuono un bordo)
Trasmoda la tela
Spiuma il vaso
assente al miniato
E lunghe vette
Storte passate
senza il varcare
D’impulsi, cerniere
D’intreccio emerge
Fango e plastica assieme
Per proprie chele
tirato oscuro e gemito
Bollito d’amore
(Bollito d’amore)
refe di ghiaccio
Vela nel rogo
ancor robusto all’impatto
Feroce a fuggirlo
E al rintocco
dell’astro
rissa per scheggiar
le sue orme
Che il terso abbuia
E di albore un cristallo
Al qual la storta
darà miglior scroscio
E più forte ruggirà
l’altro sguardo
.
Alessandro Cecchi
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