MyLemon MyLEMON Creativity & Strategic Communication - www.mylemon.it
MyLEMON

DON’T DREAM YOUR LIFE…

LIVE YOUR DREAMS

PrintFriendly
28
ottobre
2009

Forse dal titolo può sembrare a molti che tra un chicco di grano e la realizzazione concreta di una pace globale fra i popoli non esista un nesso specifico.
Ma credo invece che la correlazione sia molto stretta. ho deciso di scrivere un articolo in merito ad una tematica a me molto cara e ho deciso di farlo all’ interno di questo blog, uno spazio dove poter esprimere le proprie opinioni liberamente.
Fra le tante tematiche a mia disposizione io ho avuto uno slancio immediato verso quella di tipo ambientale. Questo non perchè io sia un’ ambientalista modello o un esempio di virtù incontestabile, ma forse perchè cerco nel mio quotidiano di dare un concreto e personale contributo per realizzare un mondo diverso.
Tutto però inizia da una scelta precisa, forse più che una scelta direi uno stile di vita che però alla sua radice racchiude un valore per me irrinunciabile, quello del rispetto e della salvaguardia di tutti gli esseri viventi. Una scelta che molti definisconno etica, altri salutista, altri ancora radicale, ma per me è solo stata una scelta d’ amore…
Sono vegetariana da oltre 10 anni e sto diventando vegana ( vegano è una persona che oltre a non nutrirsi di carne e pesce elimina dalla sua dieta anche tutti i prodotti di derivazione del latte ).
Vorrei davvero parlare di questo argomento con delicatezza e senza luoghi comuni nè in positivo e nè in negativo. Vorrei piuttosto cercare di mettere in luce quegli aspetti che purtroppo sono sempre messi in ombra e questo perchè la nostra socierà vive fortemente una dimensione consumistica spesso basata sul ” valore ” dello sfruttamento delle risorse non solo del territorio ed umane ma anche di quelle di altri esseri viventi ( in Italia per la produzione del latte, del formaggio e delle uova sono previsti quasi esclusivamente allevamenti intensivi ovvero luoghi di dolore accompagnati sempre da condizioni davvero inimmaginabili ).
Vorrei quindi sottolineare che la scelta vegan a prescindere dalla motivazione di partenza credo sia una scelta profondamente equa e solidale non solo nei confronti degli animali così restituiti alla gioia della vita e della libertà ma anche di tutte quelle popolazioni , spesso del Sud del mondo, puntualmente avidamente sfruttate e messe in ginocchio da un mercato quello appunto della carne e della produzione di prodotti di derivazione animale che da sempre rappresenta una piaga per questa gente.
Sono contadini costretti a lavorare ad un ritmo incessante e di sfruttamento appunto non solo personale ma anche delle loro terre, sempre sottopagati nella manodopera e sul prodotto finale; si tratta anche soprattutto della produzione di un prodotto alimentare che in seguito viene impiegato negli allevamenti del mercato europeo per alimentare gli animali.
Non tutti però forse riflettono sul fatto che scegliere di diventare vegani rappresenterebbe concretamente l’ inizio di un processo di pace, come una reazione a catena o un benefico effetto domino : se non esistessero allevamenti di carne ed altro non vi sarebbe necessità di sfruttate il territorio e la classe contadina e tutti i prodotti delle loro terre potrebbero invece sfamare popolazioni intere che oggi patiscono fame e sete.
I tre quarti della popolazione mondiale muore perchè non possiede quelle che sono risorse naturali e indispensabili per la sopravvivenza. Ma ci si è mai posti di fronte a questa realtà con la consapevolezza che ognuno di noi è in parte responsabile di ciò? Ed al contempo si è mai ragionato sul fatto che siamo noi stessi altresì in grado di poter effettuare una personale rivoluzione umana per creare valore e pace nel mondo attraverso un senso davvero profondo del rispetto e della sacralità della vita per ogni specie!?
Il contesto in cui viviamo è un mondo ottenebrato dai conflitti, dalle guerre dalla miseria e la disperazione che troppe persone sopportano senza colpa.
Gli animali vengono sottratti alla vita per un bisogno che davvero non risponde più ad una necessità di sopravvivenza consona invece ad un’ era primitiva di sottosviluppo alimentare, antropologico- culurale. Possiamo davvero arrivare ad una pace globale quando saremo capaci di vivere dentro noi stessi un sentimento di conservazione e salvaguardia delle speci, cioè sviluppando un senso antispecista.
Vorrei concludere dicendo questo : chiudiamo gli occhi un momento, immaginiamo un luogo dove invece di prevaricare sui più deboli conviviamo piacevolmente con essi, dove invece di uno spirito di lotta e conflitto vi sia una reale tendenza al dialogo, alla condivisione delle diversità inteso come accrescimento ed arricchimento, dove i popoli più fortunati e possidenti mettano a disposizione dei bisognosi le loro risorse… ebbene questo è un sogno solo finchè non decideremo di aprire oltre ai nostri occhi anche i nostri cuori… e per ogni chicco di grano conservato ( invece che utilizzato per incrementare un mercato di morte ) crescerà una pianta fertile e in grado di nutrire più vite ed ogni vita sarà un miracolo di pace…

PrintFriendly

Potrebbero interessarti anche:

By: Alessandra Gioia
Categoria AMBIENTE

Lascia un commento

5 commenti a: ““Dal germe di grano alla pace concreta!””

  1. anna maria iorio: 28 ottobre 2009 | 02:36 |

    articolo interessante,c’è la speranza che ,grazie a molti giovani si possa ritrovare il senso dei valori perduti

  2. rita narducci: 28 ottobre 2009 | 13:57 |

    sono pienamente d’accordo, anche se ancora ho delle difficoltà notevoli a convertirmi alla dieta vegetariana. L’unica speranza sono i giovani

  3. Alberto: 31 ottobre 2009 | 16:33 |

    Sono pienamente d’accordo con quanto citato.
    Chiunque può imparare dal passato. Oggi è importante imparare dal Futuro!
    con soluzioni che vi permettono di abbattere tutte le emissioni nocive dai gas di scarico dal 75% al 100% su qualsiasi tipo di motre e combustibile con un risparmio medio del 10%.
    volete sapere come?
    contattatemi!

  4. gioia aleardo: 1 novembre 2009 | 16:07 |

    Sono d’accordo con quanto scrivi. Ma la situazione attuale è il punto di arrivo di un lungo cammino fatto di ignoranza, egoismo e superate interpretazioni dei libri sacri. Solo la conoscenza e la scienza ci può salvare e ci renderà più pacifici.

  5. flora: 16 novembre 2009 | 23:12 |

    ciao Alessandra,condivido quanto hai scritto, anche se non sono vegana, ma il cammino da fare verso la pace e l’uguaglianza è lungo e difficile,soprattutto perchè nell’uomo è ineliminabile la volontà di potere, l’intolleranza nei confronti del diverso, l’indifferenza verso la natura che distrugge (e che si vendica spesso distruggendolo a sua volta). La speranza per un futuro migliore? che esistano molti giovani che la pensano come te. Un abbraccio da Flora

Commenta




  • PROMOZIONE