Mi chiamo Lucia e sono una studentessa di scienza politiche all’Università del Salento a Lecce e ho ritenuto di poter dare il mio contributo al fine di rendere noti alcuni dati su una più grandi problematche mondiali quali appunto quella della violazione dei diritti umani, pubblicando sul qui presente blog il seguente articolo.
« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. »
Questo sono le parole testualmente recitate nel primo articolo della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo.
Considerati universali e indivisibili in tale dichiarazione,  redatta e promossa dalle Nazioni Unite nel 1948 i diritti umani conobbero per la prima volta nella storia il riconoscimento del loro valore etico e giuridico insieme; essa costituisce infatti il primo documento a sancire universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte del mondo) i diritti che spettano all’essere umano, quali il diritto alla vita, alla sicurezza, alla libertà personale, all’autodeterminazione, ad avere un giusto processo, a condurre un’esistenza dignitosa,  diritti politici e di uguaglianza sociale.
Fu proprio a tutela dei suoi contenuti che nacque la più grande organizzazione per la difesa dei Diritti dell’Uomo: Amnesty International, una voce libera e indipendente che difende, con metodi non violenti, i diritti fondamentali di tutti coloro che ne sono stati privati o che sono stati ostacolati nel loro esercizio.
Anche all’interno dell’Unione Europea, i paesi membri, in base alla ratifica e all’adozione della carta dei diritti fondamentali, sono tenuti al rispetto e alla tutela degli stessi e dovrebbero esservi tenuti anche i paesi non membri che intrecciano relazioni sul piano economico o politico con i suddetti, difatti gli accordi commerciali o di cooperazione con i paesi terzi contengono una clausola che sancisce che i diritti umani sono un principio essenziale delle relazioni tra le parti.
Negli ultimi anni l’UE ha condotto dialoghi in materia di diritti umani con diversi paesi, tra cui Russia, Cina e Iran. Ha imposto sanzioni per violazione dei diritti umani alla Birmania (Myanmar) e allo Zimbabwe.
Nonostante, però, accordi orientati in tal senso, una Carta tesa alla promozione e alla garanzia dei valori essenziali della persona umana e vari organi istituzionali posti a tutela degli stessi, i diritti umani sono spesso ignorati.
Le guerre civili portate avanti da una piccola parte della popolazione locale in regioni povere o instabili dal punto di vista politico nel Mondo,  o le grandi guerre condotte a livello nazionale o mondiale sono terreno fertile per tali violazione…non a caso si parla di  crimini di guerra e contro l’umanità e infatti sono questi i contesti dove non si applicano i diritti umani.
Facciamo qualche esempio: le torture cui sono fatti oggetti i detenuti o i prigionieri di guerra, come è avvenuto nel Sudan o nella base di Guantanamo, o i crimini di guerra compiuti da capi di stato quali Saddam Hussein in Iraq, Milosevic nel Kosovo oppure dal governo cinese dove vi sono ogni giorno detenzioni o violenze su civili innocenti e impotenti davanti alle angherie dei potenti. Alla fine del 1979 Amnesty International pubblicava un rapporto, ampio e circostanziato sui diritti umani in Cina e le relative violazioni, sulla situazione nelle carceri, la deportazione, i lavori forzati.
Altro problema collegato alle guerre è quello del fenomeno dei bambini-soldato: mezzo milioni di minori impiegati negli eserciti regolari e nei gruppi armati di opposizione in 85 paesi del globo, bambini presi dalla strada strappati alle loro famiglie, o sarebbe più corretto dire venduti dai loro stessi genitori a causa della miseria, ai quali viene insegnato a usare il kalashnikov. Portatori di morte ma troppo spesso solo vittime sacrificali. Secondo le Nazioni Unite il traffico di bambini è il mercato mondiale con la crescita più veloce e ampia, tanto da alimentare un’economia di oltre 12 miliardi di dollari l’anno.
Altra piaga sociale da affrontare e combattere, in tempo di conflitti armati è quello delle mutilazioni a causa di mine anti-uomo di cui spesso i combattenti sono vittima.
Spostandosi in un contesto diverso, possiamo elencare la tratta degli schiavi abolita ma ancora praticata da molti paesi, oppure quella degli organi o lo sfruttamento del lavoro minorile, problematiche connesse al più ampio tema della povertà dei paesi del terzo mondo, Africa e Sud- America in primis.
Oggigiorno nel Mali, vengono rapiti i bambini sotto gli 11 anni e venduti come schiavi come forza lavoro nelle piantagioni di caffè e cacao. Sono almeno 15mila i bambini che vengono trasferiti a forza dal Mali alla Costa d’Avorio. in Birmania, invece,  i bambini sono costretti a lavorare in condizioni disumane per creare, in incredibile quantità e velocità , le famose sorpresine degli “ovetti” Kinder.
Ma potrebbero essere elencati tanti altri paesi o tanti altri diversi tipi di sfruttamento di questo genere: bambini sfruttati nei laboratori tessili del Nepal, nelle miniere della Colombia e del Perù, nelle piantagioni in Tanzania, nelle concerie in India.
Molto più inquietante è il lavoro domestico svolto da bambini a casa altrui, spesso in forma di vera e propria schiavitù, perché frequentemente l’abuso sessuale è regolarmente considerato dai loro padroni come un complemento del loro impiego.
Parliamo ora della pena di morte, uno degli abusi più gravi del diritto alla vita in Europa da dieci anni non ci sono esecuzioni, ma la pena capitale e’ ancora applicata in 67 Stati del mondo. Secondo Amnesty International, 130 Paesi hanno rinunciato alla pena di morte. Di questi, 29 sono abolizionisti ‘de facto’: il loro codice penale prevede la pena di morte, ma non hanno più realizzato un’esecuzione in dieci anni. Altre 67 nazioni applicano la pena capitale, tra i quali democrazie consolidate come gli Stati Uniti e il Giappone. Le stime per il 2006 parlano di 1591 esecuzioni in 25 Paesi. Tuttavia il numero potrebbe essere più alto perché non esistono cifre ufficiali relative a Stati come la Cina..
L’Organizzazione mondiale della sanità stima che dei sessantaseimila trapianti di rene effettuati nel mondo nel 2007, circa il dieci per cento siano illegali.
Si preleva l’organo da un povero del terzo mondo, pagandolo a prezzi “stracciati” e lo si rivende a migliaia di dollari agli occidentali che ne hanno necessità . Avviene in molti Paesi.
La domanda di organi per il trapianto, che cresce ad un ritmo del 33 per cento l’anno, conosce un’offerta di donatori che è pari solo al 2 per cento. Le liste d’attesa diventano lunghe, estenuanti. Ci si affida, quindi, all’”organizzazione”, complessa e ben articolata, che gestisce i “donatori” di organi, che sono coloro che sopravvivono nei quartieri degradati del Brasile, dell’India, del Pakistan, delle Filippine. È accertato che in Pakistan si vendono oltre 6.500 reni l’anno.
In Afghanistan sono in corso indagini su alcuni centri clinici che al tempo dei talebani avrebbero fornito supporto di personale e di attrezzature ai trafficanti di organi.
Molti elementi fanno ritenere che una “fonte” per il traffico di organi sia costituito dai bambini, “invisibili” o “intoccabili”, come vengono chiamati: i primi, sono i bambini che scompaiono nel nulla; i secondi sono i non registrati, quarantotto milioni nel mondo, secondo le stime, oltre tre quarti dei quali nell’Africa sub sahariana e nel sud-est asiatico, ma anche in America Latina, dove, in base ai dati, un bambino su sei non esiste.
Il Parlamento europeo ritiene che, per combattere il traffico di organi nelle parti più povere del mondo, sia necessario adottare una strategia a lungo termine, finalizzata ad abolire le disuguaglianze sociali che sono alla radice di tali pratiche. La risoluzione invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure per prevenire il “turismo di trapianti”, elaborando orientamenti volti a proteggere i donatori più poveri e vulnerabili contro il rischio di essere vittime del traffico di organi e adottando misure che accrescano la disponibilità di organi ottenuti in modo legale e mediante lo scambio di registrazioni di liste di attesa fra le organizzazioni per lo scambio di organi per evitare iscrizioni multiple alle liste. Tuttavia anche in questo campo si deve ancora arrivare a una totale e reale risoluzione del problema.
Una nuova forma nata in questi ultimi anni di violazione dei diritti umani è senza dubbio sorta dopo l’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre 2001, rivendicato da Osama Bin Laden capo dei terroristi talebani a danno di stato liberal-democratico quale l’America. La denuncia di Amnesty è molto forte: la lotta al terrorismo ha fornito a molti, troppi governi un argomento per tollerare, se non giustificare, la sistematica violazione dei diritti umani.
Parlando di una guerra che continua ai giorni d’oggi, quella tra israeliani e palestinesi, sono sati recentemente pubblicati articoli che parlano di soprusi avvenuti a Gaza; I militari israeliani impegnati nell’offensiva condotta nel dicembre scorso nella Striscia di Gaza utilizzarono dei palestinesi come scudi umani, senza fare distinzioni fra miliziani e popolazione civile e senza altre regole di ingaggio se non quella di minimizzare le proprie perdite.
Oggi nel mondo viviamo tempi drammatici nei quali ogni giorno assistiamo alla violazione dei diritti dell’uomo, certe volte nelle forme più spietate e disumane che fanno pensare ad un imbarbarimento di questa nostra epoca. Viviamo però anche tempi esaltanti, perché in tante aree del mondo quei diritti proclamati solennemente nella Carte delle Nazioni Unite si stanno in questo ultimo periodo di tempo concretizzando, radicandosi sempre più nella coscienza degli individui e dei popoli.
regole di ingaggio se non quella di minimizzare le proprie perdite
Mi chiamo Lucia e sono una studentessa di scienze politiche presso l’Università del Salento a Lecce e ho ritenuto di poter dare il mio contributo al fine di rendere noti alcuni dati su una delle più grandi problematiche mondiali come quella appunto quella della violazione dei diritti umani, pubblicando sul qui presente blog il seguente articolo.
« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. » (continua…)
By: Lucia D Onghia