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DON’T DREAM YOUR LIFE…

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26
ottobre
2009

Secondo una stima dell’Unione Europea, oggi, le persone affette da disabilità sono circa 40 milioni e non sempre le istituzioni e la società si sono adoperati per eliminare gli oggettivi ostacoli e le sostanziali barriere alla loro legittima aspirazione ad un’esistenza normale, al pari degli altri cittadini.

Ma CHI SONO  i disabili e quali sono i PROBLEMI con cui ogni giorno devono fare i conti?

Da sempre la società ha attribuito loro una percezione e considerazione DISCRIMINANTE che col tempo è andata a mutare. Oggi, infatti, assistiamo ad un importante CONFRONTO tra istituzioni, aziende e associazioni di tutela, che sembra palesare come la società abbia compreso la necessità di elaborare e realizzare degli EFFICACI STRUMENTI che rimuovano sostanzialmente gli ostacoli al pieno SVILUPPO della loro PERSONALITA’, delle loro CAPACITA’ e alla loro LEGITTIMA ASPIRAZIONE ad un’ ESISTENZA che realizzi la propria DIGNITA’ e FELICITA’.

A tale importante dibattito e confronto si è giunti grazie anche ad interessanti contributi come quello della Commissione Europea che nel documento Delivering eAccessibility, 26/9/2002, palesa la necessità di una CORRETTA CONSIDERAZIONE del disabile. Secondo tale documento non si deve più semplicemente far riferimento a particolari attributi della persona, ma identificare nel disabile una serie di CONDIZIONI POTENZIALMENTE RESTRITTIVE, che abbiano origine in un FALLIMENTO da parte della società stessa, nel soddisfare i bisogni di tali soggetti e nel consentire loro di mettere a frutto le proprie capacità.

Altro interessante passo in avanti in una percezione corretta di tale tematica sono le definizioni coniate nel 1980 dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS):

  1. La MENOMAZIONE (“Impairment”) coincide con una “PERDITA o ANORMALITA’ a carico di una STRUTTURA o di una FUNZIONE psicologica, fisiologica o anatomica”.
  2. La DISABILITA’ (“Disability”) viene identificata con “qualsiasi LIMITAZIONE o PERDITA (intese come conseguenza di una menomazione) della CAPACITA’ di COMPIERE un’attività nel modo o nell’ampiezza considerati normali per un essere umano”.
  3. L’HANDICAP coincide con la “CONDIZIONE di SVANTAGGIO, che sia conseguenza di una menomazione o di una disabilità, che va a costituire per un soggetto un OGGETTIVO LIMITE o IMPEDIMENTO alla sua capacità di adempiere normalmente al suo ruolo di soggetto in relazione all’età, al sesso e ai fattori socioculturali”.

Da tali definizioni emerge una considerazione dell’handicap come CONDIZIONE SOGGETTIVA in relazione alle ESIGENZE della persona disabile.

In altre parole secondo tale percezione una persona costretta su una sedia a rotelle o una qualsiasi persona, nonostante sia certamente affetta da disabilità, potrebbe potenzialmente aspirare a CONDIZIONI di NORMALITA’ , se venissero meno tutte le barriere architettoniche e se non le fosse precluso alcun aspetto della sua vita sociale.

Nel 2001 l’OMS fa un ulteriore passo in avanti, abbandonando parzialmente la precedente considerazione, e quindi, pubblicando un documento nello stesso anno che conia un’importante classificazione.

Si tratta in sostanza di una classificazione “positiva” fondata su un MODELLO di RIFERIMENTO GENERALE rivolto a tutti i soggetti (non solo alle persone con disabilità), utile a chiarire se un qualsiasi soggetto sia o meno conforme a tale modello.

La classificazione si compone di cinque macroclassi, a loro volta divise in ulteriori classi e sottoclassi:

  • FUNZIONI CORPOREE: funzioni fisiologiche dei sistemi corporei, incluse le funzioni psicologiche.
  • STRUTTURE CORPOREE: parti anatomiche del corpo come organi, arti e loro componenti.
  • ATTIVITA’: esecuzione di un compito o di un’azione da parte di un individuo.
  • PARTECIPAZIONE: coinvolgimento di un individuo in una situazione di vita.
  • FATTORI AMBIENTALI: caratteristiche, del mondo fisico, sociale e degli atteggiamenti, che possono avere impatto sulle prestazioni di un individuo in un determinato contesto.

Tale nuova classificazione, che consente di QUALIFICARE un soggetto in relazione al suo FUNZIONAMENTO, ha permesso di passare da una concezione restrittiva della disabilità ad una concezione che prende in considerazione non più solo la RESTRIZIONE di ATTIVITA’ ma anche la LIMITAZIONE di PARTECIPAZIONE. Tale definizione allargata, consente oggi, di  considerare come rientranti in essa numerose categorie deboli come gli anziani.

In molti si chiedono se le TECNOLOGIE possono realmente semplificare e agevolare la LEGITTIMA ASPIRAZIONE dei disabili ad una ESISTENZA PIU’ NORMALE.

A tale domanda cercheremo, assieme a voi, di fornire un’adeguata risposta che faccia luce sulle varie soluzioni tecnologiche  progettate e realizzate nel corso degli ultimi anni e sulla loro reale valenza ed efficacia, per un miglioramento della qualità della loro vita.

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By: Antonio Pisilli

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3 commenti a: “Ieri disabili, oggi diversamente abili e domani…normalmente felici”

  1. Alessandro Bertirotti: 29 ottobre 2009 | 19:08 |

    La prima cosa che posso dire, dopo l’interessante lettura di questo post, è quella di invitarVi a presenziare al Convegno di Studi sugli aspetti operativi e concreti per l’inserimento dei disabili all’interno delle aziende. Andate a visitare, se interessati, il sito dell’Associazione Onlus che organizza il convegno presso il Politecnico di Milano: http://www.anilda.org
    Cordiali saluti e a presto.

  2. Roberta Bertirotti: 10 gennaio 2010 | 20:35 |

    Egregi Signori,
    mi permetto di esprimere una piccola considerazione. Ritengo che ogni individuo dotato di un minimo di corteccia cerebrale funzionante dovrebbe iniziare ad esprimersi con termini quali “diversamente abili”, proprio perchè ad essi appartengono abilità diverse da quelle comunemente “riconosciute”. Approfitto di questo mio commento per complimentarmi ed augurarVi buon lavoro.
    Cordiali saluti.

  3. Giovanna Portanova: 24 aprile 2010 | 11:31 |

    in una società,che tende ad omologare tutto e tutti,prendendo come parametri :benessere,ricchezza,superficialità ed egoismo…siamo (e mi riferisco a chi..non accetta la zavorra mediale o la politica delle cianfrusaglie o la “coscienza ” di comodo)tutti diversamente abili..ma quando la disabilità è dovuta a sindrome rare allora ti rendi conto del valore “nullo” delle parole..se non accompagnate dalle azioni..per cui mi complimento con questa loro iniziativa(sono la mamma di una ragazzina Angelman)

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